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Veneto, incostituzionale la legge sul disturbo venatorio. Berlato: “La ripresenteremo in Parlamento”

La Corte costituzionale con la sentenza n. 148/2018 ha ritenuto che la legge regionale del Veneto sul disturbo venatorio, che prevedeva l’applicazione di sanzioni amministrative da 600 a 3600 € a chi intenzionalmente disturbava l’attività venatoria, è incostituzionale.

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La legge, voluta e portato all’approvazione dal Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Sergio Berlato col fine di tutelare le migliaia di cacciatori e pescatori veneti, era stata impugnata nel marzo 2017 dal precedente Governo in quanto il Consiglio dei Ministri aveva ritenuto che “alcune norme eccedevano le competenze regionali”.

Nonostante la sentenza della Corte, che ha di fatto ha annullato la validità della legge, Berlato promette di non fermarsi e si impegna a portare la legge sul disturbo venatorio al Parlamento nazionale così da tutelare non solo i veneti ma tutti cacciatori e pescatori italiani.

Queste le sue dichiarazioni: “La Corte costituzionale ha ritenuto che la legge regionale approvata dal Veneto che prevede sanzioni amministrative per chi intenzionalmente voglia impedire l’esercizio di attività lecite come la caccia e la pesca vada oltre le competenze regionali e travalichi su competenze statali quali sicurezza ed ordine pubblico”.

“Prendiamo atto della sentenza della Corte – continua Berlato – e presenteremo la stessa identica legge presso il Parlamento nazionale tramite l’on. Maria Cristina Caretta e gli altri nostri parlamentari. Ricordiamo che in altri paesi europei, compresa nella vicina Francia, leggi analoghe sono vigenti da molti anni. Equipareremo la normativa statale italiana a quella già in vigore negli altri paesi europei”.

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