Emilia Romagna, al via il piano di controllo dello Storno

La Giunta regionale dell’Emilia Romagna, su proposta dell’Assessore alla agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli, ha approvato il piano quinquennale di controllo dello storno, recependo le osservazioni e il parere dell’Istituto per la prevenzione e la ricerca ambientale (ISPRA), che nei giorni scorsi era stato sollecitato da Coldiretti Emilia Romagna a velocizzare i tempi d’approvazione.

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La pazienza degli agricoltori è ormai al limite per lo scempio che storni e corvi stanno facendo sulla frutta primaverile nei campi dell’Emilia Romagna – denunciava settimana scorsa Coldiretti. Anche quest’anno i danni di questi uccelli rischiano di avviarsi sulla strada dello scorso anno quando i danni complessivi dei due tipi di uccelli hanno superato i 150 mila euro.”

“Mentre i vecchi piani di controllo provinciali che scadono a giugno o sono scaduti (secondo le province) appaiono ormai inadeguati, la Regione – continuava Coldiretti Emilia Romagna – ha provveduto a redigere per tempo il piano regionale di controllo per gli storni, che però non può essere applicato senza il benestare dell’Ispra, che non è ancora arrivato. I tempi burocratici non sono però compatibili con i tempi dell’agricoltura. Infatti sono in maturazione specie di frutta particolarmente prediletta da corvidi e storni, come le ciliegie, le susine, le albicocche, le fragole, ma anche colture estensive come il grano. Si tratta di colture ad alto valore aggiunto e ad alta manodopera, la cui perdita significa mettere a rischio il reddito e l’occupazione delle imprese”.

Con il benestare di IPSRA ora il piano potrà prendere il via e consentirà agli agricoltori di intervenire in difesa dei frutteti e delle altre colture sensibili, sia direttamente (se l’agricoltore è in possesso della licenza di caccia) sia inviando alle polizie provinciali la richiesta di attivare le misure previste dal piano di controllo.

Cosa prevede il piano

Il Piano quinquennale sarà valido per l’intero territorio regionale, con esclusione dei Parchi nazionali e regionali e delle Riserve statali e regionali, mentre per i siti Natura 2000 restano valide le misure specifiche di conservazione approvate dai rispettivi Enti gestori.

In totale il piano prevede un numero massimo di abbattimenti annui pari a 25mila capi (quantitativo stabilito dalla Regione tenendo conto dei capi abbattuti in Emilia Romagna dal 2009 al 2016). Gli abbattimenti dovranno essere effettuati esclusivamente in presenza del frutto pendente e ad una distanza non superiore a 100 metri dalle colture in frutto. Vietati tutti i tipi di richiami, vivi o di altra natura.

Inoltre, il piano di controllo potrà essere attivato solo laddove siano stati effettuati interventi di prevenzione la cui efficacia si è venuta ad esaurire. Gli interventi di prevenzione restano quindi obbligatori per poter richiedere l’attivazione del piano di controllo.

Il Piano potrà essere applicato fino al 30 novembre 2018, ma in caso di raggiungimento della soglia massima di abbattimenti verrà interrotto anticipatamente. Per questo la Regione predisporrà un sistema centralizzato per conteggiare in maniera tempestiva gli abbattimenti effettuati.

Il piano di controllo dei Corvidi

“Sappiamo che corvidi e storni possono causare, in alcune zone, significativi danni ai frutticoltori soprattutto in questo periodo – ha commentato l’assessore alla agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli. Proprio per questo abbiamo dato il via al piano regionale di controllo per gli storni e ci apprestiamo a farlo a breve anche per i corvidi, dando la possibilità di intervenire, oltre che agli operatori autorizzati, agli stessi agricoltori dotati di licenza di caccia”. Per quanto riguarda il piano di controllo dei corvidi, infatti, la Regione attende l’imminente parere di Ispra e prevede di poterlo approvare entro la prossima settimana.

 

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