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Io e il mio Black Eagle

Tutti hanno un fucile che descrive un’epoca del loro essere cacciatori. Un'arma con cui si crea quel legame romantico e speciale che la innalzerà a mito nei nostri più intimi racconti di caccia, quelli che da vecchi faremo ai nostri nipoti. Per me questa è l'epoca del Black Eagle.

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Del Black Eagle ho scritto già diverse volte. Di lui e delle sue successive varianti ci siamo occupati da subito, dalla sua presentazione al primo contatto che ci fu offerto nella riserva di Rivergaro. In quell’occasione l’offerta Benelli fu da capogiro: avevamo in prova fucili eccezionali, non posso non ricordare il Mygra, fantastico per maneggevolezza e potenza, un indimenticabile e allora allo stato di prototipo 828U cal. 20 Beccaccia, lo straordinario Colombo in calibro 12 e un maneggevolissimo e pregiato Beccaccia in calibro 20. C’era da uscirne ubriachi insomma, ma nonostante l’ebrezza avesse iniziato a prendermi la testa, lui, il Black Eagle, anche in quel contesto così pieno di straordinarie distrazioni, mi rapì.

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Grazie babbo!

Tornando da quei giorni di caccia mi ricordo che telefonai a mio padre e gli dissi: “ho provato grandi fucili, ma uno su tutti lo vorrei acquistare, il Black Eagle”. Passarono pochi mesi e il mio Black, che alla fine mi è stato regalato proprio da mio babbo, proseguendo così una bella tradizione di famiglia che mi fa piacere rammentare, arrivò a casa nella sua bella valigetta corredato di strozzatori, dei quali ho apprezzato tantissimo i 5 + 2 cm interno-esterno 3 stelle e 4 stelle, variazione di piega, Benoil e tutto il resto. E da lì è cominciata la mia storia con il Black Eagle. Tutti hanno un fucile che descrive un’epoca del loro essere cacciatori.

Quindi si, ne ho scritto molte volte, ma non ho mai parlato del MIO Black Eagle.

Avevo aspettative altissime. L’ho aperto e maneggiato portandolo in camera da letto, come facevo sempre da piccolo con una nuova carabina o pistola ad aria compressa o quando, per un Natale, mi fu regalata la mia prima canna da carpfishing. Lo sentivo mio, lo smontavo, rimontavo e imbracciavo in continuazione.

Il primo tiro

Poi finalmente ho potuto portarlo a caccia. Il primo tiro, giuro, l’ho fatto a più di 700km da casa, in Basilicata. Ero lì per lavoro, avevo portato il Black Eagle perché pagando una piccola quota da fuori regione potevo essere ospitato da un amico, Luca, a caccia negli scenari incredibilmente maestosi della Lucania. Quel giorno però, aspettando di poter uscire con i suo cani da beccaccia, ero da solo e costeggiavo un bosco molto trafficato dai colombacci, camminavo con la voglia di farlo in un posto estraneo ed enorme, con scenari immensi di radure montane dalle quali ero affascinato e un po’ sopraffatto, portando con me il Black Eagle addirittura senza cinghia, in mano, per gustarmelo costi quel che costi.

All’improvviso escono abbastanza alti cinque colombacci, rimango immobile sotto la chioma di un piccolo albero cespuglioso sperando che gli animali proseguano verso me. Il riparo però è precario, mi vedono quando sono ancora distanti e il branchetto si apre. Ne vedo però due proseguire incerti ancora qualche metro. Sono alti ma quasi sopra di me. Ho messo lo strozzatore 3 stelle, si sceglie sempre il medio quando non si sa che cosa si troverà. E ho una cartuccia tutta caccia piombo 7 di cui mi fido ciecamente. Imbraccio, ho tempo per scegliere l’anticipo e sparo.

Il colpo è ben piazzato, una nuvola di penne mi fa trasalire e aspetto che il colombaccio cada, invece inizia a svolazzare perdendo quota ma mi sembra che stia allungando troppo. Lo seguo nella discesa affannosa e sparo di nuovo. Sta volta viene giù come uno straccio.

Inizio a correre verso il punto in cui è caduto, sono frenetico e felice come quando da bambino per le prime volte colpivo un qualsiasi uccelletto in volo e mi sembrava una cosa magica. Corro e non sto nella pelle. Corro e finalmente lo raggiungo e lo raccolgo. Ricordo ogni istante e ogni dettaglio. Avete visto tutti?! Avete visto che spettacolo che siamo io e il mio fucile? Chiedo questo a un pubblico invisibile e ho un’energia dentro che mi basta come risposta.

Il nostro primo colpo, il nostro primo giorno, il nostro primo colombaccio. A centinaia di chilometri da casa, in un posto totalmente sconosciuto, io e il mio splendido Black Eagle senza cinghia.

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