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Caccia ai rallidi

La Caccia ai Rallidi… la mia grande passione venatoria

Anche se in passato mi sono cimentato in varie forme di caccia (poiché credo che un vero seguace di Diana per essere definito tale debba avere nel suo bagaglio venatorio tutto ciò che la caccia può offrire) oggi posso tranquillamente affermare che la mia grande passione venatoria è la caccia ai rallidi. Gli ambienti che s’incontrano e le situazioni che si creano insidiando questi magnifici e astuti selvatici rendono la loro ricerca unica!


Cacciare in una palude, oppure tra i canali e lanche di un fiume, è un’esperienza che ogni cacciatore dovrebbe provare: la magia e l’aspettativa che un ambiente acquitrinoso trasmette, la speranza che si crea aspettando le prime luci del giorno, il dolce rumore dello scorrere dell’acqua, i canti degli uccelli nei canneti e l’attesa spasmodica per l’inizio di una giornata di caccia, accompagnati da tutti i meravigliosi pensieri che precedono l’alba, sono pura arte venatoria!

Concedetemi questa licenza poetica ma è l’attesa stessa la vera essenza della caccia, è tutto ciò che precede la discesa dei cani dalla macchina, il caricare il fucile, mettere la mano nella trisacca osservando senza alcun motivo le cartucce appena tolte dalla scatola, aspettando che la luce del giorno abbia raggiunto quell’intensità tale da poter far iniziare la magia.

E in questo suggestivo contesto, cacciare le Gallinelle d’acqua, i Porciglioni e le Folaghe è un mix di emozioni e adrenalina costante, la loro imprevedibilità e la loro capacità di eludere cane e cacciatore riescono a rendere le nostre giornate indimenticabili.

Una caccia sottovalutata

Lo so, molti cacciatori credono che per cacciare gli “uccelli neri” (così vengono anche definiti i rallidi, con tono un po’ dispregiativo) basti costeggiare qualche canale e aspettare che questi s’involino… ma non c’è credenza più sbagliata! La loro diffidenza e la loro astuzia, li porta a rimanere immobili e ben nascosti al primo sentore di pericolo, e senza l’ausilio di un ottimo cane si finisce per passargli a pochi metri, ignorandone completamente la presenza (personalmente caccio con un Cocker Spaniel e uno Springer Spaniel che ritengo essere i cani più adatti a questo tipo di attività, grazie alla loro tenacia e alla loro capacità olfattiva, ma avremo modo di parlarne in maniere approfondita…)

Oltre a questa credenza popolare che li considera non difficili da insidiare, l’altro motivo principale per cui questa caccia viene spesso sottovalutata è la scarsa considerazioni delle carni a livello culinario. Ma avete mai assaggiato un ragù di Gallinella o una pasta al salmì? Provate e vedrete che anche i palati più sopraffini si ricrederanno! Tranquilli, anche di questo avremo modo di parlarne più in là.

I rallidi, conosciamoli meglio!

Quindi, proprio perché voglio far conoscere tutta la bellezza della caccia ai ralldi, ho deciso di scrivere alcuni articoli che possano essere anche utilizzati come punto di partenza per chi vuole avvicinarsi a questo tipo di caccia. In particolare parlerò di “Dove e quando cacciare i rallidi”, “Quali sono i cani più adatti”, “Attrezzature, fucili e munizioni consigliate” e dei “Ralldi in cucina e… nell’arte”. Prima di tutto però, lasciate che ve li presenti come si deve!

Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus)

Caratteristiche distintive
La gallinella d’acqua ha un piumaggio bruno oliva, con il collo e il capo di colore nero e le parti inferiori di colore grigio, mentre i fianchi si presentano leggermente striati di bianco. E’ un volatile di medie dimensioni con ali strette e coda arrotondata. Molto caratteristico è il becco appuntito di colore giallo che termina in una placca frontale rosso scuro (negli individui giovani e di colore grigio). Le zampe sono di color giallo verdastro con dita lunghe e unghie robuste. I sessi sono simili e la femmina è leggermente più piccola rispetto al maschio.
Lunghezza 32-35 cm – Peso 250-400 gr – Apertura alare 50-55 cm

Abitudini
La gallinella d’acqua è un uccello tipicamente acquatico che trascorre l’inverno in piccoli gruppi non superiori a 12 elementi. E’ una abilissima nuotatrice e non è insolito vederla immergersi per sfuggire ai predatori. In volo invece è piuttosto lenta e goffa, mentre sulla terra ferma ha una camminata elegante, caratterizzata dal movimento della coda che si alza e si abbassa in maniera regolare.

