Recensioni

A caccia con il tripode KJI K700 e il rest di precisione Reaper Grip

Per diverse settimane ho utilizzato in caccia di selezione il treppiedi in alluminio della KJI Precision abbinato al sistema di fissaggio Reaper Grip. A mio avviso formano un binomio stabile, sicuro e regolabile al millimetro, una piattaforma professionale per il tiro, che dovrebbe essere il desiderio di ogni cacciatore di selezione.

Qualche mese fa su queste pagine avevamo presentato il sistema integrato di sostegno e fissaggio dell’arma proposta dalla KJI Precision e composto dai tripodi della serie K700/K800 e dall’innovativa morsa Reaper Grip. Questi prodotti stanno diventando sempre più diffusi tra i cacciatori sia per l’espansione che sta vivendo la caccia di selezione nel nostro paese, sia perché in molti sta aumentando la consapevolezza che spesso rendono possibili approcci e tiri altrimenti difficoltosi, se non impossibili (come vi racconterò).

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Dopo averli testati per molte settimane e in diverse circostanze, oggi in questa recensione posso finalmente parlarvi in prima persona dell’esperienza che ho avuto in caccia con questi prodotti,

La versione testata

Ci tengo a precisare che parliamo di due prodotti separati che alla fine, una volta assemblati, ne costituiscono fondamentalmente uno. La KJI Precision propone i suoi treppiedi sia con una struttura in alluminio (K700) che in carbonio (K800) dalle caratteristiche simili ma non identiche e che si differenziano per ingombro, peso e costo. Entrambi sono compatibili con il rest di precisione Reaper Grip il quale a sua volta è disponibile anche nella variante con slitte Picatinny o Arca Swiss, chiamata Reaper Rail.

Viste le varie combinazioni in commercio, diventa indispensabile chiarire qual è stata provata: nel mio caso ho avuto per il test il Reaper Grip con la “morsa” in gomma montato sul K700 che è la versione più grande, costruita in alluminio, dei tripodi KJI.

Bene. Fatte le dovute precisazioni, andiamo al sodo.

A Maggio mi vedo recapitare dal corriere un grosso cilindro di cartone, indovino subito che si tratta del prodotto per il nuovo test. All’interno sono impilati, ognuno in una propria scatola dedicata, il tripode K700 e la testa del sistema Reaper Grip. Non ci sono molti fronzoli, d’altronde i pezzi sono assemblati, solidi e pronti all’azione, non c’è da fare altro che estrarli dalla loro scatola e avvitarli l’uno sopra l’altro.

Caratteristiche tecniche del Tripode KJI K700

Come dicevo il tripode da me testato è il K700, quello in alluminio. La sensazione che trasmette fin da subito è di essere solido, corposo, robusto. Non è certo esile né dal punto di vista estetico né da quello sostanziale.

Lungo circa 70 cm da chiuso, il dato del peso indica poco più di 2,5 kg a cui ovviamente poi va aggiunto il peso della testa per il fissaggio dell’arma. Ma nella pratica come risulta? Poiché è massiccio e con diametro ampio delle sezioni che lo compongono, la sensazione è che il peso sia adeguato e ben distribuito sebbene certamente non trascurabile.

È corredato anche di una sacca per il trasporto a spalla, secondo me poco pratica o quantomeno non adatta ad ogni impiego. La vera prova è chiudere le tre gambe e metterlo sulla spalla. Facendo così, e sfruttando anche il fatto che le gambe sono rivestite di una morbida schiuma compatta, basta trovare il giusto punto di appoggio e il disturbo è piuttosto modesto.  Certo il carico sulla spalla si sente dopo un po’ di cammino, diciamo che non è propriamente una piuma da portare su e giù per i crinali, ma bisogna tener presente che questa linea KJI Precision è realizzata con specifiche militari quindi i materiali, in questo caso alluminio aeronautico, sono resistentissimi, solidi e affidabili: si pensi che il tripode può sostenere un carico di 11 kg e resistere al rinculo di qualsiasi calibro. Per offrire un appoggio sicuro, preciso e solido, non si può pensare di avere una struttura esile.

