Pulizia annuale del fucile da caccia. Cosa fare a inizio e fine stagione

Un paio di volte all'anno è utile effettuare una pulizia profonda delle armi da caccia per mantenerle sempre pulite e in ordine. Vediamo assieme come fare

Dopo aver visto nel precedente articolo come pulire velocemente il fucile da caccia dopo ogni utilizzo, qui affrontiamo il tema della pulizia annuale. Operazione più profonde che andrebbero fatte un paio di volte all’anno per mantenere pulite e in ordine le nostre armi da caccia. Diciamo che potremmo prendere come punti di riferimento il periodo successivo alla fine della stagione venatoria e quello immediatamente precedente la riapertura.

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In questa occasione occupiamoci di tutti i fucili a prescindere che abbiano o non abbiano sparato o che siano o non siano mai usciti dalla nostra cassaforte o espositore.

Smontiamolo nelle parti principali

Iniziamo smontando con cura il fucile nelle parti principali.

Sui fucili basculanti inizieremo sganciando e separando l’astina dalle canne. Per fare questo su doppiette e sovrapposti sarà sufficiente togliere l’astina premendo il pulsante sulla sommità oppure liberandola tramite lo sgancio della levetta dell’auget, di solito posto a metà astina. Agendo sulla levetta e contemporaneamente aprendo la chiave (quella che utilizziamo di solito per caricare e scaricare il fucile) e facendo basculare totalmente le canne, queste si svincoleranno dalla cerniera di bascula staccandosi da essa.

Sul semiautomatico svitiamo il tappo che tiene in posizione l’astina e togliamolo dalla sommità del serbatoio, quindi sfiliamo l’astina in legno. Poi sarà la volta della canna, che deve svincolarsi dal castello. Infine il gruppo carrello otturatore sarà l’ultimo a lasciare la sua sede naturale. Sono operazioni da fare senza timore, chi produce questi fucili lo fa in modo che tutto questo risulti sicuro e intuitivo. Non c’è da preoccuparsi né durante lo smontaggio né tanto meno nel rimontaggio: gli incastri sono vincolati e molto chiari.

La pulizia

Passiamo tutte la parti da un primo giro di compressore o, se sprovvisti, utilizzate delicatamente un panno morbido e asciutto (se possibile polarizzato, tipo quello che si utilizza per gli occhiali).

Poi con uno straccetto leggermente inumidito di un olio per armipossiamo pulire accuratamente la faccia di bascula o l’otturatore arrivando in ogni parte raggiungibile, fino nei suoi recessi ed eliminando con cura ogni traccia di sporco e incrostazione soprattutto nella zona circostante i fori dei percussori. Un pennellino con setole rigide e regolari, tipo quelli in uso ai bambini per colorare con le tempere, sarà ottimo per accedere ai punti più scomodi; e uno stecchino da denti è perfetto per fori e fessure.

Ora passiamo all’interno delle canne, la fase un po’ più faticosa: utilizzando gli appositi scovoli con alla sommità spirali di bronzo fosforoso, e dopo aver immesso nelle canne una dose sufficiente di solvente specifico per questo tipo di operazione, iniziamo a passare per tutta la loro lunghezza lo scovolo con intensità sempre maggiore. Sarà l’unico passaggio a richiedere un po’ di energia. Strofinate bene sentendo la resistenza delle spirali contro i residui all’interno della canna. Talvolta insistendo molto l’acciaio delle canne inizia a scaldarsi leggermente: sarà il segnale che i metalli sono perfettamente a contatto tra loro e i residui eliminati alla perfezione. Finita questa fase aiutate la miscela nerastra d’incrostazioni e solvente a uscire, inclinando la canna e soffiandoci. Non resta che sostituire le spiarli di bronzo con un tampone in tessuto o più semplicemente avvolgere uno straccetto in cima allo scovolo, inumidirlo di olio per armi, e ripulire accuratamente i resti. Controllando in contro luce le canne le vedrete specchiare.

