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Davvero ancora non riusciamo a essere cacciatori migliori di così?

Un fatto a cui ho recentemente assistito mi porta a condividere con chi ci legge una riflessione sui comportamenti di alcuni cacciatori che distruggono la credibilità dell'intera categoria.

Centosedici (116) colombacci, sei (6) lepri, ottantaquattro (84) cinghiali, sessantacinque (65) tordi. Questi non sono numeri a caso, sono numeri di uno scempio. Sono numeri che ho visto con i miei occhi e nel mio ambiente quotidiano, sbandierati come grandi successi di giornata da conoscenti e compagni di caccia di fronte ai quali mi son sentito indignato e schifato. Io vi chiedo e mi chiedo, senza sapermi rispondere, che senso abbiano queste carneficine se non la brama miope di ammazzatori seriali.

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Io accuso senza se e senza ma gli autori di queste bravate di essere una rovina, una catastrofe per la caccia, per l’ambiente e per l’immagine di noi tutti.

Questo articolo potrebbe anche terminare qui perché la sostanza c’è già tutta, come credo che ognuno di voi che sta leggendo si sia fatto la propria opinione: c’è chi la pensa decisamente come me e chi sicuramente mi starà dando del rompipalle. Invito entrambi ad avere la pazienza di leggere ancora qualche riga.

Il carniere è l’essenza della caccia, le esagerazioni no!

Vado a caccia da quando ho sei anni, come più volte ho avuto modo di dire in altri articoli e la mia passione per questa disciplina è totale e riguarda ogni suo aspetto, dagli ausiliari siano essi cani, piccioni addestrati o uccelli da richiamo, ai fucili da caccia sia rigati che lisci, passando per la convivialità delle cene a base di cacciagione e per finire alle emozioni profonde delle bellissime giornate trascorse in bosco. Tutto amo della caccia e del cacciare e non mi nascondo mai dietro all’ipocrisia “andrei anche senza fucile” perché per me lo sparo, la preda, il carniere sono l’essenza della caccia e non ci rinuncio facilmente.

Ma nonostante la mia abbastanza giovane età e carriera di cacciatore non solo non mi danno piacere ma addirittura detesto le esagerazioni senza senso, lo sparare per sparare, uccidere per uccidere, conteggiare per essere i primi al bar la sera e poi non aver neppure idea di che cosa farne di tutta la selvaggina cacciata.

Quelli che ci permettono di andare a caccia, di alzarci con l’adrenalina che scorre a fiumi, di emozionarci per le ferme dei nostri cani o il canto dei nostri richiami, sono gli animali che poi uccidiamo. E ci mancherebbe non fosse così: è la regola che la natura ha preposto, preda e predatore, cacciatore e selvaggina. Noi questo lo conosciamo benissimo. Ma c’è anche da pensare che è grazie ai selvatici, alla loro vita, al loro procreare e vivere l’ambiente che la nostra passione e anche il nostro carniere possono continuare a esistere anno dopo anno.

Allora non mi spiego davvero come alcuni che ritengo anche bravi cacciatori non si rendano conto di quanto sottile sia il filo che tiene insieme queste cose, quanto delicato sia l’equilibrio. E ammazzano senza guardare a nessuna regola e a nessuna legge, a nessun rispetto per gli animali e per gli altri cacciatori. Loro soli al centro del mondo e tutto il resto al servizio del loro divertimento di giornata.

“Se non gli spari te gli spara qualcun altro…”
Davvero siamo ancora e sempre questi cacciatori?

Come può non essere venuta a nessuno l’idea, durante una battuta al cinghiale, di dire “basta sparare” dopo aver abbattuto il ventesimo o trentesimo cinghiale della mattinata? Come può un anziano cacciatore non aver ancora capito che fare stragi la mattina che i tordi passano e portarne via una balla intera non ha alcun senso né logico, né venatorio, né di nessun altro tipo? Mi fanno schifo quelli che dicono “se non gli spari te gli spara qualcun altro”, in primis perché non è vero, perché magari quel branco di colombacci si sposta e passa indenne dalle fucilate così da costituire in futuro un’ottima base per la riproduzione e poi perché anche se fosse vero che gli spara qualcun altro, ok, ben venga, ci sono dei limiti al carniere che in una certa misura servono anche a quello, a garantire che ognuno abbia l’opportunità di fare i propri prelievi.

Davvero siamo ancora e sempre questi cacciatori? Davvero vogliamo andare in giro con questi personaggi e pensare di essere rispettati dagli altri e infondo anche dalla natura stessa?

