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Calibro 8, il più diffuso fra i piccolissimi calibri da caccia

Utilizzato soprattutto nella caccia da appostamento fisso alla piccola migratoria, è un must, un evergreen che è bello possedere per le infinite sfaccettature che sa regalare anche solo tenendolo tra le mani e osservandone quelle canne così piccole e che pure hanno scritto così tante pagine di storia della caccia.

La prima volta che ho sparato con un’arma da fuoco non è stato con il calibro 8. Mio padre e mio nonno mi avevano già fatto sparare, dicono, con il calibro 36 e un ricordo molto sbiadito di una preapertura lontana mi richiama a una fucilata tirata con il 12 verso il niente, con mio padre che mi reggeva per il rinculo e il dolore misto a euforia per la scalciata ricevuta. Ma la prima volta che ho sparato consapevolmente a un bersaglio è stato con il calibro 8. Cartuccia in ottone, tronchino, a 10 passi da me una pigna piazzata su una catasta di legna. Mio nonno e un suo compagno di caccia che mi osservavano divertiti. Avevo otto anni. Ricordo ogni dettaglio. Caricai da solo. Presi a fatica la mira. E quando fui sicuro di essere sul bersaglio sparai. La pigna si frantumò e cadde emozionandomi come oggi potrebbe emozionarmi un tiro a 300 metri. 

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Il calibro 8, le differenze dei caricamenti standard e magnum

Il fucile da caccia in calibro 8/44, dove 8 sta per i millimetri di diametro della canna e 44 per i millimetri di lunghezza del bossolo, è probabilmente il più conosciuto e utilizzato tra i piccolissimi calibri cui è dedicata questa rubrica. Esiste solo in versione Central Fire, ossia con innesco centrale classico, anche se frequentemente viene chiamato, in modo errato, 8 Flobert. Con questo suffisso, infatti, si indicano i calibri a percussioni anulare, in particolare il 6 Flobert (di cui abbiamo già parlato qui) e il 9 Flobert (di cui parlerò in uno dei prossimi articoli), capaci di sparare le munizioni rimfire inventate nel 1845 da Louis-Nicolas Flobert.

Tornando al nostro calibro 8, esistono due varianti di caricamento, Standard e Magnum. Nella versione standard infatti il bossolo, generalmente si tratta di quello classico in ottone ma si trovano in commercio anche caricamenti effettuati con bossoli in plastica, è sormontato da un innesco tipo 614/615, quello classico che siamo abituati a vedere su ogni cartuccia da caccia di qualunque calibro. Il che lascia posto all’interno per un caricamento che prevede 0,15/0,18 grammi di polvere e 5,5/6 grammi di piombo. Generalmente le cartucce commerciali sono caricate dividendo la polvere dai pallini con una borra semplice in sughero e chiudendo la cartuccia con un dischetto di cartone o sughero. L’innesco utilizzato deve essere a bassa carica altrimenti il rischio, oltre a un notevole aumento della rumorosità, è quello di rosata vuota al centro per un’energia iniziale troppo accentuata. 

Nella versione cosiddetta Magnum, invece, la particolarità non risiede nella dimensione delle munizioni, infatti, entrambe le cartucce possono essere sparate indifferentemente dagli stessi fucili, quanto piuttosto nella loro diversa configurazione: al posto di un classico innesco se ne usa uno di tipo Small Pistol; questo consente di avere più spazio per alloggiare 0,18/0,20 di polvere e soprattutto fino a 8 grammi di piombo. A dispetto di quanto accade di solito, per questo calibro, il caricamento standard è mediamente più rumoroso del caricamento magnum. Poiché entrambi i caricamenti sono ampiamente sub-sonici, con pressioni iniziali nell’ordine dei 680 bar, la minore rumorosità dello small pistol, unita a una maggiore quantità di piombo, determina per il caricamento più potente una rumorosità decisamente più bassa e morbida. 

Munizioni calibro 8, standard e magnum
Le due versioni delle munizioni, a destra quella standard e a sinistra la magnum

L’utilizzo a caccia del calibro 8

Il calibro 8 è un must, un evergreen che è bello possedere per le infinite sfaccettature che sa regalare anche solo tenendolo tra le mani e osservandone quelle canne così piccole e che pure hanno scritto così tante pagine di storia della caccia.