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Rimontaggio

A questo punto si devono rimontare tutte le parti e far penetrare una goccia di olio negli ingranaggi (chiave di apertura, perni della bascula, gruppo otturatore nei semiautomatici e tutte quelle parti che vedete aver bisogno di uno svincolo agevole e ben lubrificato, ad esempio non dimenticate l’alloggio del mirino).

Non resta, ad arma ricomposta, che riporre il fucile al proprio posto utilizzando uno straccio pulito e oliato per non far venire a contatto con i polpastrelli della mano. Tutto la procedura descritta richiederà un’oretta circa per ciascun fucile. Ma un paio di volte all’anno ne vale davvero la pena per azzerarne o quasi il deterioramento.

Un caso straordinario

Potrebbe accadere, si spera il più raramente possibile, che la canna del fucile si riempia di fango o di altri materiali estranei in seguito a una disattenzione, caduta o qualsivoglia causa che ne abbia fatto finire la canna o le canne contro qualcosa che vi è rimasto dentro a ostruirle.

Chiariamo subito che la situazione descritta è molto pericolosa, qualora non dovessimo accorgerci dell’accaduto lo sparo comporterebbe con altissime probabilità una deformazione della canna e nei casi peggiori la sua esplosione (“è scoppiato il fucile”). Ma anche una volta resisi conto dell’accaduto la prassi migliore sarebbe interrompere la caccia e dedicarci a casa con cura alla pulizia della canna.

Però dobbiamo anche dire che nella maggior parte dei casi ci rincresce abbandonare la giornata di caccia per un incidente simile. Che fare allora per proseguire in sicurezza? Una volta scaricato il fucile completamente si deve procedere a smontare le canne. A questo punto le possibilità sono due: o abbiamo l’abitudine di portarci dietro un piccolo kit di pronto intervento per l’arma, e quindi possiamo contare su uno scovolo appositamente creato, oppure dobbiamo crearcelo. Supponendo di doverci procurare uno scovolo di fortuna bisogna individuare una pianta che abbia dei rami dritti e se possibile anche leggermente elastici. Qualche giovane fico, il ciliegio, ma anche in bosco olmo, pioppo, noce e alloro presentano spesso caratteristiche adatte. A questo punto si deve tagliarne un tratto sufficientemente lungo e resistente da poter lavorare nella canna, eliminarne eventuali sporgenze o spine e utilizzare un fazzoletto (meglio se di tessuto e non di carta) o uno straccio il più possibile puliti per creare uno stantuffo in grado di riparare all’inconveniente. Una volta fissato lo straccio sulla cima del bastone di legno è meglio inumidirlo perché la pulizia sia più scorrevole ed efficace.

Una volta pulita la canna da ciò che la ostruiva togliere lo scovolo di fortuna e controllare a vista che sia sgombra da ogni ostacolo e di nuovo sicura. E’ ovvio che prima possibile e in ogni caso appena tornati a casa il fucile necessiterà di una pulizia profonda e accurata ma in caso di estremo bisogno se effettuata con cura questa operazione è in grado di salvare sia la giornata di caccia che la nostra incolumità.

Concludendo

Come abbiamo visto la pulizia annuale del fucile da caccia è un’operazione che richiede veramente poco tempo e che ci permette di avere un’arma sempre in ordine, perfettamente funzionante e di conservarla nel tempo.

Ricordatevi che vale tanto quanto prendersi cura delle armi assicurarsi che il luogo dove tenete la fuciliera non sia minacciato né da umidità, infiltrazioni, sbalzi termici, né da spifferi d’aria o sostanze che possono minacciarne l’integrità. Lì dentro i vostri fucili stanno per mesi interi uno vicino all’altro, basta che un elemento estraneo ne minacci uno perché dopo qualche settimana in cui magari non vengono controllati si vengano a scoprire brutte sorprese.

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Un Commento

  1. Perfetta guida alla pulizia, alla conservazione delle armi e l’attenzione da usare per evitare il pericolo di incidente che potrebbe derivarne in caso di caduta e conseguente entrata accidentale di fango nell’arma.

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