Due giorni con Benelli per vivere l’Hunting Test Adventure

Fra i territori della riserva Montefeltro di Rivergaro, i campi da tiro del TAV di Fano e il tunnel di prova di Benelli, abbiamo provato le ultime novità dalla casa armiera di Urbino

A fine maggio per due giorni io e Mattia siamo stati ospiti di Benelli nell’evento dedicato alla stampa e ribattezzato Hunting Test Adventure. Obbiettivo: toccare con mano e provare sul campo le ultime novità uscite dalla casa armiera di Urbino che complice il Covid e la chiusura degli eventi fieristici di settore non erano ancora state presentate dal vivo né ai giornalisti né agli appassionati.

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Spostandoci tra Piacenza, Urbino e Fano abbiamo così potuto testare il nuovissimo Black Eagle, la Lupo, il Mygra assieme a tutta la serie degli “Specialisti”, la nuova Limited Edition della Endurance BE.S.T. e una novità assoluta che verrà presentata fra qualche mese e di cui per ora non possiamo ancora dirvi niente. Ma soprattutto abbiamo potuto conoscere più fondo la realtà Benelli, apprezzare le novità tecnologiche che questa azienda mette in campo e godere della disponibilità del loro staff. Qui voglio raccontarvi com’è andata.

Giorno 1 – Rivergaro (PC)

Abbiamo aperto l’Hunting Test Adventure in una location di grande qualità la Riserva di caccia Montefeltro a Rivergaro.

Partenza fissata alle 6.30. Eravamo ancora sulle strade asfaltate che dal Trebbia si arrampicano sulle prime colline piacentine quando abbiamo iniziato ad apprezzare il territorio della tenuta che ben rappresenta il sogno di chiunque ami cacciare con il cane da ferma: colline dolci, a tratti incolte, intervallate da boschi di rovere, prati, medicai e campi di grano.

Qualche centinaio di metri dopo aver lasciato la strada asfaltata, ai piedi di una costa boscata, ci si è aperta alla vista una curatissima casa di caccia dove, assieme a Chiara e Barbara dello staff Benelli, ci ha accolto Carlo il professional hunter che si occupa della riserva.

Nella sala principale, in cui facevano bella mostra trofei proveniente da ogni parte del mondo, abbiamo avuto il primo contatto con i fucili a canna liscia che da lì a poco avremmo provato. Mirco, gentilissimo technical assistance di Benelli, ha risposto alle nostre molte domande sulle ultime novità tecnologiche presenti su queste armi, prendendosi anche il tempo per soddisfare alcune nostre curiosità. Ci ha chiarito, ad esempio, il perché si sia scelto di montare una bindella leggermente anticipata sui Black Eagle o perché per il Mygra si sia scelta una cameratura standard invece della più utilizzata camera da 76 mm.

Finite le presentazioni ci siamo diretti nell’area C della riserva dove, grazie all’aiuto dei due bravissimi bracchi italiani, abbiamo potuto provare il Black Eagle, il Mygra, il Colombo e il Beccaccia Supreme, su quaglie e starne.

Tiri a volte facili e altre più impegnativi, quando le piccole quaglie si buttavano giù velocissime seguendo la naturale pendenza delle colline. È stato un primo assaggio che dopo qualche ora di sali e scendi in due scenari di caccia distinti ci ha permesso di valutare la maneggevolezza, la portabilità e la facilità d’imbracciata di questi fucili. Vi anticipo subito che Mattia si è letteralmente innamorato del Black Eagle, ma ve ne parlerà lui in un articolo interamente dedicato a quest’arma, che pubblicheremo tra pochi giorni.

Qualche scatto per mostrarvi i bei territori della riserva di Rivergaro

Verso l’ora di pranzo, soddisfatti dalla prova, siamo rientrati alla casa di caccia. Qui, dopo un veloce cambio d’abito negli spogliatoi (i più curati che io abbia mai visto in una riserva, con tanto di docce multiple), ci attendeva un ottimo pranzo a base di selvaggina servito dalla gentilissima signora Maria che ci ha deliziato non solo con il cibo ma anche raccontandoci un aneddoto legato ai Pisarei, una pasta artigianale tipica della zona… Sembrerebbe che anni addietro gli uomini piacentini per capire se una donna potesse essere una brava moglie valutassero il callo sul pollice, la cui grandezza dipende dalla sua abilità nel “pisar”, ossia schiacciare la pasta proprio con il pollice per conferire ai Pisarei la tipica forma con il taglio in mezzo… sarà vero?

