Attualità Venatoria

Approvato emendamento controllo fauna. Caretta: “Non Far West ma buonsenso”

L'emendamento consentirà alle regioni di provvedere al controllo della fauna anche in zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e le aree urbane, anche nei periodi di divieto.

Sta facendo discutere l’emendamento alla legge di bilancio, approvato ieri dalla Commissione Bilancio della Camera, che consentirebbe alle regioni di attuare i piani di controllo sulla fauna problematica anche nelle zone interdette alla caccia. Le opposizioni e alcune sigle animaliste, lo hanno ribattezzato emendamento Far West, accusando i firmatari di voler consentire la caccia in città, a tutte le specie e per tutto l’anno. Ovviamente non è così.

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Cosa prevede l’emendamento

In sostanza, l’emendamento consentirà alle regioni di provvedere al “controllo delle specie di fauna selvatica” anche in zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e le aree urbane, anche nei periodi di divieto e nei giorni di silenzio venatorio, col fine di tutelare, tra le altre cose, la pubblica incolumità, la sicurezza stradale, la biodiversità, il patrimonio storico-artistico e le produzioni zoo-agro-forestali.

Le Regioni, sentito ISPRA, potranno attivare dei “piani di controllo numerico mediante abbattimento o cattura”, attività che – precisa l’emendamento –non costituiscono attività venatoria”.

I piani saranno coordinati dagli agenti dei corpi di polizia regionale o provinciale e saranno attuati dai cacciatori iscritti negli ambiti territoriali di caccia o nei comprensori alpini delle aree interessate, previa frequenza di corsi di formazione autorizzati dagli organi competenti” assieme a guardie venatorie, agenti dei corpi di polizia locale.

L’emendamento prevede, infine, che entro quattro mesi dell’entrata in vigore della legge verrà adottato un Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, di durata quinquennale, che costituirà lo “strumento programmatico, di coordinamento e di attuazione dell’attività di gestione e contenimento numerico della presenza della fauna selvatica nel territorio nazionale mediante abbattimento e cattura”.

 

Rispetto alle normative attuali, l’emendamento ufficializzerebbe il coinvolgimento dei cacciatori nelle operazioni di controllo consentendo anche di attuarle efficacemente nelle aree interdette all’attività venatoria.

Caretta: “Sui cinghiali non Far West ma buonsenso”

L’onorevole Maria Cristina Caretta, tra i firmatari dell’emendamento, è intervenuta sulla questione: “Gli editoriali di una certa stampa di opposizione sull’emendamento approvato nella manovra sulla gestione della fauna selvatica sono un’offesa a tutto ciò che il giornalismo dovrebbe rappresentare, seminando panico e fake news. Chi inneggia al far west non capisce che è stata attuata una misura di buonsenso, richiesta dal Paese e con una legittimità politica confermata anche nella scorsa legislatura”.

“L’emergenza cinghiali è esattamente quella che è – continua Caretta – una emergenza con gravissime ripercussioni sulla incolumità dei cittadini e sulla tenuta delle attività agricole. Parliamo di danni, per il solo comparto agricolo, stimati in 200 milioni di euro l’anno, che impattano su centinaia di famiglie, aziende e indotto. Registriamo un incidente ogni 48 ore e ancora c’è chi nega l’esistenza di un drammatico tema di pubblica sicurezza. Persino l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nel 2021, ha chiesto agli Stati membri di attivarsi per ridurre il numero di capi. Attualmente abbiamo due milioni e mezzo di cinghiali a spasso per l’Italia, totalmente fuori controllo e a fronte di una situazione simile dispiace che i colleghi di opposizione abbiano deciso di mettere da parte anche il minimo barlume di onestà intellettuale riguardo al provvedimento approvato in manovra questa mattina. Ricordo che la soluzione prospettata dagli amici della sinistra, l’anno scorso, era lo stanziamento di mezzo milione di euro per sterilizzare i cinghiali, una follia antiscientifica”.

“Chi parla di spari e guerriglie nelle città contro i cinghiali – prosegue l’onorevole – forse non ha mai studiato minimamente il funzionamento dell’attività di contenimento della fauna selvatica, che si compone di cattura ed abbattimento. Per chi parla di fauna protetta è invece opportuno ricordare che anche Federparchi ha specificato che non ci sono problemi relativi a questa dato che la legge modificata è la n. 157/1992 e non la n. 394/1991. Chi parla di calpestare le risorse del pianeta forse non sa, o fa finta di non sapere, che la sovrabbondanza è tra le prime cause di distruzione e rovina della biodiversità. Questi “simpatici” sapientoni studino prima di seminare panico e disinformazione.”

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2 Commenti

  1. Volete tutelare l incolumità andando a sparare e lasciare liberi i cani in città? E chi tutelera’ i cittadini e gli animali domestici da voi?

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