La cosa sorprendente e straordinaria, oltre alla sicurezza che trasmette il K700 una volta posizionato, è l’enorme adattabilità e modulabilità. Ha tre piedi di ancoraggio indipendenti con angolo di apertura regolabile singolarmente su 3 differenti posizioni e con una possibilità di estenderne le gambe, composte da tre moduli con due punti di sblocco, ciascuna al punto desiderato in modo indipendente dalle altre. Praticamente significa che potete trovare la perfetta stabilità su qualsiasi terreno e in qualsiasi pendenza vi troviate. Basta regolare ogni gamba e fissarla al punto giusto in cui appoggia saldamente. Tutta questa modulabilità si unisce poi alla barra periscopica centrale sulla quale è alloggiato il supporto dell’arma che scorre in verticale di altri 38 cm. Il risultato è la possibilità di fissare la vostra arma da poche decide di centimetri dal suolo, per sparare seduti, fino a oltre 180 cm, cioè ben sopra alla testa anche dei cacciatori più alti.

Caratteristiche tecniche del rest di precisione Reaper Grip

Il Reaper Grip è invece la testa che fisicamente blocca l’arma sul tripode e ne consente i movimenti necessari ad entrare in mira. Anche in questo caso la cura realizzativa e le innumerevoli accortezze tecniche sono evidenti, rendendo il binomio di altissima qualità.

Il Reaper Grip sostanzialmente viene avvitato sul ricevente del tripode. A questo punto ci si trova di fronte una culla, una sorta di morsa costituita di una gomma spugnosa in grado di trattenere la carabina in una presa morbida e allo stesso tempo solidissima. L’ampiezza dello spazio a disposizione dell’astina va da un massimo di 12 a un minimo di 4 centimetri (spazio che può essere ulteriormente ridotto fino a 6,35 mm con l’adattatore per le armi piccole) ; quindi, qualsiasi tipo di carabina da caccia trova la sua calzata perfetta anche grazie a due dettagli che garantiscono massima precisione: una chiave che stringe millimetricamente una delle due pareti dell’alloggio, e il fatto che questa sia svincolata e quindi in grado di posizionarsi anche in modo obliquo adattandosi a eventuali profili irregolari dell’astina.

Il Reaper, costruito in acciaio e alluminio, pesa circa 800 grammi, consente un’escursione verso il basso di 21 gradi e dà la possibilità di puntare in alto di 87°. La rotazione invece, una volta sbloccata, è infinita. Un dettaglio importantissimo, che fa la differenza, è la possibilità di regolare in obliquo l’appoggio dell’arma, ossia in pratica mettere perfettamente parallela e in asse la carabina a prescindere dall’irregolarità del terreno o da un’apertura non perfetta del tripode. Questa caratteristica permette di avere un eventuale reticolo balistico sempre perfettamente in bolla e poter calcolare correttamente la caduta del proiettile anche a distanze importanti (parlo di questa caratteristica perché in un episodio di caccia che vi racconterò è risultata decisiva).

Nell’insieme sono stato colpito dalla robustezza e dalla solidità che trasmette. Rispetto ad altri tipi di appoggio portatile si ha una sicurezza totale, l’arma è bloccata in modo assolutamente stabile e privo di incertezze, ma oltre a questo si ha la possibilità di muoversi alla ricerca del punto perfetto per lo sparo in un modo che sembra quasi plastico da quanto è regolare e gestibile.

La rotazione sull’asse orizzontale è sbloccabile attraverso un piccolo cursore di sgancio alla base della ghiera, invece, l’alzo è gestibile attraverso una maniglia che alleggerisce o appesantisce lo spostamento, fino a bloccarlo quando si è raggiunto l’angolo desiderato. Il tutto avviene nel modo più silenzioso che possiate immaginare, che si tratti del montaggio o del puntamento non c’è stata una sola volta che abbia percepito un rumore in grado di farsi notare neppure nell’ambiente più silenzioso.

