ATC in Sardegna riunione ATC Sardegna Piano Faunistico

ATC in Sardegna, pro (nessuno) e contro. Il parere di un Cacciatore Sardo

Sardegna, ultimo vagone del treno Italia, dove tutto avviene, ancora oggi, a scoppio ritardato.
La legge sugli ATC – L. 157/92 con le relative disposizioni in materia di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) entrate in vigore il 31 luglio 2007, ai sensi dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17 di conversione del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300 – dopo ben 25 anni sembra pronta per essere approvata ed entrare in vigore, a breve, nella nostra Isola.
A “scoppio ritardato”… molto ritardato!


ATC: Azzeramento Territori di Caccia

Nonostante l’autonomia (?) della nostra Regione.
Nonostante la Nostra tutela costante del patrimonio faunistico, anche nella forma restrittiva delle sole due giornate settimanali del giovedì e della domenica.
Nonostante le pochissime (due lo scorso anno) giornate, divenute poi “mezze”, alla nostra selvaggina Nobile Stanziale, Lepre e Pernice Sarda.
Nonostante il “flop” in tutto il territorio nazionale.
Nonostante tutto… proseguono imperterriti nel disegno per l’approvazione dei cosiddetti Ambiti Territoriali di Caccia, per meglio dire Azzeramento Territorio di Caccia.
L’ennesimo e inutile ” carrozzone ” vecchio e obsoleto da trascinare a forza anche in Sardegna.

La domanda sorge spontanea: “Ambiti o Ambìti dalla solita sete di potere?”

Tutti noi Cacciatori della Sardegna e soprattutto quelli che portano un’arma conoscendone il perché, una volta per tutte dovremo prendere coscienza del bene prezioso che abbiamo gestito e che dobbiamo continuare a gestire se non vogliamo che in breve tempo vada distrutto tutto ciò che fino ad oggi abbiamo conservato.

E’ fondamentale a questo punto che tutte le associazioni venatorie vadano, unite, nella stessa direzione senza campanilismi di sorta perché stavolta ci giochiamo tutto… è l’ultima chiamata!

Qualcuno probabilmente è convinto che con l’istituzione degli ATC possa andare a caccia nel suo territorio senza essere disturbato da “forestieri”, ma si sbaglia di grosso.
Arriveranno anche “a domo sua” cacciatori da ogni dove e per tutta la settimana, escluso il martedì e il venerdì , obbligo di silenzio venatorio.
Arriveranno in massa i “migranti della caccia” e dovremo ospitarli.

Inquineranno la nostra fauna

La Nostra grande passione diventerà, sempre di più, uno sport per i soli che potranno permetterselo e pagheremo, intanto, per ogni forma di caccia prescelta e ancor di più per entrare a far parte dell’ Ambito che non sia il nostro… sempre che ci sia posto.
Per soddisfare le richieste dei tanti “migranti della caccia” inquineranno la nostra fauna e la nostra terra con l’immissione di specie non più “autoctone” e finiremo, ahimè, anche noi, per andare a caccia di polli che saranno in primis preda dei nostri ausiliari.

La Nostra tradizione tramandata da secoli rischia di essere cancellata in brevissimo tempo.
Conoscono davvero la Sardegna, i suoi usi e costumi, la ruralità della campagna, la nostra insularità tutta?
Oppure conoscono solo il nostro mare, il vino, il porcetto, la salsiccia, i formaggi e quant’altro ben di Dio?

Tante belle parole

La direttiva 2001/42/CE con testuali parole, dice:

…Sempre più le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente guidano a livello globale le decisioni politiche per lo sviluppo sociale ed economico delle comunità. La gravità dei problemi ambientali che si stanno manifestando rischia di condizionare, se non compromettere, gli sviluppi delle attività umane. Per tentare di arrestare il degrado ambientale, si è andato affermando il modello dello sviluppo sostenibile inteso come “necessità di soddisfare i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i loro”.
Tale modello può considerarsi come un percorso, forse non definitivo, ma sicuramente ispirato ad obiettivi di precauzione e comunque necessario per annullare o ridurre al minimo gli attuali squilibri e per sollecitare le sinergie positive esistenti tra priorità di sviluppo e ambiente dove esse vengono perseguite…

Tante belle parole messe bene insieme ad arte, e sono solo poche righe del testo enciclopedico che dovreste andare a leggervi per capire (se fosse possibile) in quale “cul de sac” stiamo andando ad infilarci.
A tutt’oggi, infatti, non mi è mai capitato di leggere qualche parere positivo riguardo agli ATC e perfino chi lavora sul territorio non riesce a farsene una ragione.

Il mio rammarico più grande è che un esercito di persone, parlo di quasi cinquantamila “Cacciatori”, me compreso, non siano riusciti, con tutto il tempo a disposizione, ad organizzarsi, ad unirsi sotto l’egida di un’unica bandiera (quella dei quattro Mori) per almeno contrastare questo grave, inutile e pericoloso cambiamento epocale.

Scritto da Ephisi

Ephisi
La scorsa stagione venatoria ho compiuto 40 anni di Licenza di Caccia (ne ho all'anagrafe 58). Il mio Maestro di Caccia, Educazione & Etica Venatoria è stato mio padre, anche lui solo Caccia con il cane da ferma. Il mio primo Amore, dopo il Cane, è la Beccaccia... e il bosco..

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