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Calabria, approvato il calendario venatorio 2022/2023

Un buon testo che però non prevede il prelievo della tortora e che impone il divieto di caccia in molte ZSC

La Giunta regionale della Calabria ha approvato il calendario venatorio per la stagione di caccia 2022/2023, che resta quasi del tutto inalterato rispetto allo scorso anno. La novità principale è il mancato inserimento della tortora tra le specie cacciabili: mentre molte altre regioni, dopo l’approvazione del Piano di gestione nazionale della specie, ne hanno autorizzato il prelievo, in Calabria non sarebbero ancora stati analizzati i dati degli abbattimenti effettuati negli ultimi 5 anni, indispensabili per definire il limite massimo di prelievo. Per questo le associazioni venatorie hanno richiesto all’Assessore e al Direttore regionale di velocizzare la lettura ottica dei tesserini per “ottenere i dati prima della fine del mese e recuperare con l’inserimento in calendario della tortora con una delibera integrativa”.

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Per il resto, rimangono le 5 giornate di preapertura, la chiusura a febbraio per Cornacchia e Ghiandaia, l’apertura alla terza domenica di settembre per buona parte della specie e la chiusura al 30 gennaio per Turdidi e Acquatici. Purtroppo, non essendo ancora stato approvato il Piano Faunistico Regionale, rimane anche il divieto di caccia in molte ZSC imposto dopo la sentenza del TAR del 2021. Di seguito trovate tutti i dettagli del calendario venatorio 2022/2023 della Calabria.

Preapertura

Anche quest’anno il calendario prevede 5 giornate di preapertura: giovedì 1, sabato 3, domenica 4, domenica 11 e mercoledì 14 settembre. In tutte e cinque le giornate potranno essere cacciate, esclusivamente da appostamento le specie Colombaccio e Gazza e sarà consentito l’uso dei soli cani da riporto.

Domenica 11 e mercoledì 14 settembre potrà essere cacciata anche la quaglia, esclusivamente nelle stoppie di cereali, nelle aree incolte e prative mietute.

Posticipo chiusura

Come lo scorso anno, saranno 2 le specie cacciabili nella prima decade di febbraio, Cornacchia grigia e Ghiandaia, che potranno essere cacciate esclusivamente d’appostamento fino al 9 febbraio, con l’utilizzo dei soli cani da riporto.

Specie cacciabili e periodi di prelievo

Dopo le giornate di preapertura la stagione venatoria inizierà, come di consueto, la terza domenica di settembre e terminerà il 9 febbraio. Si potrà cacciare per 3 giorni settimanali a scelta, esclusi il martedì e il venerdì. Questi le specie cacciabili e i principali periodi di prelievo:

  • Quaglia dal 18 settembre al 30 novembre (+ preapertura)
  • Fagiano dal 18 settembre al 30 novembre
  • Merlo dal 18 settembre al 31 dicembre
  • Lepre dal 18 settembre al 19 dicembre (giorni fissi giovedì, sabato e domenica)
  • Allodola dal 2 ottobre al 31 dicembre
  • Tordo bottaccio, Tordo sassello e Cesena dal 2 ottobre al 30 gennaio
  • Cornacchia grigia e Ghiandaia dal 2 ottobre al 19 gennaio e dal 21 gennaio al 9 febbraio (a partire dal 21 gennaio solo da appostamento)
  • Gazza dal 18 settembre al 14 gennaio (+ preapertura)
  • Folaga, Alzavola, Mestolone, Canapiglia, Fischione, Germano reale, Codone, Marzaiola, Beccaccino, Frullino, Gallinella d’acqua e Porciglione dal 18 settembre al 30 gennaio
  • Moretta dal 1° novembre al 30 gennaio
  • Combattente dal 18 settembre al 2 ottobre
  • Colombaccio in preapertura e dal 18 settembre al 14 gennaio (a gennaio solo d’appostamento) 
  • Beccaccia dal 15 ottobre al 19 gennaio
  • Volpe dal 18 settembre al 30 gennaio (giorni fissi giovedì, sabato e domenica)

Caccia al cinghiale

Il prelievo del cinghiale sarà consentito dal 1° ottobre al 31 dicembre, esclusivamente nei giorni fissi di giovedì, sabato e domenica su tutto il territorio regionale. Ogni squadra potrà prelevare un massimo di 20 capi a giornata e dovrà essere formata da un mino di 15 cacciatori.