Come si possono prelevare nella stessa mattinata e nella stessa porzione di terreno sei lepri senza farsi prendere dal dubbio, alla seconda, alla terza, che la giornata è già andata molto bene e forse vale la pena dare l’opportunità a quel territorio di continuare a proliferare per gli anni a venire? Facendo così rischiamo davvero di impoverire un patrimonio naturale che a noi per primi dovrebbe stare a cuore. Ma siamo sempre più ottusi, egoisti, superficiali, schiavi del confronto con gli altri dove chi ha ammazza 400 colombacci è più bravo di chi ne ammazza 300. Con il fatto che molti cinghiali, addirittura molte lepri, molti caprioli, un’infinità di uccelli tra colombi, tordi, merli finiscono nella spazzatura: ne sono certo perché ne sono testimone e questo mi crea un vero e proprio dolore sia per il gesto in sé che per ciò che rappresenta per l’intera comunità dei cacciatori che cerco in ogni modo di difendere ma che spesso dà uno spettacolo così indecente di se stessa da divenire insopportabile.

Non voglio avere una platea di ignari o complici

E in un modo che so essere impopolare vorrei anche auspicare in questo caso che i controlli da parte delle autorità portassero a conseguenze serie per chi agisce senza coscienza e senza conoscenza come nei casi descritti: mai avrei pensato di scrivere un articolo di caccia dove invoco i controlli dei carabinieri e della polizia preposta, ma mi sembra impossibile non sperarlo tanto più che sono cose semplici da verificare e hanno una ricaduta diretta sugli animali e sugli altri cacciatori, molto di più di quella che possa avere, mi permetto, il fatto di avere o meno l’ATC della zona dove si caccia o rispettare al minuto l’orario. Se un appostamento fisso spara 21 cartucce, tirando a fermo, presumibilmente ci sono almeno 20 uccelli morti a terra. A quel punto allo sparo successivo intervengo e la voglia di fare il furbetto deve passare a quel cacciatore.

Bene, sta tutto qui quello che volevo dire nei giorni di chiusura di questa stagione venatoria, come riflessione da condividere non con tutti voi, ma più precisamente con ognuno di voi, prima di tornare a parlare di fucili, carabine, munizioni e quant’altro. Per me questo viene prima di tutto e non vorrei avere una platea di ignari o peggio ancora di complici.

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Giovanni
Giovanni
1 giorno fa

La caccia, non la fafinire la Brambilla, bensì l’ignoranza e l’ingordigia dei cacciatori.
Quindi chi è causa del suo mal……..

altero
altero
9 giorni fa

Condivido e sottoscrivo tutto quanto. Purtroppo il fenomeno è più diffuso di quello che si possa credere. Questi non sono cacciatori. Appartengono alla categoria degli “sparatori”, di coloro che se ne fregano delle regole e dei calendari venatori. Chi pratica le campagne da molti decenni ne ha viste tantissime di irregolarità. Ipocritamente siamo tutti ligi alle regole ma non è così.
Se ti confronti con queste persone ti dicono, come ben dice l’autore dell’articolo, se non lo fai tu lo fa un altro. Quante volte mi è capitato di lasciare andare un capo di selvaggina vietato in quel momento e dopo pochi secondi sentire uno sparo. Tante regole restrittive non possono e non devono essere l’alibi per fare delle stragi, talvolta esibite scioccamente sui social. A tanti interessa sapere solo quando apre e quando chiude la stagione. In mezzo ognuno fa quello che gli pare!

Claudio
Claudio
10 giorni fa

Completamente d’accordo su tutto, condivisione totale. Purtroppo chi si comporta così non sta su questi gruppi, e non leggerà mai le tue giuste lamentele.

Lorenzo Montesi ft I
Lorenzo Montesi ft I
10 giorni fa

Io una proposta ce l’ho, dato che i controlli non ci sono, edifficili da fare, riduciamo orario di caccia dalle 7 alle 14.c’è gente malata che va acaccia tutto il giorno

enrico
enrico
10 giorni fa

da quando la caccia e’ diventata un modo per apparire per dire,io esisto,con tutti i canali social che sono la rovina del mondo se,usati come vengono usati al giorno d’oggi(e non solo per la caccia),abbiamo toccato il fondo……non esiste piu’ l’emozione intima della caccia,si deve solo mostrare come se chi”ammazza”di piu’ e’ piu’ bravo degli altri……povera gente che dovrebbe essere solo messa all’angolo….

gino
gino
11 giorni fa

Pienamente d’accordo con l’amico cacciatore : la nostra bellissima passione è sostenuta da quei splendidi animali che tanto amiamo cacciare e che a maggior ragione dobbiamo sempre più rispettare . Chi caccia solo per il gusto di uccidere non merita di essere chiamato cacciatore ! Il cacciatore moderno deve essere rispettoso dell’ambiente e dei suoi abitanti perchè solo così potremo continuare a pepetuare la nostra splendida passione .