Alimentazione
In prevalenza mangia vegetali come semi, erbe, bacche e alghe e a volte anche frutta. Si nutre anche di piccoli animali, come insetti, crostacei, ragni, molluschi, sanguisughe, piccoli pesci, vermi.

Riproduzione
Il periodo riproduttivo inizia alla fine di febbraio, è caratterizzato da una fase di corteggiamento in cui il maschio rincorre la femmina e abbassa il capo mettendo in evidenza la placca frontale di color rosso scuro. Il nido viene costruito con giunchi secchi ed erbe sia dal maschio che dalla femmina. Può trovarsi su materiali galleggianti tra la vegetazione, nei canneti vicino all’acqua e occasionalmente sugli alberi. Qui sia il maschio che la femmina covano da 6-11 uova per circa 20-21 giorni. Depone 2 o 3 volte all’anno. I pulcini sono accuditi da entrambi i genitori e diventano indipendenti velocemente.

Habitat, Distribuzione e Migrazione
La gallinella d’acqua nidifica in Europa, Africa settentrionale e Asia occidentale. E’ una specie migratrice, la popolazione della parte settentrionale tende a svernare nell’area mediterranea. Predilige zone umide, vicino laghi, fiumi, paludi, e aree fitte di vegetazione. Clicca qui per consultare la mappa delle distribuzione

Popolazione e Conservazione
In Europa, si stima una popolazione di 909.000-1.440.000 coppie, quella mondiale è stimata in 2.730.000-4.305.000 individui. Al momento presenta un andatura stabile e in Europa non sono  in atto misure di conservazione per questa specie.

Curiosità
La gallinella d’acqua se spaventata emette un suono particolarmente caratteristico

Il Porciglione (Rallus acquaticus)

Porciglione

Caratteristiche distintive
Il porciglione ha un piumaggio bruno oliva con striature nere nella parte superiore, mentre i lati della testa, la parte inferiore e l’addome hanno un colore blu-ardesia scuro. Sui fianchi vicino al petto ha un’area marroncina, rigata di bianco e nero, il sottocoda è bianco. Di medie-piccole dimensioni, ha il becco lungo e rosso come l’iride, la coda stretta e arrotondata, e le zampe di color bruno carnicino. I sessi sono simili, sebbene in media la femmina sia un po’ più piccola del maschio, e abbia un becco più sottile.
Lunghezza 26-29 cm – Peso 90-120 gr – Apertura alare 38-45 cm

Abitudini
Il porciglione è una specie tipicamente acquatica con un carattere poco socievole: si nasconde tra la vegetazione dove il suo piumaggio scuro e striato lo rendono difficile da individuare. Grazie al corpo affusolato riesce a correre a grandi passi tra la vegetazione più fitta e compiere, se necessario, brevi nuotate in immersione. Non è un gran volatore ma se è messo alle strette può compiere brevi voli con un’andatura abbastanza veloce e con le zampe tipicamente a penzoloni. Se nervoso, ad esempio perché avvistato allo scoperto, erige la coda stando immobile.

Alimentazione
Si nutre di piccoli animali, come insetti, crostacei, ragni, molluschi, sanguisughe, piccoli pesci, vermi e in aggiunta mangia anche vegetali come semi, erbe, bacche e alghe.

Riproduzione
Il periodo riproduttivo va da aprile a luglio ed è caratterizzato da una fase di corteggiamento in cui la femmina cammina attorno al maschio cantando e strofinando il becco a quello del maschio. Il compagno ricambia strisciandole il collo. Il nido viene costruito, ben riparato e nascosto tra la vegetazione, con steli di giunco e canna. Qui la femmina cova da 5-10 uova per circa 19-20 giorni, deponendo solo 2 volte all’anno. Durante la cova il maschio porta il cibo alla compagna e la sostituisce per un brevi periodi. I pulcini sono accuditi dalla madre per circa due mesi.

Habitat, Distribuzione e Migrazione
Il porciglione nidifica in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. E’ una specie migratrice, la popolazione nordica tende a svernare nell’area mediterranea e nell’Asia sud-occidentale. Predilige zone umide, vicino laghi, fiumi, paludi, canneti e specchi d’acqua in generale. Clicca qui per consultare la mappa delle distribuzione

Popolazione e Conservazione
In Europa, si stima una popolazione di 157.000-346.000 coppie, circa il 50% del range globale, che è stimato in 630.000-1.400.000 individui. La popolazione del porciglione in generale è in diminuzione. La specie è sensibile a cambiamenti drastici di clima e alle opere di bonifica e di drenaggio delle zone umide. Nonostante questo non ci sono misure di conservazione in atto per questa specie in Europa.