Proprio il numero minimo dei componenti delle squadre di caccia è stato oggetto recente di modifica del disciplinare che regolamenta il prelievo del cinghiale aggiornato quest’anno, con uno strano tentativo della regione di aumentarlo.

Carnieri

Per la selvaggina stanziale a ogni cacciatore è consentito il prelievo di:

  • 1 Lepre a giornata per un massimo di 3 capi a stagione
  • 2 Fagiani (di cui una sola femmina) a giornata per un massimo di 10 capi a stagione
  • 20 Volpi, 20 Cornacchie grigie, 10 Ghiandaie e 20 Gazze, a giornata

Per la selvaggina migratoria ogni cacciatore potrà prelevare 25 capi a giornata di caccia, nel rispetto dei seguenti limiti giornalieri e stagionali:

  • 5 Quaglie per un massimo di 25 capi stagionali
  • 3 Beccacce, solo 2 nel periodo compreso tra il 02 gennaio e il 22 gennaio, con un massimo di 20 capi stagionali
  • 3 Morette con massimo di 15 capi stagionali
  • 5 Codoni con un massimo di 25 capi stagionali
  • 10 Allodole con un massimo di 50 capi stagionali
  • 8 Colombacci,
  • 8 Anatidi
  • 5 Trampolieri
  • 5 Rallidi
  • 2 Combattenti con un massimo di 6 stagionali

Addestramento cani

L’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia, oltre che nelle apposite Zone Addestramento Cani (ZAC) dove è sempre consentito, potrà essere svolto nel territorio degli ATC nei giorni di mercoledì, sabato e domenica dal 23 luglio fino al 10 settembre, fatta eccezione per le giornate del 1, 3 e 4 settembre.

Aree Natura 2000, divieto di caccia in molte ZSC

Purtroppo, rimane anche quest’anno, e viene addirittura esteso, il divieto di caccia in molte ZSC calabresi. In tutto sono 19 le Zone Speciali di Conservazioni in cui non si potrà cacciare: 7 in provincia di Cosenza, 4 in provincia di Crotone, 1 in provincia di Vibo e 5 in provincia di Reggio Calabria.

Sulla questione sono intervenute con un comunicata stampa congiunto le associazioni venatorie calabresi: “Il divieto assoluto di caccia in aree ZSC non trova giustificazione, considerando che tali zone sono designate ai sensi della direttiva Habitat, che non riguarda gli uccelli, e non sono riportate nelle motivazioni quali influenze negative avrebbe l’attività venatoria sugli habitat o sulle specie animali diverse dagli uccelli. Anche l’analisi dell’elenco delle ZSC inibite non riporta elementi tecnici che supportino il divieto di caccia. Tale complessivo approccio non può che definirsi ideologico contro l’attività venatoria e di fatto impedirà a molti cacciatori di esercitare la propria passione nei territori da sempre conosciuti e frequentati. Una discussione preventiva sulla VINCA con le AAVV calabresi avrebbe invece permesso di trovare soluzioni condivise, senza arrivare a divieti assoluti del tutto ingiustificati.”

Trovate il testo integrale del calendario venatorio 2022/2023 della Calabria.

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2 Commenti

  1. Purtroppo la nostra nazione è peculiare in materia di caccia, fa risaltare le notevoli discriminazioni tra regione e regione. Infatti lo storno, nocivo per l’agricoltura, è consentito per la caccia in deroga in poche regioni, tra le quali si annoverano la Lombardia e le Puglie. I danni di natura economica sono ingenti specialmente per gli uliveti poiché migliaia di storni alleggeriscono la produzione. Mi domando dove si trovano le associazioni agricole in difesa dei produttori, mezzadri, affittuari e coloni.

  2. Un Augurio a tutti coloro che condividono insieme a me questa grande passione chè è la Caccia …Un grande in bocca al lupo a tutti I Cinghialai ..

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