Rischio di sospensione per la caccia alla Tortora?

Qui facciamo il punto della situazione dopo la nota del MITE che ha proposto una moratoria del prelievo

La scorsa settimana una nota inviata del neonato Ministero della Transizione Ecologica (MITE) a Regioni, MIPAFF e ISPRA ha portato all’attenzione del mondo venatorio italiano una possibile sospensione del caccia alla Tortora selvatica. Per il MITE “in assenza di un adeguato piano di gestione della Tortora selvatica appare ineludibile una moratoria dell’attività venatoria sulla specie”. Tradotto: visto che non è stato approvato un Piano di gestione nazionale per la tortora, la caccia deve essere sospesa, come già successo lo scorso anno per Pavoncella e Moriglione.

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Perché è necessario un Piano di Gestione per la Tortora?

Il problema è noto da tempo, almeno da quando l’Europa ha aperto il caso Eu-Pilot 6955/14/ENVI con cui rendicontava all’Italia la non corretta applicazione di alcune norme della direttiva uccelli. Qui vi riassumiamo in breve il perché è necessario un piano di gestione nazionale.

La Direttiva Uccelli definisce le specie che possono essere cacciate in Europa: gli Stati membri possono autorizzarne il prelievo purché questo “non pregiudichi le azioni di conservazione intraprese nella loro area di distribuzione”. In sostanza, una specie può essere cacciata purché il prelievo sia sostenibile. Questo aspetto diventa particolarmente importante quando le specie oggetto di caccia hanno un cattivo stato di conservazione, come nel caso della Tortora selvatica.

Per queste specie la Direttiva Uccelli impone che gli stati membri possano autorizzarne la caccia soltanto in presenza di un adeguato piano di gestione nazionale, volto a migliorare lo status della specie. L’intento è chiaro: il Piano deve contenere una serie di misure (come il ripristino e la conservazione degli habitat) in grado di rallentare e invertire la tendenza al declino della specie in questione. Solo su queste basi può essere impostato un prelievo sostenibile, in caso contrario (con la specie che continua a declinare) il prelievo non è sostenibile per definizione.

Da questa breve analisi è evidente quanto la stesura e l’applicazione dei Piani di gestione sia fondamentale per le specie in cattivo stato di conservazione, non solo per consentirne il prelievo venatorio ma anche, e soprattutto, per salvaguardare queste specie.

Negli ultimi anni, però, Il Ministero dell’Ambiente e ISPRA hanno latitato sulla stesura dei piani d’azione: invece che definire le misure di conservazione utili a salvaguardare le specie in declino, hanno preferito limitarne il prelievo venatorio, in alcuni casi fino a sospenderlo, come se questo potesse bastare a migliore lo status di queste specie.

Il Piano c’è, non è stato approvato ma potrebbe esserlo presto

Questo però non è il caso della Tortora selvatica. Per questa specie, infatti, l’Istituto Superiore di Ricerca e Protezione Ambientale ha già presentato un Piano d’azione nazionale ma, come sottolineato dalla stessa nota del MITE, “le Regioni e le Provincie autonome non hanno raggiunto un accordo in sede tecnica”.

Da qui nasce la moratoria al prelievo venatorio proposta dal MITE, che lo scorso 22 gennaio è stato incalzato nuovamente dalla Commissione Europea con una richiesta ufficiale di “informazioni sulle determinazioni adottate dall’Italia sulla caccia alla Tortora selvatica”.

Negli scorsi giorni, però, è stato confermato da più fonti che l’approvazione del Piano potrebbe essere vicina. Gli europarlamentari Dreosto e Casanova hanno fatto sapere che “Sul piano di gestione della tortora esistono le condizioni favorevoli per un accordo tra Regioni, che dovranno convergere nelle medesime modalità di prelievo e carniere in pre-apertura.”

Secondo la CCT, “l’Assessore all’Ambiente della regione Sardegna Giorgio Piras, avrebbe giá predisposto una proposta da condividere con le altre Regioni, per consentire il prelievo della Tortora con un preciso limite alle giornate ed al carniere giornaliero e stagionale”.

“Se venisse raggiunta una proposta condivisa – spiegano Dreosto e Casanova – essa consentirá al coordinamento della Commissione Ambiente di esprimere il richiesto accordo sul piano nazionale della tortora, che sará comunicato tempestivamente alla Presidenza del consiglio dei Ministri e al MITE, al fine di approvare il piano e scongiurare la moratoria dell’attivitá venatoria della specie”.

Cabina di regia: “Dal MITE una presa di posizione fuori luogo”

Sulla questione sono intervenute anche le Associazione venatorie riconosciute, riunite nella Cabina di Regia, con due lettere inviate alle Regioni e al Governo, in cui evidenziano come la proposta di moratoria sia fuori luogo.