Comunque, finito il pranzo, foto di rito e via verso Urbino, per prepararci alla seconda giornata dell’Hunting Test Adventure. Prima di parlarvi del day 2, però, lasciatemi spendere qualche parola sui fucili che abbiamo provato. Non entrerò nel dettaglio delle caratteristiche tecniche o delle prime impressioni che abbiamo avuto, avremo modo di farlo in articoli successivi, ma voglio presentarvele brevemente e parlarvi delle configurazioni con cui le abbiamo utilizzate.

Black Eagle

È una delle due novità assolute presentata quest’anno da Benelli. Come si intuisce dal nome deriva dal Super Black Eagle, il semiautomatico che per decenni ha dettato la linea nel comparto dei supermagnum, un successo nelle vendite che è ormai giunto alla sue terza edizione (se va la siete persa qui trovate la nostra recensione del Super Black Eagle 3). Il Black Eagle ne è il fratello minore, lo emula nelle linee ma è sviluppato attorno alla cameratura da 76mm, per una destinazione d’uso tutta caccia. Noi lo abbiamo provato nella versione in calibro 12 (c’è anche il cal. 20), con canna da 76 cm e strozzatore Knurled 3 stelle.

Montefeltro Colombo

Non è esattamente una novità, infatti è stato presentato nel 2015, ma è uno dei 3 sviluppi della serie Montefeltro che, assieme al Beccaccia Supreme e al Mygra, è entrato a far parte della linea degli “Specialisti”, ossia semiautomatici ottimizzati per una specifica tipologia di caccia. Ovviamente, il Colombo è sviluppato per la caccia al Colombaccio ed è declinabile in due versioni in calibro 12, una con canna da 65cm e strozzatore Wide Shot per i tiri a medio-corto raggio tipici della caccia da appostamento e una con canna da 70 cm e strozzatore Long Shot per gli impegnativi tiri a lunga distanza tipici della caccia al valico. Noi lo avevamo a disposizione con canna da 70 cm e visto il tipo di utilizzo abbiamo scelto di abbinare lo strozzatore Wide Shot. È il fucile con cui istintivamente mi sono trovato meglio.

Montefeltro Beccaccia Supreme

Come accennavo poco più su è uno dei Montefeltro Specialisti, sviluppato appositamente per la caccia alla beccaccia. Presentato al pubblico nel 2016 in calibro 12, è stato recentemente declinato anche in calibro 20. Canna corta, leggero, ben bilanciato, finitura dei legni antigraffio e strozzatura Ampliator per rosate larghe nel corto raggio… Tutto quello che serve per cacciare nei boschi fitti. Noi, purtroppo non abbiamo potuto provarlo nel bosco, ma lo abbiamo testato su starne, sotto ferma, in tiri molto ravvicinati, nella configurazione in calibro 12 con canna da 65cm e strozzatore Ampliator.

Montefeltro Mygra

È stata l’ultima novità presentata da Benelli alle fiere di settore prima del Covid. Un calibro 20 ottimizzato per la caccia alla piccola migratoria, la cui caratteristica distintiva è la cameratura standard da 70mm. Un ritorno alle origini, dopo anni di fucili con cameratura magnum, che è stato apprezzato da molti. Lo abbiamo già presentato in dettaglio qui. Per le prove sul campo era configurato con canna da 70 cm e strozzatore Wide Shot e vi confesso che fra tutti era il fucile che ero più curioso di provare (alla fine dell’articolo vi dirò quelle che sono state le mie prime impressioni).