Apparentemente, appena montato e senza arma sopra, i movimenti sembrano duri, troppo resistenti, ma con l’arma fissata nel suo alloggio che sfrutta l’effetto leva, tutto sembra mettersi in ordine e ci si sposta senza fatica tenendo rigorosamente la mano che non è posata sul grilletto in appoggio o sulla maniglia che regola l’angolo di tiro o direttamente su una gamba del tripode, così da impartire meno vibrazioni possibili e trovare un forte appoggio dove scaricare il nostro peso negli attimi appena precedenti lo sparo.

La mia esperienza di utilizzo con il K700 e Reaper Grip

Per prendere pratica con i nuovi strumenti ho iniziato sparando a 50 metri con una carabina ad aria compressa in calibro 5,5. La facilità di utilizzo mi ha sorpreso subito: mettevo la pupilla dentro all’ottica, muovevo con la spalla la carabina imprimendo una rotazione a tutto il sistema, con la mano sinistra tenevo e regolavo la maniglia e tutto rimaneva perfettamente fissato, immobile, preciso. Meno si tocca l’arma e meglio è. Se si è delicati nello scatto non c’è appoggio migliore, il nostro proiettile finirà lì dove il punto del nostro cannocchiale ci indica.

A seguire ho fatto delle prove con una .223, sempre al poligono e sparando a 100 metri. L’unica cosa con la quale prendere confidenza è la misura più adatta a cui regolare l’insieme. Né troppo alto che non ci consente di portare il peso avanti, né troppo basso che ci impone una curva innaturale di schiena e collo. Una volta trovato il feeling con questo aspetto c’è solo da godersi il tiro.

In caccia ho portato il K700 con il suo Reaper Grip sulle colline del chianti, in spazi molto aperti dove all’occorrenza si doveva camminare, certe volte ci si doveva appostare per un tiro in piedi e altre invece era meglio rimanere bassi al filo della sterpaglia. Sempre ho trovato di grande aiuto e di grande efficacia questo sistema che permette di avere, in qualsiasi contesto e in qualsiasi posto la possibilità di posare l’arma e quindi evitare movimenti bruschi che possono essere notati dai selvatici, e di effettuare tiri precisi e sicuri anche laddove sarebbe impossibile, al punto che ho anche ipotizzato di adattare questo sistema integrato a una classica altana perché a patto che vi sia sufficiente spazio per posizionarlo permette di muovere l’arma lasciandola sempre in posizione di tiro, senza doverla alzare o sbandierare come spesso accade quando il selvatico si presenta da un lato in cui non ci aspettavamo. Ho fatto diverse uscite con amici, anche loro muniti dei loro validi ausili per l’appoggio delle carabine, e tutti sono stati colpiti da questo prodotto che sa offrire davvero standard di altissimo livello a un accessorio in grado di determinare in modo assoluto la riuscita o meno di un tiro.

L’esperienza di caccia più significativa l’ho vissuta una sera di Giugno quando ho scelto di appostarmi in un’area che frequento abitualmente ma in una postazione diversa dal solito poiché l’erba troppo alta mi nascondeva una parte di visuale. Non avendo nessuna struttura preparata in quel punto, ho utilizzato il K700 alzandolo fin quasi alla massima estensione e lasciandovi la carabina a riposo in attesa degli animali. Avevo anche un altro prodotto in test quella sera, il nuovo cannocchiale da puntamento Presidio 2.5-15×50 HDR2 di Sightmark, per questo vi racconterò questo episodi di caccia più nel dettaglio nella recensione dedicato al cannocchiale, ma posso dirvi che per me è stato incredibile poter osservare a molte centinaia di metri un bel maschio di capriolo senza muovermi di un centimetro, prendere la mira con perfetta fermezza e sparare alla soglia dei 300 metri da un appostamento che senza K700 e Reaper Grip non mi avrebbe permesso né di vedere il selvatico, né tanto meno di effettuare un tiro così impegnativo.

Capriolo prelevato con il Tripode K700 della KJI abbinato Reaper Grip

In sintesi, provando il K700 e il Reaper Grip ho avuto la netta sensazione che questi strumenti non solo aiutano l’esperienza di tiro, ma la migliorano, perché un tiratore che si dedica solo ad essere dolce sullo scatto e si concentra sul reticolo senza doversi appoggiare all’arma che già è fissata sul punto sparo, non può che trarre vantaggi. Al tripode non batte il cuore, non si ferma il respiro, lui sta lì e ci garantisce il suo lavoro perfetto lasciandoci a noi il gusto di un tiro ragionato, preciso e di successo.

