Come scegliere le crocchette? Parte I

Viene spesso sottovalutata, ma l’alimentazione del cane è fondamentale per mantenere il nostro compagno in forma e in salute. Le crocchette sono senza dubbio la scelta più comoda a cui fanno affidamento molti cacciatori, ma bisogna saper scegliere quelle giuste!

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Dopo aver visto quali sono le cure generali per il cane da cacca, iniziamo con questo una serie di 3 articoli in cui parleremo di alimentazione canina e in modo particolare di crocchette. Vedremo insieme quale sono i fattori da tenere in considerazione per scegliere un’ottima crocchetta e non farsi ingannare dalle pubblicità miracolose che troviamo su molti prodotti.

CONSIDERAZIONI

Per introdurre l’argomento è doveroso fare alcune considerazioni iniziali che vanno sempre tenute a mente quando si sceglie come alimentare il nostro cane da caccia:

  1.  Il cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero carnivoro, con un apparato gastro-intestinale corto adatto a digerire proteine e grassi, con denti affilati atti a lacerare la carne e con una carenza di enzimi adatti a digerire bene l’amido. Come specie addomesticata dall’uomo, il cane ha “imparato a mangiare” anche carboidrati derivati da cereali e verdura, ma questi non possono essere i costituenti principali dell’alimentazione di un carnivoro non obbligato quale il cane. E’ quindi estremamente importante che una consistente parte della sua dieta sia composta da proteine di origine animale.
  2. Le crocchette sono sempre e comunque cibo processato, cioè che è stato cotto, macinato e lavorato. Anche se gli ingredienti di partenza fossero eccellenti, dopo il processo di lavorazione, perdono parte del valore nutritivo, quindi se potete, meglio prepare in casa il pasto per il vostro cane.
  3. E’ importante saper leggere e interpretare l’etichetta degli ingredienti: ricordatevi che gli ingredienti sono scritti in ordine decrescente, quindi il primo riportato è quello più abbondante, l’ultimo quello meno presente. Inoltre, prestate attenzione ad alcune diciture generiche come: cereali, carni e derivati, sottoprodotti di origine vegetale (più in la’ vedremo cosa vogliono dire) e ricordatevi che dietro a queste diciture generiche spesso si nascondono ingredienti di bassa qualità.
QUANTO SPENDERE PER UNA BUONA CROCCHETTA?

Parliamo subito di una discriminante fondamentale, il prezzo. Questo varia molto da prodotto a prodotto, andando da circa 1-2€ al Kg per i prodotti a basso prezzo (low-cost), per interderci tutte le crocchette vendute nei supermercati fanno parte di questa categoria, fino 7-8 € al Kg per i prodotti premium che solitamente si trovano nelle catene di distribuzione specializzate. Come è logico aspettarsi, una crocchetta low-cost non ha ingredienti di grande qualità e fin da subito vi diciamo che è veramente difficile trovare una crocchetta con buoni ingredienti ad un prezzo inferiore a 2,50 € al Kg. Purtroppo però non sempre il prezzo è sinonimo di qualità, e molti prodotti con costi elevati sono in realtà equiparabili a livello di ingredienti ad una crocchetta low-cost. Quindi l’unica discriminante per essere sicuri di acquistare un prodotto valido è leggere attentamente la composizione degli ingredienti e scegliere il miglior rapporto qualità prezzo.

CARNE E PROTEINE ANIMALI

Uno degli ingredienti fondamentali che va sicuramente valutato è la carne, abbiamo visto come il cane sia un animale carnivoro, e quindi le proteine animali dovrebbero essere l’ingrediente principale della sua dieta. Molti veterinari consigliano a chi prepara il pasto per il proprio cane in casa, di dosare le carni almeno al 50% della razione, dove il restante 50% sono verdure e carboidrati. La stessa composizione sarebbe ottima anche per una crocchetta, purtroppo però in moltissimi prodotti oggi in commercio il contenuto di carni è nettamente più basso. In una crocchetta low-cost solitamente troviamo una percentuale di carni fra il 5% e il 20%. Per quanto riguarda le crocchette premium, invece, c’è da fare una distinzione tra crocchette senza cereali (grain-free), a basso contenuto di cereali (low-grain) e con cereali, in queste ultime il contenuto di carni varia dal 20% al 30%, in quelle low-grain si arriva fino al 50% mentre nelle crocchette grain-free si arriva al 60%. Per un cane molto attivo come il cane da caccia è sicuramente consigliabile orientarsi su un contenuto proteico elevato (almeno 50%) soprattutto nei momenti di maggiore attività fisica.

