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“Caccia all’usato”, una nuova rubrica per orientarsi nel mercato delle armi da caccia usate

Acquistare un'arma usata può essere complesso: districarsi tra decine di modelli, valutando stato di conservazione, caratteristiche tecniche, prezzo di mercato ed eventuali problemi meccanici, può disorientare, soprattutto un neofita. Da qui nasce l'idea di questa rubrica, in cui presenteremo alcuni dei migliori fucili, ormai non più nuovissimi, ma che possono ancora dare grandi soddisfazioni a caccia e che potete trovare a buon prezzo nelle vostre armiere di fiducia. Iniziamo con il Browning Gold Hunter.

Chi si fregia del titolo di cacciatore, in quanto tale, non è privo di vizi e di virtù tra i quali spicca, soprattutto a stagione chiusa, l’incontro settimanale dall’armaiolo di fiducia. Un luogo sacro, talvolta eretto a vero e proprio tempio, in cui si va per ciarlare di caccia, di tiro, di armi, di cartucciame vario e dove si può ammirare ogni ben di Dio nelle vetrine di sicurezza al di là del banco. Dalla più prestigiosa alla più economica si trovano armi da fuoco per ogni tasca, anche per quelle dei giovani squattrinati alla prima licenza di caccia che spesso, nonostante siano attratti dalle ultime e fiammanti novità di mercato, hanno a disposizione budget risicati.

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Ma avere budget risicati non significa necessariamente accontentarsi o rinunciare ad armi di qualità, basta solo puntare ai giusti modelli con qualche stagione sulle spalle, che l’armaiolo ha ritirato e diligentemente revisionato prima di esporle in negozio. Per poche centinaia di euro si possono trovare alcuni fucili che sono stati vere e proprie teste di serie nel periodo in cui sono stati lanciati sul mercato e che, anche se col tempo sono stati sostituiti da modelli più evoluti tecnologicamente, possono ancora dare grandi soddisfazioni a caccia.

Ricordando i miei anni da giovane squattrinato, per aiutare chi è alle prese con la scelta di un fucile usato, ho così voluto dare il via a questa nuova rubrica in cui presenteremo alcuni dei migliori modelli di armi da caccia, ormai non più nuovissimi, ma che potete trovare a buon prezzo nelle vostre armiere di fiducia.

Per aprire la rubrica ho scelto un fucile che possiedo con orgoglio e che mi affianca nelle battute più dure sul fiume Po ormai dal 2005, il Browning Gold Hunter.

Browning Gold Hunter

Il Gold Hunter è un fucile nato per la caccia agli acquatici all’inizio del 1995 e rimasto sul catalogo Browning per circa 11 o 12 anni. Fu creato in due calibri per l’Europa, il 12 e il 20, e in tre per gli Stati Uniti, dove ai calibri europei si affiancava il più potente calibro 10 destinato alla caccia al tacchino. Due le camerature disponibili per il 12, da 76 o da 89 mm, e 4 gli allestimenti: uno con calciatura in legno e carcassa nera e tre in tecnopolimero con finitura o completamente nera o con due diversi mimetismi, il Mossy Oak per il bosco ed il Max 5 per le zone palustri.

Browning Gold Hunter
Questa la versione classica in legno

La mia versione del 2005

Guardando attentamente la versione che possiedo, quella classica in legno in calibro 12/89, si scopre un’estetica puramente sobria che non riporta incisioni decorative ma solo il nome della fabbrica e la scritta Gold Hunter in oro su sfondo totalmente nero. Il calcio di questo modello del 2005 è in noce come l’astina, le zigrinature sono incise in modo marcato per garantire un buon grip e sono molto funzionali.

Quando lo acquistai mi venne consegnato in una valigia preformata in materiale plastico ABS di ottima qualità, contenente il corpo dell’arma e la canna Back-bored da 76 cm. Assieme allo strozzatore Invector Plus a una stella venivano forniti in aggiunta gli strozzatori intercambiabili (da **/***/****) e una serie di piastrine per regolare la piega del calcio.

La tecnologia del Browning Gold Hunter

Rispetto ai modelli precedenti il fucile veniva fornito con le canne sovralesate Back-bored (di cui vi parlerò dopo) e con la camera di scoppio cromata e trattata per l’utilizzo dei pallini in acciaio.

Inoltre, monta il sistema di riarmo a recupero dei gas di Browning, definito “Active valve“, che permette a questo fucile di funzionare in modo corretto con un vasto range di cariche che vanno dalle 32 grammi di piombo fine alle cariche supermagnum. Con le cariche più leggere la maggior parte dei gas di scarico vengono sfruttati per il tiro lasciando il minimo indispensabile a disposizione del ciclo di riarmo, sui carichi poderosi gli eccessi che non vengono sfruttati per il tiro e per il ciclo di riarmo invece vengono eliminati attraverso l’apposita valvola attiva di sfiato, mantenendo così l’arma efficiente e restituendo al cacciatore sempre il giusto comfort di tiro.

Poiché il pistone del gas e la valvola attiva funzionano indipendentemente l’uno dall’altra, si sviluppa meno pressione sul pistone stesso, questo fa sì che si crei meno usura e che ci sia più fluidità nei movimenti meccanici. Inoltre, a differenza dei modelli proposti dalla stessa casa in passato, non ci sono anelli di ritegno da regolare (come ad esempio sul vecchio Auto 5) ne O-ring da sostituire e questo rende il sistema di funzionamento più valido ed efficiente.

