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Toscana presentata legge obiettivo sull’emergenza ungulati

Ieri, a Firenze, l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi e il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo hanno presentato alla stampa la proposta di legge obiettivo sull’emergenza ungulati. Si tratta della prima legge di questo genere in Italia che, come spiegato durante la conferenza, ha lo scopo primario di: Diminuire la densità di cinghiali, caprioli, daini e cervi sul territorio regionale, specie in quelle aree dove la loro presenza crea gravi problemi al mantenimento dell’equilibrio naturale del territorio, alle coltivazioni e alla sicurezza sulle strade”.

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La Toscana è infatti la regione con la più alta densità di ungulati a livello Europeo, inferiore solo ad alcune zone dell’Austria: è stata stimata la presenza sul territorio ragionale di circa 200.000 caprioli, 200.000 cinghiali, 8.000 daini e 4.000 cervi.

Remaschi ha spiegato che: “Lo spirito della legge è quello di tutelare concretamente l’agricoltura e l’equilibrio ambientale del nostro territorio. I danni alle coltivazioni agricole provocate dalla presenza sovradimensionata degli ungulati non sono più tollerabili. La crescita esponenziale della presenza di ungulati è tale che il disequilibrio dei nostri sistemi, se non interveniamo, è destinato ad aumentare. La proposta di legge che abbiamo scritto si pone a monte di un’azione programmata che dovrà essere seria, ben regolamentata e limitata nel tempo. La legge sarà continuamente monitorata sia perché possa essere applicata nel migliore dei modi sia per limitare al massimo gli effetti indesiderati”.

“La legge – spiega la Regione in una nota – introdurrà una revisione generale della normativa vigente e, nell’ambito di questa, delle aree vocate e di quelle non vocate. All’interno di queste ultime si collocheranno le aree considerate più problematiche. Queste ultime potranno essere gestite con forme di caccia di selezione per tutte le specie interessate e per un periodo ampio del calendario. Sarà data la possibilità agli agricoltori di poter gestire le catture sul proprio fondo. La nuova normativa avrà validità limitata nel tempo, tre anni, per permettere di verificare i risultati ottenuti. In questo periodo, attraverso i monitoraggi e i censimenti di Ispra (Ministero Ambiente) e CIRSEMAF (Centro interuniversitario studi faunistici) sarà tenuta sotto controllo la densità di ungulati in zone campione e l’incidenza dei danni”.

Il sottosegretario Velo scrive sul profilo Facebook: “Oggi abbiamo presentato una legge per affrontare l’emergenza ungulati in Toscana, dove la concentrazione di cinghiali ė quattro volte superiore alla media nazionale, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza delle persone, salvaguardare la produzione agricola e, soprattutto, di preservare la biodiversità. C’è, infatti, un tema ambientale da affrontare perché un’alta concentrazione di ungulati ha come effetto un danno agli ecosistemi, mettendo a rischio la sopravvivenza di altre specie. Si tratta di un provvedimento frutto della collaborazione tra Governo e Regione, una buona pratica che può essere estesa alle altre Regioni che si trovano ad affrontare problemi analoghi».

Inoltre la regione spiega che “la legge creerà i presupposti per la creazione di una filiera per la commercializzazione di una parte almeno delle carni di selvatici, molto richieste dal mercato. La carne, frutto dell’attività di selezione, sarà utilizzata anche per azioni di solidarietà sociale“.

Ora la legge dovrà essere sottoposta all’approvazione della Giunta Regionale prima di essere approvata in via definitiva.

 

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