Altra cosa importante da valutare è da cosa è composta la carne che troviamo nelle crocchette e come è stata trattata. Questo lo possiamo capire dalle varie diciture che troviamo in etichetta:

Carni e derivati: questa si trova spesso nei prodotti a basso prezzo e per legge sta a indicare “le parti carnose di animali terrestri a sangue caldo macellate, fresche o conservate, e tutti i prodotti o sottoprodotti derivati’’. In altre parole, per derivati si intendono gli scarti di macellazione, quali possono essere le interiora di bovini, suini, ovini, equini, polli, galline, anatre, tacchini, conigli, zampe e teste di pollo, polmoni, mammelle, milza, fegato, reni, stomaco e tendini, ma anche becchi, unghie, piume. Quindi con derivati della carne, individuiamo un mix di scarti di animali non meglio specificati, di cui non possiamo conoscere esattamente il valore nutritivo. Meglio evitare prodotti con questa dicitura.

Farine di carne: sono ottenute da un processo di riciclaggio e la legge le definisce come “Prodotto ottenuto dal riscaldamento, dall’essicamento e dalla macinazione della totalità o di parti di carcasse di animali terrestri a sangue caldo”. In sostanza si riciclano carcasse di bestiame, tramite fusione, per farne farine. Anche questa è una dicitura da evitare, sia per l’origine (una carcassa di animale morto non si sa per cosa) sia perchè il processo di trasformazione abbatte notevolmente il valore nutritivo del prodotto.

Carni fresche: sono composte dalle parti più nobili della carne ed è sicuramente un ottima dicitura da trovare in etichetta. Va però considerato che questa carne viene pesata fresca, quindi ancora comprensiva dell’acqua che durante il processo di estrusione viene persa facendo così calare la percentuale totale nella crocchetta. Perciò, se nell’etichetta la carne fresca compare come primo ingrediente dobbiamo considerare che dopo l’estrusione potrebbe non esserlo più.

Carni disidratate: è sostanzialmente la migliore dicitura che possiamo trovare in etichetta, per quello che riguarda le carni, soprattuttto se in prima posizione. Sono solitamente le parti più nobili della carne che vengono disidratate, ossia viene rimossa l’acqua con un processo di essicazione prima dell’estruzione. Perciò, se nella lista degli ingredienti la carne disidratata compare come primo ingrediente lo sarà anche dopo l’estrusione.

Accanto a queste diciture abbastanza classiche possiamo trovarne anche alcune un po’ più complicate tipo:

Idrolizzati/idrolisati proteici: si tratta di proteine che hanno subito un processo di idrolisi, cioè sono state digerite per reazione chimica. In sostanza si tratta di proteine pre-digerite e il loro uso è utile a non scatenare reazioni allergiche in soggetti allergici o ipersensibili.

Estratti di proteine/Proteine disidratate: queste derivano da un processo di estrazione della sola componente proteica da una farina di carne. Questo porta alla perdita di tutte le altre componenti utili presenti nella carne, quale ad esempio grasso e minerali. L’estrazione di proteine è solitamente utilizzata per aumentare la componente proteica della crocchetta con un derivato a basso costo di cui non risulta immediatamente chiaro al consumatore la qualità.

Spesso capita anche di trovare diciture molto generiche in cui è indicato solo il nome dell’animale da cui provegono le carni, senza nessun altra specifica accanto, tipo:

Pollo
Agnello
Manzo

In questo caso, del tipo di carne utilizzata non sappiamo praticamente niente. Non sappiamo se si tratta di carne fresca, disidratata o se si tratta di farine e non sappiamo nemmeno se si tratta di parti nobili o di scarti di macellazione. E’ logico comunque pensare che quando non c’è nulla di specificato, si tratta di farine. Questo perché se si trattasse di carne disidratata o fresca, l’azienda avrebbe sicuramente un vantaggio a specificarlo per far notare la qualità del prodotto. Meglio evitare prodotti con queste diciture generiche.

CONCLUSIONI

Quindi riassumendo, per un cane da caccia:

  • meglio scegliere crocchette con un elevato contenuto proteico, soprattutto nel periodo di caccia
  • evitare i prodotti low-cost che hanno ingredienti di bassa qualità
  • orientarsi su prodotti che riportano in etichetta la dicitura carni fresche o carni disidratate.

A breve pubblicheremo Come scegliere le crocchette? Parte II 

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