Canna Back Bored

Il Gold Hunter monta l’ormai famosa canna sovralesata di Browning, chiamata Back Bored. Queste canne hanno un diametro interno aumentato fino a 18.8 mm, rispetto al valore standard dei calibri 12 che è di 18.4 mm.

La sovralesatura riduce l’attrito di borra e pallini con le pareti interne della canna e di conseguenza diminuisce la deformazione dei pallini dovuta all’attrito. All’atto pratico questo si traduce in un aumento della velocità di uscita e in una migliore penetrazione delle rosate, che avranno anche una maggiore uniformità dovuta a una minore deformazione dei pallini.

Altro aspetto da non sottovalutare, la sovralesatura riduce la sensazione di rinculo. All’epoca la casa sosteneva, e con buona probabilità non sbagliava, che il rinculo a parità di cartucce risultasse inferiore del 6% rispetto ai competitors di allora. Un pregio che lo ha reso popolare tra i cacciatori di mezza Europa e degli Stati Uniti, avvezzi a sparare cariche pesanti.

Grilletto e caricamento

Non lo nego, sono un fanatico del marchio Browning (ho iniziato a cacciare con un modello di Auto 5 che ancora possiedo in collezione), ma se mi si doveste chiedere di menzionare un difetto riscontrabile sulle vecchie (se pur mai superate) armi Browning, vi risponderei senza indugiare la pressione del grilletto”. Era inevitabilmente pesante sulle armi nuove, ma comunque recuperabile attraverso un piccolo intervento dell’armaiolo. Invece, su questo modello non posso lamentarmi, il grilletto è fluido, non pesante, più ergonomico e comodamente arrotondato.

Allo stesso modo va lodata la sicura, posizionata sul ponticello e pensata di grosse dimensioni per poter essere utilizzata con comodità anche con i guanti.

Altra chicca, il caricamento veloce, un sistema meccanico con cui è possibile ricaricare l’arma infilando la cartuccia direttamente nel serbatoio anziché nella feritoia. In sostanza il cacciatore può scegliere tra due soluzioni di ricarica: ad otturatore aperto e bloccato all’indietro si può infilare la cartuccia nella feritoia di caricamento e poi premere il bottone del cut off per mandare in chiusura l’otturatore e armare il fucile, come succede in tutti i semiautomatici; Oppure, ad otturatore aperto, basta infilare la cartuccia nel serbatoio munizioni per far sì che venga spinta automaticamente in camera di scoppio. In quest’ultimo modo il fucile si armerà in una sola e singola azione mettendo il cacciatore in condizione di essere operativo in metà del tempo. Un’opzione in più che torna comoda quando, ad esempio, devi tirare velocemente a degli acquatici rimasti feriti in acqua dopo i primi 3 colpi.

Il prezzo di mercato attuale del Browning Gold Hunter

Non è un arma che ha trovato una vastissima diffusione in Italia. Commercializzato in un periodo in cui Browning non spiccava come visibilità in Europa e ancor meno in casa nostra, ha presto patito l’avvento dei nuovi modelli del brand che sono stati più celeri nel ricavarsi spazio e visibilità sul mercato, vuoi per l’innovazione tecnologica e qualitativa, vuoi per una politica di marketing più aggressiva di Browning che aveva necessità di recuperare il terreno perso negli anni ’90.

Negli States, invece, ha avuto ampia diffusione, tanto da essere considerato da qualcuno tra i migliori semiautomatici mai prodotti. Comunque, nonostante la scarsa diffusione è ancora possibile trovare qualche bel modello tra le rastrelliere delle armerie italiane, a un prezzo più che accettabile, tra i 500 e i 700 € se in ottime condizioni.

Concludendo

Il Gold Hunter è un fucile che apprezzi subito dopo aver effettuato pochi tiri. Non è il massimo della leggerezza, pesa 7 libbre e 7 once, ossia 3,492 chilogrammi ma la sua docilità durante l’utilizzo di cartucce supermagnun giustifica la scelta di Browning di mantenerlo più stabile attraverso un‘equilibrata ripartizione dei pesi.

È un fucile nato per sparare tanto e di continuo, un fucile robusto, fluido e sicuro, per chi necessita di un arma affidabile da utilizzare sopratutto nelle cacce da appostamento.

Ci sono effettivamente fucili più recenti che possono essere acquistati a quel costo, ma va tenuto presente che si tratta pur sempre di un Browning, il brand che ha fatto la storia delle armi da fuoco e la storia del semiautomatico da caccia producendo il modello Auto 5, primo semiautomatico a canna liscia ad essere prodotto nel 1903…. ma questa è un’altra storia di cui magari vi parlerò in un prossimo articolo.

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Un Commento

  1. Spero che quest’anno non inaspriscano le regole per tenere le armi in casa. Ho già una stanza separata con un allarme ajax per la cassaforte. Potrebbe voler abbandonare la caccia e considerare un altro hobby con gli amici come la pesca o il fuoristrada. Le regole lì sono molto più rilassate e l’attrezzatura stessa è più accessibile a parte il SUV. E le pistole usate sono un po’ spaventose da comprare, quindi vale la pena controllarle il più a fondo possibile.

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