Infatti, da alcuni mesi sarebbe attivo il Progetto Internazionale di Prelievo Adattativo della Tortora in Unione Europea, che si prefigge la gestione venatoria sostenibile della specie in tutti i paesi UE dove la specie è cacciabile e che sarebbe stato contrattualizzato proprio dalla stessa Commissione Europea.

“Non si comprende per quale motivo – sottolineano le associazioni – il Ministero non aspetti l’esito di questo processo internazionale, prima di scrivere queste parole intimidatorie, che potrebbero risultare prive di qualsiasi fondamento se il Piano Internazionale assegnerà a ogni Stato membro il quantitativo sostenibile di tortore abbattibili“.

Le associazioni si sono espresse anche sul Piano di gestione nazionale dicendosi favorevoli all’approvazione, “con la proposta di mantenimento di alcune giornate di preapertura e la possibilità di modificare il prelievo in relazione ai risultati del processo di gestione adattativo internazionale” e invitando tutte le Regioni Italiane ad approvare l’ultima proposta presentata dalla Regione Sardegna.

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5ommenti

  1. Si sente sempre parlare di divieti o ridurre il prelievo della selvaggina ……….dando la colpa ai cacciatori…….
    sostenere tale tesi è la cosa più assurda e ipocrita di alcuni incompetenti e in malafede di ” anti caccia”.
    Non si è ancora capito (o non si vuole capire) che sono i veleni e quindi l’inquinamento la vera causa.
    L’ISPRA quando smetterà di dare informazioni continuamente errate, sulla selvaggina ?
    In questo momento drammatico che viviamo si dovrebbe avere tutti la consapevolezza di aiutarci reciprocamente
    al fine di contrastare questa epidemia, ma quando sarà tutto finito , spero tanto che questo periodo oscuro ci abbia insegnato una convivenza umana ad ottenere una vita felice e serena , che tutti abbiano la possibilità di assicurarsi : SALUTE, LAVORO, ISTRUZIONE , SPORT , E CHE OGNUNO POSSA ESERCITARE LE PROPRIE PASSIONI !!!!!! PER ESEMPIO : LA CACCIA!!!!!!!!!!

    1. Certo che l’inquinamento è la causa primaria della mancata conservazione di alcune specie di volatili,ma non solo.
      La continua antropizzazione delle zone verdi riduce gli habitat.
      Forse, viene di pensare, che “si stava meglio quando si stava peggio” nel senso di un progresso smisurato e lanciato alle produzioni intensive.

    2. Caro signor nanni Rabbò. Apprezzo molto il suo ottimismo e vorrei essere anch’io fiducioso come lei. Purtroppo non lo sono, e riguardo alla caccia, vedo vicinissima la chiusura definitiva. Troppi nemici e pochi difensori. Guardiamo con quale veemenza un certo Professor Dottor Pasquale Bacco (Amministratore Delegato della Meleam SpA, medico Legale), si è scagliato contro la caccia ed i cacciatore, apostrofandoli come assassini, che vanno a trucidare per un sadico piacere delle povere creature indifese. E si rallegra, per la disgrazia accaduta ad un cacciatore, morto durante una battuta di caccia al cinghiale, aggiungendo, che si merita la fine che ha fatto, e prosegue dicendo, che per ogni cacciatore che muore, si illumina una stella in cielo. Mi è piaciuto, l’intervento a difesa dei cacciatori che ha fatto Giuseppe Cruciani, ma all’infuori di questo (forse non sono sufficientemente informato), voci autorevoli che seggono alla Camera o al Senato e pure al Parlamento Europeo, eletti con i voti dei cacciatori, non si sono fatte sentire. E allora, che vogliamo? Anche un VEGANO, ci insulta e ci strapazza. Saluti Alberto.

  2. È inutile girarci attorno, la caccia non può diventare questa cosa qui fatta per la gioia dei burocrati che fanno bella figura lasciando gattopardescamente le cose come stanno, penalizzando però i cacciatori. Tutti sono a favore della conservazione del selvatico e soprattutto dell’ambiente ma la cosa non migliorerà con le scartoffie. Le cose che vediamo in campagna sono indicibili, le scene cui assistiamo su programmi regolarmente in onda sono allucinanti e questi 4 Invasati ci additano come distruttori della natura da fermare appena si può. Piuttosto allestite un sito o una mail di riferimento tramite cui denunciare lo scempio che registriamo andando a caccia e date l’incarico all’Ispra di promuovere le azioni legali contro i demolitori dell’ambiente, vediamo se mostrano la stessa decisione che usano contro i cacciatori.

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