Mario
Mario
11 giorni fa

Soluzione: più controlli sul territorio e sanzioni più severe

Andrea
Andrea
11 giorni fa

Purtroppo è gente (si ritengono cacciatori) come questi che rovinano la categoria. Disciplina che ci portiamo avanti da secoli e che spero non venga mai abolita, ma se la storia è questa ho pochissime speranze.

Lucarini aldo
Lucarini aldo
11 giorni fa
  1. Dobbiamo essere ottimisti, come noi stando a quello che abbiamo scritto, ci sono tanti cacciatori onesti diciamo che fa più rumore un albero che cade che cento alberi che crescono
Enzo Del Fraro
Enzo Del Fraro
11 giorni fa

Non c’è nulla da aggiungere.
Sono perfettamente d’accordo.
Bravo !
Anche se un “bravo”, detto da me, vale ben poco.
Ciao

Renzo Benzi
Renzo Benzi
11 giorni fa

D’accordo, purché non si faccia di tutta l’erba un fascio, sono certo che tu Mattia, sia in ottima compagnia, poi un carniere come quello citato tanti???? mi vengono spontanei, quello che è certo rimane il fatto di due temi fondamentali per lo svolgimento della caccia e suo futuro, quelli culturali, dentro la categoria e nella società civile, non si migliora la caccia se si creano le condizioni per un carniere più abbondante, ma quelle degli equilibri tra cacciatore- caccia e mondo che li circonda, in altre parole il recupero dei valori fondamentali della secolare cultura rurale, vado dicendolo da anni, me lo disse mio nonno, lo sto dicendo a mio nipote.

Giovanni
Giovanni
12 giorni fa

Salve, sono assolutamente d’accordo. Io uscirei solo per vedere i miei cani in azioni. Non sta entrando piu niente, quaglie poco e beccacce quasi niente. Se ci sono 4 quaglie mettono i chiami e li massacrano.

Antonio
Antonio
12 giorni fa

Sono d’accordo, le esagerazioni portano solo a discriminarci ancora di più agli occhi dei cosiddetti buonisti

Alfeo
Alfeo
12 giorni fa

Non si deve dare manforte parlando con coloro che si comportano in tale modo ma isolarli in tutto e per tutto. La lezione migliore è ignorarli, non cadere nella loro grandezza ma ignorarli

Amilcare
Amilcare
12 giorni fa

Purtroppo la maggioranza vive di egoismo,per cui caccia italiana senza futuro io sono per una caccia tutta gestita come in montagna, censimenti veri e abbattimenti di conseguenza .

Federico
Federico
12 giorni fa

Sante parole che spero tanti cacciatori le condividano, purtroppo non tutti i cacciatori sono cacciatori.

THOMAS RUCA
THOMAS RUCA
12 giorni fa

Secondo me il discorso è giusto fino ad un certo punto:Ti spiego ,nella caccia al colombaccio dalle Altane o Torrette il prelievo giornaliero dal 1 ottobre al 15 novembre è di 10 colombi al giorno x persona,se ci sono 2-3-4 capanni e 1/2 persone x capanno fai presto i conti quanti colombi possono uccidere al giorno sempre rimanendo nelle regole, e poi ricordiamoci che anche se sta ‘ diventando STANZIALE è un migratore ,cioè oggi ne passa 50 ne uccido 20-25-30 se sono bravo domani ne passa 20 ne uccido 5,oppure causa maltempo o forte vento passa la settimana intera che non sparo neanche un colpo. Per la lepre o x i pochi fagiani che si salvano dai lupi e dalle volpi ti do ragione perché sono animali che “SE SI SALVANO” potrebbero dare soddisfazioni x l’anno successivo, ma siamo noi stessi che sbagliamo,io conosco delle persone che gli danno la caccia fino all’ultimissimo minuto dell’ultimo giorno e se gli dici qualcosa ti rispondo “È ANCORA APERTA “, cosa fai,cosa gli dici?IL cinghiale poi fa un caso a se ,in alcune zone non arrivano alla quota annuale minima in altre fanno dei numeri esagerati 200,230,250 capi all’anno.QUESTO è il mio parere di cacciatore con quasi 31 anni di esperienza sulle spalle ,l’importante che tutta la cacciagione uccisa non serva solo x fare numero e poi non si mangia e va nella “SPAZZATURA”solo questo

Lorenzo Montesi ft I
Lorenzo Montesi ft I
10 giorni fa
Reply to  THOMAS RUCA

Delle cacce allepalombe che iniziano in preapertura coi volantini ne vogliamo parlare? Dei selecacciatori con temocamere che vendono lepri? È finita.