Curiosità
Il porciglione è una specie molto rumorosa, ha un canto forte e caratteristico, simile al grugnito di un maiale.

La Folaga (Fulica atra)

folaga

Caratteristiche distintive
La Folaga si contraddistingue per la caratteristica macchia bianca sulla fronte (detta scudo frontale) che contrasta fortemente con il piumaggio nero carbone. Quando si alza in volo (lo può fare correndo sull’acqua) si nota anche un margine bianco sulle remiganti. Gli occhi sono rossi e le zampe verdognole con dita lobate, frutto del processo di adattamento agli ambienti acquatici. Per questa specie non esiste dimorfismo sessuale, si può riconoscere il maschio perché più piccolo e con uno scudo frontale più grande rispetto alla femmina.

Abitudini
Le folaghe mostrano le loro migliori abilità in acqua, dove le doti di abili nuotatrici e tuffatrici sono evidenti. Al contrario, sulla terra ferma appaiono goffe e in volo risultano lente e pesanti. Sono uccelli dall’indole accorta e dal carattere vivace: nel periodo degli amori sia i maschi che le femmine si scontrano rumorosamente, battibeccando spesso tra loro. In alcune circostanze le folaghe affrontano in gruppo i loro predatori, come il Falco di palude e la Volpe, spostandosi rumorosamente tutte assieme.

Alimentazione
La Folaga è una specie onnivora che adatta la sua alimentazione in base alle disponibilità stagionale: d’estate si cibano tipicamente di canne, alghe, erbe, piante acquatiche e semi oltre a piccoli pesci, rane e molluschi; d’inverno non disdegnano anche insetti, larve, vermi e rifiuti organici.

Riproduzione
Il periodo riproduttivo inizia a marzo quando il maschio e la femmina costruiscono assieme il nido utilizzando canne, giunchi ed altro materiale vegetale. A volte il nido viene costruito direttamente in acqua e viene fissato alle piante in prossimità della riva affinché non sia trascinato via dalla corrente. La femmina depone da 3-13 uova che cova per circa 21 giorni. Può deporre 2 o 3 volte all’anno. I pulcini sono accuditi da entrambi i genitori e hanno una caratteristica colorazione rossa sulla testa.

Habitat, Distribuzione e Migrazione
La Folaga è una specie molto diffusa a livello globale con un areale di distribuzione che va dalla Siberia fino all’Africa settentrionale, estendendosi fino all’Indonesia e all’Australia. In Europa, soprattutto le popolazione del Nord, sono migratrici e tendono a svernare nell’area mediterranea, in Nord Africa e più raramente nella valle del Nilo e in Etiopia. Le popolazioni delle zone temperate sono, invece, residenti. Gli habitat prediletti dalla folaga sono le zone umide, le paludi e gli specchi d’acqua interni e costieri. Soprattutto d’inverno si trova anche in lagune d’acqua salmastra ed estuari poco profondi. Clicca qui per consultare la mappa delle distribuzione

Popolazione e Conservazione
In Europa si stima una popolazione di 945.000-1.550.000 coppie, quella mondiale è stimata in 7.950.000-9.750.000 individui. Questa specie al momento presenta un’andatura in crescita a livello globale anche se in Europa la popolazione sembra essere diminuita del 30% negli ultimi 21 anni. La popolazione nidificante italiana è relativamente limitata, circa l’1% di quella europea. Nel nostro Paese la specie mostra trend differenti a seconda delle regioni, anche se nel complesso l’andamento risulta stabile. Alcune tra le principali minacce per la conservazione di questa specie sono l’eliminazione della vegetazione riparile, le bonifiche delle zone umide e l’avvelenamento da piombo. Visto il buono stato di conservazione al momento in Europa non sono in atto misure di conservazione specifiche, anche se il monitoraggio degli habitat e gli effetti della caccia andrebbero indagati maggiormente per tutelare la specie in futuro.

Curiosità
La folaga se minacciata dal pericolo si riunisce a tutte le altre in acqua per formare un gruppo e tutte assieme sbattono le zampe creando onde e schizzando il nemico.

Scritto da Gianluca Suardi

Gianluca Suardi
Sono nato il 18 ottobre 1978, periodo nel quale cacciatori e uccelli migratori sono in pieno fermento, ed è per questo che nel mio DNA, ho un cromosoma chiamato Ars Venandi. "Fino a quando alzerò gli occhi al cielo all’udire lo zip del tordo, fino a quando mi emozionerò nel vedere una coppia di germani reali in volo e sino a quando il mio sguardo seguirà la planata di una starna su una stoppia di mais, beh sino ad allora sarò libero di essere felice"