È il fucile che si può utilizzare per battezzare al fuoco un giovane che si avvicina affascinato al mondo della caccia. Può essere il fucile del primo tiro al capanno con il nonno o da adulti il gingillo con il quale sbizzarrirsi con prove di ricarica, polvere, piombi, dischetti e calcaborre.

Eppure, per me che l’ho utilizzato innumerevoli volte è stato anche il fucile della caccia all’aspetto a tordi e merli che venivano a mangiare sui noccioli, gli storni ai cachi, e perfino i colombacci nelle ulivete che in Novembre venivano a mangiare a terra e che tante volte ho aspettato in un angusto capanno preparato con cura accanto al gambo di un albero. Per esercizio, coperto magari da qualcuno armato di un buon 12 o 20, ho sparato con questo fucile anche alle quaglie messe per i cuccioli di cane, e se si è a distanza adeguata dalla ferma del cane è veramente magico vedere il nostro capo abbattuto a pochi metri da noi con il rumore di un battito di mani.

Proprio nei giorni mentre scrivo (gennaio) con un caricamento artigianale su bossolo magnum, quindi con innesco SP, e con piombo di numerazione 7 ½, ho abbattuto due cornacchie su un secco di noce tirandogli ovviamente da pochi metri, ma la grande soddisfazione è stata quella di osservare il branco delle altre cornacchie non infastidirsi dello sparo ma allontanarsi solo di poche decine di metri per poi tornare dopo pochi secondi a pascolare.

Sovrapposto calibro 8
Il mio sovrapposto in calibro 8

La distanza di tiro

Certo il calibro 8mm Flobert, sia nella declinazione standard che magnum è un fucile che va pensato soprattutto per l’utilizzo in appostamento fisso alla migratoria di piccola mole, si esprime in modo straordinario su tiri rispettosi della carcassa e quantomai silenziosi che avvengano entro i 15 metri. Ma in quei 15 metri ci sono infinite emozioni e anni e anni di storia e di fascino di un calibro piccolissimo ma a modo suo veramente grande.

Nella versione standard la distanza ottimale d’impiego rimane sui 12 metri, che diventano 14/16 se si adopera la magnum specialmente all’interno di un’arma dotata di una canna sufficientemente lunga a garantire la piena espressione di caricamenti così piccoli. Sotto potete vedere due prove di rosata effettuate a 12 metri con munizioni standard e magnum, entrambe ricaricate.

La reperibilità sul mercato del calibro 8

In commercio si trova di tutto sia nuovo che usato. Molti migratoristi che terminano la loro attività danno via dei tronchini in calibro 8 o dei sovrapposti per poche decine di euro e anche nel nuovo la scelta è ampia e molto spesso a buon prezzo. Il calibro 8 si trova in combinati di ogni genere proprio per le esigenze degli appostamenti fissi e anche in sovrapposti o doppiette interamente in questo calibro. Fra i principali produttori ricordiamo Falco Arms, Investarm e Poli Nicoletta

Per quanto riguarda il munizionamento la scelta è relativamente ampia tra marchi commerciali ormai super collaudati (per citare i più diffusi, Eurocom, Cheddite e Danesi) e la possibilità di procedere in pochi minuti a degli ottimi caricamenti artigianali sistemando secondo le proprie necessità dosi, polveri, borre e pallini. 

Concludendo

È chiaro che per molti l’8 flobert è un gingillo, un fucile che permette a chiunque di cimentarsi nella curiosità della ricarica, dell’impiego su piccoli bersagli per divertimento, ma che è anche capace di dire la sua in ambienti di caccia difficili, su selvatici diffidenti o in zone particolarmente pressate, dove la lunga attesa può essere ripagata da un tiro ravvicinato, ricercato, raffinato, con un abbattimento pulito e silenzioso che non disturba animali che stazionino solo a qualche decina di metri da noi.

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2 Commenti

  1. Siamo sicuri che il calibro 8 sia compreso nei calibri consentiti nella caccia? Grazie per la risposta.

    1. Si Rinaldo, è consentito, al contrario del 6 Flobert il cui utilizzo a caccia è stato vietato qualche anno fa. I calibri che possono essere utilizzati sono definiti dall’articolo 13 della legge 157/92.

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