Giorno 2 – Urbino 

Il secondo giorno ci attendeva un’altra location di alto livello, il Tiro a volo di Fano, uno spettacolare TAV affacciato sulla costa adriatica con panorama mozzafiato. Prima, però, non poteva mancare una visita a Urbino, direttamente a casa Benelli. L’appuntamento era alle 8.30 per testare nel tunnel interno all’azienda le due novità a canna rigata, la Lupo e la versione limitata della Endurance BE.S.T.. Puntualissimi eravamo sul posto.

L’ingresso dell’azienda è impressionante e sono sicuro che se siete minimamente appassionati di questo brand lo avrete già visto almeno in foto: una parete semicircolare alta 6 o 7 metri su cui sono esposti decine e decine di fucili, molti dei quali sono Concept Gun davvero particolari. Io e Mattia saremmo stati ore ad analizzarli, ma subito è venuti ad accoglierci Chiara dicendoci: “Prima proviamo le armi, poi se riesco vi faccio un sorpresa…”  

Nel tunnel Mattia si è messo all’opera facendo diverse rosate, prima con la Endurance e poi con la Lupo. Ancora una volta per i dettagli tecnici su queste armi e per il feedback generale avuto vi rimando all’articolo che pubblicheremo tra qualche settimana. Di seguito ve le presento velocemente.

Lupo

È la grande novità con cui Benelli quest’anno ha stupito il suo pubblico, la prima carabina bolt action della sua storia. Monta tutte le principali innovazioni tecnologiche sviluppate da Benelli negli ultimi anni, dal trattamento BE.S.T. sulla canna e otturatore, al calciolo con il Progressive Comfort fino al sistema Perfect Fitting che assieme ai 3 naselli di altezze differenti e ai 6 L.O.P. disponibili promette un’ampia personalizzazione. Noi l’abbiamo provata in calibro 30.06 (è disponibile anche nei calibri 243 WIN, 6.5 CREED, .270 WIN, .308 WIN, .300 WIN MAG) abbinata a un’ottica Steiner 4-16×56.

Endurance BE.S.T. Limited Edition

Versione limitata della Endurance BE.S.T. prodotta solo in 300 esemplari e presentata a inizio 2021. Rispetto alla versione standard (di cui abbiamo già parlato qui) è impreziosita dai legni in noce di 4° grado e dalle incisioni con dettagli in oro presenti sulla carcassa. A destra troviamo un cervo in primo piano che sopraggiunge maestoso dalla selva invernale a sinistra un cinghiale in corsa che balza in avanti fra la vegetazione. L’abbiamo provata con la stessa configurazione della Lupo, calibro 30.06 abbinata a un’ottica Steiner 4-16×56.

Sorpresa!

Finito al tunnel ci aspettava la nostra sorpresa… e che sorpresa! Chiara ci ha permesso di entrare nel cuore dell’azienda e di visitare tutto lo stabilimento produttivo. Abbiamo visto come nasce ogni singolo pezzo Benelli, dal mitico otturatore che ha segnato la storia dei fucili semiautomatici fino ai più moderni meccanismi che caratterizzano l’828U. Abbiamo apprezzato la rigorosità dei controlli che vengono effettuati sia sui pezzi prodotti in loco che su quelli commissionati e l’attenzione con cui i tecnici assemblano e testano i prodotti.

Un viaggio all’interno della fabbrica durante il quale abbiamo visto letteralmente i fucili prendere forma, dal singolo pezzo di metallo fino al prodotto finito e imballato che tutti noi conosciamo. Un percorso che ci ha permesso anche di lanciare lo sguardo sulla produzione armiera del futuro, in quella parte di azienda che viene definita 4.0 dove l’automazione, la ricerca e l’innovazione tecnologica la fanno da padrone. Vi lascio immaginare l’euforia che due ragazzi poco più che trentenni, da sempre appassionati di caccia e di armi, hanno provato nel vistare lo stabilimento. Io mi sentivo con un bimbo nella casa di Babbo Natale.

