Pavoncella e Moriglione: il MATTM torna a chiedere il divieto di caccia, ma latita sui Piani di conservazione

Come già accaduto lo scorso anno, il Ministero dell’Ambiente in vista dell’approvazione dei Calendari venatori 2020/21 è tornato a chiedere la chiusura della caccia a Pavoncella e Moriglione. Lo ha fatto con la nota protocollare n. 39696 firmata da Carlo Zaghi, Direttore Generale del MATTM e inviata lo scorso 28 maggio alle Regioni.

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Le motivazioni del Ministero

Il motivo della richiesta resta sempre lo stesso: l’aggiornamento avvenuto lo scorso anno dell’Accordo AEWA (Accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori dell’Africa-Eurasia) con cui 9 specie considerate cacciabili in Europa (Endredone, Smergo minore, Moriglione, Beccaccia di mare, Pavoncella, Pittima minore, Pittima reale, Piovanello maggiore e Totano moro) sono state incluse fra le specie con uno stato di conservazione valutato sfavorevole.

Che cos’è l’accordo AEWA

L’Accordo AEWA è un trattato internazionale che ha lo scopo di conservare le popolazioni di 255 specie di uccelli acquatici migratori presenti in un’area geografica che interessa l’Africa, l’Europa, l’Asia Occidentale, la Groenlandia e il Canada nord-orientale.

I paesi che hanno siglato tale accordo (attualmente 80, tra cui l’Italia) sono chiamati a impegnarsi in un’ampia gamma di azioni di conservazione descritte nel Piano d’Azione, che vanno dalla tutela al ripristino degli habitat, passando per ricerca, monitoraggio, educazione, informazione, fino ad arrivare alla gestione delle attività umane e del prelievo venatorio.

Le azioni da mettere in atto variano a seconda dello stato di conservazione delle specie e sono riportate nel testo integrale dell’accorda AEWA, che potete leggere qui.

Cosa prevede il piano d’azione per la Pavoncella

La Pavoncella nell’accordo AEWA è inserita nella categoria A4 poiché valutata dallo IUCN come specie “Near Threatened”. Per le specie inserite in questa categoria è previsto che la caccia possa continuare purché sia basata su un prelievo sostenibile, condotto nell’ambito di un piano d’azione internazionale col quale gli Stati si adoperano a migliorarne lo stato di conservazione anche attraverso una gestione adattiva del prelievo venatorio.

Nonostante questo, la Commissione UE non si è ancora preoccupata di varare un piano d’azione europeo per la Pavoncella. Ha solamente invitato gli Stati Membri a sospenderne temporaneamente il prelievo e a implementare un piano d’azione specifico che preveda misure adattative di gestione e contingentamento dei prelievi.

Il Ministero dell’Ambiente, a sua volta, non ha redatto alcun piano di conservazione e gestione della specie, ma si è limitato esclusivamente a chiedere alle Regioni di escludere la Pavoncella dai Calendari Venatori (materia su cui tra l’altro il Ministero dell’Ambiente non ha competenze propositive).

Va sottolineato che in Italia, nonostante non ci sia un piano di gestione, il prelievo della Pavoncella è già sottoposto dal 2010 a stretti limiti di carniere, 5 capi giornalieri e 25 stagionali, proposti da ISPRA e adottati da tutte le Regioni.

Cosa prevede il piano d’azione per il Moriglione

Il Moriglione, invece, è inserito nella categoria A1b poiché valutato dallo IUCN come specie “Vulnerable”. Per le specie inserite in questa categoria il piano d’azione AEWA prevede il divieto di caccia e impegna gli Stati firmatari a sviluppare e attuare piani d’azione sia internazionali che nazionali per le singole specie, col fine di migliorarne lo stato generale di conservazione.

Anche in questo caso, né a livello europeo ne nazionale è ancora stato predisposto un piano di conservazione. Il Moriglione resta inserito nella lista delle specie cacciabili della Direttiva Uccelli e della legge 157/92 con carniere proposti da ISPRA molto prudenziali, 2 capi al giorno e 10 annuali, adottati dalla maggior parte delle regioni.

Cosa succederà

La scorsa stagione solo 2 regioni, Molise e Sicilia, hanno eliminato autonomamente Pavoncella e Moriglione dall’elenco delle specie cacciabili, adeguandosi alle richieste del Ministero.

Su alcuni calendari di altre Regioni, in cui il prelievo era stato consentito, si è espresso il TAR, che secondo il Ministero avrebbe “stigmatizzato l’inserimento delle specie tra quelle cacciabili”. In realtà i pronunciamenti del TAR sui calendari venatori 2019/2020 sono stati abbastanza inconsistenti, vietando il prelievo in alcune regioni e consentendolo in altre.

È molto probabile che la stessa situazione si ripeta quest’anno. Alcune regioni, infatti, hanno già approvato i calendari venatori 2020/2021, consentendo il prelievo di Pavoncella e Moriglione, e l’ISPRA si è già espressa favorevolmente in merito alla cacciabilità delle 2 specie. Di certo i ricorsi al TAR non si faranno attendere.

L’Italia rischia una procedura d’infrazione?

Secondo il Ministero dell’Ambiente l’Italia, non vietando la caccia a queste due specie, rischierebbe “l’avvio di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea, con conseguenti danni a carico dell’Erario”. 

Sulla questione alcuni europarlamentari italiani lo scorso novembre hanno inviato un‘interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione europea, che ha risposto così: “Nel caso di una specie in declino la caccia non può considerarsi sostenibile a meno che non faccia parte di un piano di gestione ben concepito che preveda anche la conservazione degli habitat e altre misure in grado di rallentare e di invertire la tendenza al declino. La mancata adozione di tali misure potrebbe portare a una situazione di non conformità alle disposizioni dell’articolo 7 della direttiva Uccelli”.

Evidenziando così ancora una volta la necessità di sviluppare dei Piani d’azione specifici per tutelare le popolazioni di Pavoncella e Moriglione. Quanto dobbiamo ancora attendere affinché queste due specie vengano adeguatamente gestite?

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