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Le ultime dai TAR su date di chiusura e giornate integrative

In Sicilia, Sardegna, Campania e Marche, sono state anticipate le date di chiusura per varie specie; In Veneto sono state ridotte le giornate integrative; In Lombardia ed Emilia Romagna il TAR si esprimerà a dicembre. Qui tutti i dettagli.

Circa un mesa fa in questo articolo vi avevamo raccontato di come, sotto la pressione dei soliti ricorsi animalisti, i TAR fossero intervenuti in diverse regioni a modificare l’apertura della stagione venatoria. In questo mese l’iter giuridico dei vari questi ricorsi è proseguito portando nuove modifiche ai calendari venatori 2023/24 di alcune regioni, che interessano soprattutto le giornate integrative e le date di chiusura per la caccia a tordi, beccacce e specie acquatiche. Qui vi riassumiamo la situazione dei ricorsi regione per regione.

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Sardegna, anticipata la chiusura per Turdidi e Acquatici

In Sardegna il TAR si è espresso sul ricorso in sede collegiale lo scorso 18 ottobre. I giudici hanno accolto in parte le richieste animaliste anticipando la data di chiusura della caccia a Cesena, Tordo bottaccio, Tordo sassello e per tutte le specie acquatiche.

Nel calendario 2023/24 l’amministrazione regionale aveva fissato la data di chiusura sia per i turdidi che per gli acquatici al 31 gennaio. ISPRA, invece, dopo la discussa revisione dei Key Concepts del 2021 consiglia a tutte le regioni di fissare la chiusura al 10 gennaio per i turdidi e al 20 gennaio per tutte le specie acquatiche (anatidi, rallidi e limicoli).

Secondo i giudici del TAR, come già deciso in molte altre occasioni, i dati forniti dalla regione risultano insufficienti a giustificare un discostamento dal parere dell’ISPRA”. Quindi, in Sardegna la caccia a Cesena, Tordo bottaccio e sassello chiuderà al 10 gennaio, quella agli acquatici il 20.

Campania, anticipata chiusura per Cesena e Tordi

In Campania il TAR si è espresso di nuovo in sede cautelare lo scorso 10 ottobre, decidendo anche qui di anticipare la chiusura della caccia per Cesena e Tordo sassello al 10 gennaio, allineandola a quella del tordo bottaccio già fissata per quella data. Il motivo è sempre lo stesso, “parere ISPRA disatteso senza adeguata motivazione”.

In quella sede il TAR ha anche ribadito che per la Tortora la regione non ha correttamente attuato e comunicato a ISPRA gli interventi previsti dal Piano nazionale di gestione e che quindi non può autorizzarne il prelievo.

L’udienza per la trattazione del merito del ricorso è stata fissata al 23 aprile 2024, ben oltre la data di chiusura della stagione venatoria. Quindi, salvo ricorsi al Consiglio di Stato la decisione è da considerarsi come definitiva.

Marche, anticipata chiusura per Beccaccia e Turdidi, ma ripristinata seconda giornata integrativa

Del ricorso sul calendario 2023/24 delle Marche ve ne avevamo già parlato qui: in sede cautelare il TAR aveva anticipato al 10 gennaio la chiusura per Beccaccia, Sassello, Bottaccio, Cesena e ridotto a una sola le giornate integrative per la caccia da appostamento alla migratoria, con la solita motivazione, discostamento non consono dal parere ISPRA. La trattazione collegiale del ricorso è stata fissata per il 16 maggio 2024, anche in questo caso, quindi, salvo ricorsi al Consiglio di Stato la decisione è definitiva.

Nel frattempo, però, la regione è riuscita a ripristinare la seconda giornata integrativa ottenendo parere favorevole da ISPRA. Qui la delibera regionale.

Veneto, solo una giornata integrativa di caccia alla migratoria

In Veneto sono due i ricorsi contro il calendario venatorio 2023/24 che sono in discussione al TAR.
Su entrambi i giudici si sono espressi in fase cautelare nelle scorse settimane: prima, il 6 ottobre, il TAR ha ridotto a una sola le giornate integrative per la caccia da appostamento alla migratoria limitatamente alle specie beccaccino, mestolone, marzaiola, moriglione e frullino, poi, il 20 ottobre, la riduzione delle giornate è stata estesa a tutte le specie migratici.

Secondo i giudici la regione non ha fornito dati abbastanza aggiornati sugli abbattimenti effettuati nelle giornate integrative. Quelli contenuti nella relazione tecnica che accompagna il calendario venatorio, infatti, si fermano alla stagione 2019/2020.

La trattazione di merito del ricorso è stata fissata per il 7 dicembre. In quella sede il TAR si esprimerà sulle date di chiusura.

Emilia Romagna, il TAR dovrà esprimersi entro il 31 dicembre

Della situazione in Emilia Romagna vi avevamo già raccontato in dettaglio qui. Nel frattempo la regione ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, il quale si è espresso lo scorso 20 ottobre stabilendo che il TAR dovrà anticipare la trattazione di merito del ricorso (inizialmente fissata per il 16 marzo 2024) così da potersi esprimere entro il 31 dicembre sulle date di chiusura.

Come annunciato, per mitigare gli effetti del ricorso e recuperare alcune giornate di caccia la regione ha posticipato al 10 dicembre la data di chiusura per Fagiano, Lepre, Starna e Pernice rossa. Qui il testo della delibera, in cui si approva anche il prelievo della Moretta.

Sicilia, udienza di merito fissata per il 10 gennaio

Come successo in altre regioni, anche in Sicilia il TAR in sede cautelare ha deciso di anticipare la data di chiusura per la caccia a Cesena, Sassello e Bottaccio al 10 gennaio e quella per tutte le specie acquatiche  (anatidi, rallidi e limicoli) al 20 gennaio.

Il TAR, però, potrebbe riuscire a esprimersi in tempo utile per rivedere la decisione prese in sede cautelare, considerato che l’udienza di merito del ricorso è fissata per il 10 gennaio. Vi terremo aggiornati.

Lombardia, udienza di merito il prossimo 11 dicembre

In Lombardia fino ad ora la stagione si è svolta regolarmente, il ricorso presentato dalla LAC non ha infatti sortito effetti sulle date di apertura. Il prossimo 11 dicembre, però, si discuterà il ricorso nel merito e i giudici si esprimeranno sulla legittimità delle date di chiusura fissate dal calendario venatorio 2023/2024. Anche in questo caso vi terremo aggiornati.

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