Quanto costano il tripode K700 e il Reaper Grip,

Prima di arrivare al prezzo è bene sottolineare che il tripode K700 e il Reaper Grip possono essere acquistati anche separatamente l’uno dall’altro (la filettatura di entrambi è 3/8″-16 e li rende compatibili con molti altri accessori presenti sul mercato), ovviamente acquistandoli assieme si risparmia qualcosa.

Nella combo del test li trovate in vendita a 549,99€ su Maremmano.it, dove trovate anche la versione con tripode in carbonio (K800) al prezzo di 819,99€. Non sono strumenti low cost, in commercio si trovano prodotti meno affidabili, meno robusti, meno stabili anche a prezzi inferiori, ma quando a contare sono i millimetri e quando un buon prodotto può accompagnarti un’intera vita di caccia, guardare al prezzo non è la prospettiva corretta. Per me e non solo per me, perché come vi dicevo l’ho testato anche con amici che hanno prodotti simili, il costo per altro non altissimo è ampiamente giustificato dalla qualità e dall’affidabilità sia del tripode che soprattutto, mi sento di dire, dall’innovativo ed eccellente sistema di ancoraggio Reaper Grip.

A chi li consiglio

Esistono un’infinità di prodotti per l’appoggio delle armi e la mira in caccia, ed esistono varianti di ogni genere a qualsiasi prezzo. Quello che posso dire è che in questi prodotti non solo si percepisce ma si apprezza nella pratica il rendimento di un oggetto nato con specifiche per il tiro di precisione militare.

Il treppiedi K700 è stabile, solido, massiccio, regolabile al millimetro, silenzioso, opaco per non riflettere alla luce. Il Reaper offre una presa solidissima, sicura, permette di muoversi in modo stabile e fluido in ogni direzione per poi fermarsi e mantenere il punto in maniera eccezionale.

Che dire, difficile davvero desiderare di più. E per questo quando mi si chiede a chi consigli un oggetto del genere io rispondo: a tutti coloro che fanno caccia di selezione. Tutti. Perché anche se uno ha altane ben strutturate può essere utile, o richiesto dalle circostanze, sparare da un punto diverso, e se invece si caccia in un contesto dove non vi sono appoggi adeguati, l’unica alternativa sarebbe sparare da sdraiati, cosa non sempre possibile o agevole. Senza dimenticarci di considerare che permette di sperimentare zone nuove semplicemente portandolo a spalla e appostandoci nel punto che più ci torna utile. Una piattaforma professionale per acquisire con cura e precisione bersagli anche molto lontani nessun cacciatore di selezione può disdegnarla.

Recensione in pillole

Materiali - 9
Design - 9
Tecnologia - 9
Affidabilità - 10
Prezzo - 8

9

Must have

Il binomio tripode K700 e Reaper Grip è fermo e stabile come un muro, sicuro, regolabile al millimetro, adattabile a ogni circostanza, resistente a tutto. Difficile desiderare di più.

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antonino Praticò
antonino Praticò
6 mesi fa

in Toscana ancora non è stato firmato il calendario venatorio perchè l’assessore Casagli e’in ferie, ma io mi domando, se non cè lui la caccia non si apre?Io facevo il macchinista nelle ferrovie dello Stato e se ero malato i treni camminavano lo stesso detto questo ho detto tutto.E’ una vergogna!!

Daniele
Daniele
6 mesi fa

Non si poteva descrivere in modo migliore ed esaustivo questo treppiedi. L’ho acquistato da poco più di un mese per il controllo selettivo del cervo e del cinghiale in Valtellina (SO). Territorio non proprio pianeggiante. Come l’hai ampiamente descritto, si adatta a tutti i tipi di terreno e praticamente hai un rest per ogni situazione, anche le più improbabili. L’ho utilizzato con profitto e mi ha dato grandi soddisfazioni. Promosso al 100%. Complimenti per l’articolo.

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