Sandro
Sandro
12 giorni fa

Il discorso che hai fatto lo condivido in pieno, purtroppo molti cacciatori sistemsticame quando escono da casa per andare a caccia devono fare carniere in tutti i modi e se ne fregano di tutta la categoria, pensano a loro e basta come se a casa ci fosse la fame, poi li senti al bar che si vantano del loro carniere ed avere eluso i controlli, ecco il male della caccia. Oramai non abbiamo più ambienti a preservare la selvaggina, in più ci metti questi personaggi e dopo poche domeniche e tutto finito.

Ivano
Ivano
12 giorni fa

Da alcuni anni il cacciatore sta acquisendo un’insieme di conoscenze al fine di una migliore e consapevole importanza del suo ruolo. Possiamo dire come una sorta di ri-abilitazione verso una migliore autoconsapevolezza e una conseguente autodeterminazione. Ovviamente nulla è scontato e il sasso che muove facendoci cadere sta a noi evitarlo.

Giovanni
Giovanni
12 giorni fa

Condivisibilissimo !soprattutto quando si vedono ancora molti cacciatori bresciani che utilizzano richiami elettroacustici illegali per abbattere piccoli passeriformi dal peso di pochi grammi.
E quando Regione Lombardia legittima ancora lo spiedo con piccoli uccelletti uccisi, ci si chiede cosa sia diventata la caccia.

Diego
Diego
12 giorni fa

Bell’articolo complimenti,purtroppo questi personaggi non si possono considerare cacciatori ma uomini col fucile…
pratico la caccia alla beccaccia ed ogni volta che prima dell’alba sento una fucilata per me è un colpo al cuore. Queste mattanze speriamo che finiscano ,come andare a caccia all’estero e raziare anche quei territori…la caccia è una passione ,sola chi rispetta la fauna e l’ambiente si può considerare un CACCIATORE

davide
davide
12 giorni fa

Condivido pienamente, io pure a volte sono tentato di chiamare la forestale, soprattutto durante quelle mattina che i capanni vicino a me usano senza scrupoli registratori e fari.

Vittorio
Vittorio
12 giorni fa

Giusto spero che ogni cacciatore faccia tesoro delle tue parole e agisce di conseguenza rispettano leggi e natura.

Riccardo
Riccardo
12 giorni fa

Bravo.
Quello che hai scritto è la dura realtà.
Non da oggi.
Nessuno se ne interessa di questo
Per nessuno, intendo soprattutto cacciatori senza scrupoli che utilizzano dispositivi elettronici pur di riempire lo zaino oltre il necessario
Gli altri onesti stanno soltanto a guardare.
E questo sta distruggendo tutto quello che dovevamo difendere per noi e per i nostri figli.
Non per retorica, ma come diceva uno ,bisognava risparmiare quando il sacco era pieno.

Terenzio
Terenzio
12 giorni fa

Sono piemamente d accordo questa non e’caccia e”strage

Nino
Nino
12 giorni fa

Hai perfettamente ragione,per le mie cinquanta licenze di caccio vuol dire che non abbiam capito nulla continuiamo a farci del male a noi e a tutta la categoria poi ci meravigliamo di chi ci stà col fiato sul collo!!!

Franco
Franco
12 giorni fa

Continuo sostenerlo da tempo…i primi nemici della caccia sono certo cacciatori…e purtroppo cene sono tanti…troppi…

Manlio
Manlio
12 giorni fa

Bell’ articolo, mi trovo assolutamente d’accordo con tutto quello che è stato scritto.
Bravo!
Ma aggiungerei che sarebbe l’ora di smetterla di pubblicare sui social scene di caccia, a volte violente, a volte inopportune…ma poi perché?
La caccia è un qualcosa di intimo di personale, deve finire lì dove si è svolta dove si è vissuta.
Poi magari anche condivisa, con gli amici cacciatori, ma sempre con discrezione!
La cinofilia, non la caccia, l azione dell ausiliare, senza sparo senza sangue, invece la trovo gradevole anche sui social.

Lucarini aldo
Lucarini aldo
12 giorni fa
Reply to  Manlio

Sono d’accordo ma purtroppo non in tutti i cacciatori c’e’ stata quel salto evolutivo che porta al bel gesto cinofilo di ricerca di studio della preda ancora abbiamo gente che pubblicizza abbattimenti di beccacce alla posta…….VERGOGNOSI.

Vittorio
Vittorio
12 giorni fa
Reply to  Manlio

Tutto giusto!

Francesco
Francesco
12 giorni fa

Sono d’accordo

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