Giorno 2 – Fano

La giornata però non era ancora finita. Dopo uno spostamento di una mezz’oretta, in cui io e Mattia non abbiamo fatto altro che parlare di quello che avevamo appena visto, siamo arrivati al Tiro a Volo di Fano. Mi ripeto, un TAV spettacolare, dove alle sessioni di tiro fanno da cornice le colline marchigiane e il mare da sfondo.

Qui ci ha accolto Stefano, Presidente del TAV, che guidandoci verso il campo del percorso caccia si è subito dichiarato: “Anch’io sono cacciatore”. E così siamo finiti subito a parlare di caccia, di Colombacci, della comune passione per la caccia all’anatra e di quando anni addietro con suo padre si appostava sul Metauro per insidiare i Germani.

Dopo una buona chiacchierata ci siamo messi in pedana per spremere a fondo i 4 fucili a canna liscia che avevamo a disposizione. Onestamente ho perso il conto di quante sessioni di tiro abbiamo fatto, ma i segni sulla mia spalla confermano che erano tante. Dopo un’ora e mezza abbondante di prove, l’innamoramento di Mattia per il Black Eagle è cresciuto e il mio feeling istintivo con il Montefeltro Colombo si è confermato.

Su tutte le armi a disposizione, però, ho voluto concentrami particolarmente a provare il Mygra sia perché, come vi dicevo, era il fucile per cui avevo maggiore curiosità sia perché nelle prove del giorno prima non era scattato quell’amore a prima vista che mi aspettavo. In pedana è andata meglio e ora voglio restituirvi il breve feedback che vi avevo promesso. Esteticamente il Mygra mi piace tanto, la finitura scura Nature Brown della carcassa la trovo spettacolare e dopo aver visto in azienda che le striature che la caratterizzano vengono rifinite a mano la apprezzo ancora di più. La portabilità e la maneggevolezza sono ottime, come ci si aspetta da un calibro 20 e la scelta della cameratura da 70mm la trova azzeccatissima per questo tipo di arma. In pedana ho voluto mettere un po’ alla prova l’accoppiata canna e strozzatore Long Shot, lasciando andare i piattelli più del normale per allungare la distanza di tiro e quando ci coglievo ho fatto delle belle rotture a distanze importanti. Scrivo “quando ci coglievo” perché il Mygra non mi calzava perfettamente all’imbracciata e probabilmente dovrei correggere leggermente la piega per un utilizzo più intenso. Oltre a questo non mi sbilancio, avrei bisogno di portarlo a caccia con me qualche mese negli scenari a lui più congeniali per darvi una recensione completa e mi auguro che nella stagione venatoria in arrivo ci sia l’occasione per farlo.

La giornata si è conclusa ancora una volta a tavola con un buon pasto consumato nella bella struttura del TAV assieme allo staff Benelli che ci accompagnava, a cui dedico la chiusura del racconto di questa esperienza. La professionalità, la gentilezza e la disponibilità di Chiara, Barbara e Mirco ci hanno fatto apprezzare a pieno questo Hunting Test Adventure e sono sinonimo della qualità del Brand Benelli che ha sempre messo al centro la soddisfazione del cliente e che ha fatto della continua innovazione tecnologica la sua arma vincente, un’innovazione che traspare chiaramente anche nell’organizzazione di eventi di questo tipo.

5ommenti

  1. Ottime armi da mancino posso solo che ringraziare ma dopo l’ M2 confortech 20 mancino qualche altro modello si può tentare. Un buon lavoro a tutti

  2. Buongiorno anch’io sono un appassionato Benellista dagli anni settanta, ne o 71 di anni nel corso della mia vita ne o sostituiti diversi trovandomi sempre bene ad oggi o un Rafaello ultima generazione un828U e per l’ultima passione ARGO PRO in30.06 per cinghiali

  3. Da sempre il meglio del meglio io un Benellista dal lontano 1975 ne ho acquistato minimo 30 modelli e la campagna pubblicitaria che ho condotto x fare capire ai colleghi cacciatori a volte anche con aspre discussioni e prove in pratica che ho sempre vinto speriamo che questo mio messaggio fatto solo purtroppo da grande appassionato giunga alla visione del grande Roberto Massarotto che giuro me lo meriterei davvero forza Benelli.

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