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Toscana, i risultati della legge obiettivo: nel 2016 abbattuti quasi 100 mila cinghiali

Ad un anno dall’approvazione delle legge obbiettivo per il contenimento degli ungulati, sono stati presentati ieri i primi dati sui prelievi del 2016: 93.306 i cinghiali abbattuti in tutta la regione, con un deciso incremento rispetto agli anni passati (erano stati 79.330 nel 2015 e 83.578 nel 2014 e 70.482 nel 2013). A questi vanno poi aggiunti i numeri delle aziende faunistiche di alcune Province, che ancora non sono pervenuti alla Regione.

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I primi risultati nelle aree “vocate” e  “non vocate”

Il prelievo di capi previsto dalla legge obiettivo è iniziato tra giugno e settembre del 2016: la prima Atc a partire è stata Firenze (15 giugno), l’ultima Grosseto (17 settembre). Dall’estate è diventata operativa la parte della legge più innovativa, e più discussa, quella relativa al prelievo nelle aree non vocate attraverso la tecnica della selezione. In tutto i 9.000 cacciatori abilitati alla caccia di selezione, sino al 31 dicembre 2016, hanno abbattuto 4.581 cinghiali.

Per avere il dato complessivo degli abbattimenti nelle aree non vocate dobbiamo aggiungere a questo dato altre due voci: il cosiddetto prelievo di “controllo” (effettuato esternamente all’attività venatoria dietro autorizzazione della Regione) con il quale sono stati abbattuti 9.927 capi, e la caccia in forma singola, girata e braccata effettuata nelle stesse aree non vocate durante il normale periodo della stagione venatoria, con la quale sono stati prelevati 6.661 capi. Complessivamente, dunque, il totale dei cinghiali abbattuti nelle aree non vocate è stato di 21.161.

A questa cifra si aggiungono i 72.145 prelievi avvenuti in area vocata, di cui 65.167 nei distretti e 6.978 nelle AFV e AAV (dato parziale di 95 aziende su 169) raggiungendo così il totale di 93.306 abbattimenti nel 2016.

Qui le schede riassuntive di tutti i prelievi effettuati nel 2016

Il commento di Remaschi 

Marco Remaschi, Assessore all’agricoltura della Regione Toscana, ha commentato così i dati: “I primi risultati della legge obiettivo sul contenimento degli ungulati ci dicono che siamo sulla strada giusta. Nel 2016, nonostante la legge sia stata attivata in ritardo in molte province, vi è stato un deciso aumento dei capi di cinghiale abbattuti e si è dato un primo contributo nel ridurre una popolazione che in Toscana è 4,5 volte superiore al normale e che ha creato gravissimi danni all’agricoltura”.

“Alla fine il dato reale sarà di circa 100.000 capi – continua Remaschi – un numero significativo specie in un anno ancora sperimentale e nel quale non sono state poche le difficoltà incontrate: basti pensare ai disagi sull’operatività degli Atc dovuti a varie cause e ai ritardi nell’applicazione della legge che si sono registrati in diverse province: l’attivazione è arrivata nel migliore dei casi a giugno, ma in alcuni casi solo a settembre, pochi giorni prima dell’inizio della stagione venatoria. In così poco tempo non si poteva certo risolvere un problema che esiste da venti anni. Ma si è cominciato a farlo avendo a disposizione una buona legge e grazie alla fattiva collaborazione dei cacciatori e delle associazioni di categoria”.

Per Remaschi decisivi ai fini dei risultati attesi saranno i prossimi mesi: “La possibilità di fare caccia di selezione nei mesi in cui cominciano le semine, quindi da marzo in poi, potrà diminuire considerevolmente i danni alle colture. Ho la speranza, credo fondata, che questo potrà aiutare l’ intero comparto agricolo a poter salvaguardare il frutto del proprio lavoro. La diminuzione degli ungulati permetterà anche di diminuire il numero degli incidenti sulle nostre strade che in troppi casi (una media di quasi 700 all’anno) sono correlati alla presenza di cinghiali e caprioli”.

Fonte Regione Toscana
Photo Credit: Philippe Morant (License)

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