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A caccia e in poligono con la Horizon Wood calibro 300WM

Un'arma affidabile, precisa e dal buon rapporto fra qualità di tiro e prezzo, che nei 3 mesi di utilizzo mi ha proprio soddisfatto con quel fascino di un made in Italy senza tempo.

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Quando mi siedo sul tronco dell’albero caduto da anni ai margini del bosco che domina le infinite colline di grano tra Siena e Volterra, sono ormai passate da molto le 19.00. Sono giorni caldissimi di Giugno e sono in anticipo rispetto all’uscita degli animali, ma così ho il tempo per lasciarmi travolgere dallo scenario magnifico che ho di fronte. La Horizon Wood si immerge perfettamente in quest’ambiente ed esalta dentro di me quelle sensazioni senza tempo che vado cercando in queste giornate di caccia. Lo zaino posato al mio fianco su delle rocce, in mano lo splendido cannocchiale militare giapponese del 1954, color marrone scuro e, poggiata solida e pronta di fronte a me, la Franchi Horizon, nel potente calibro 300 Winchester Magnum.

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Avevo già provato la Horizon nell’ambito della Franchi Experience del 2021, nella quale avevo avuto modo di portare sia al poligono sia a caccia per due giorni consecutivi una bellissima Horizon Wood in calibro. 308 Winchester. Avevo trovato fin da subito grande feeling e mi aveva regalato soddisfazioni sia nel tiro sportivo a 100 e 200 metri che nelle belle azioni di caccia dalle altane della riserva Valle di Fiordimonte. Ma questa volta è stato diverso, come usiamo fare noi IoCaccio.it per capire, approfondire e recensire un’arma, ho voluto provare per alcuni mesi l’ormai famosa bolt action di Franchi e ho scelto di farlo nel calibro più impegnativo in cui è camerata, nonché l’unico magnum, il 300 Winchester.

Unboxing

Arriva a Maggio e vado a ritirarla in armeria nell’inconfondibile scatola di cartone rigido, color arancione Franchi. L’imballaggio è molto semplice ed essenziale ma decisamente piacevole, con un design sportivo e giovanile.

Il mio primo contatto con la Franchi Horizon al momento dell’unboxing. La carabina è venduta in una scatola di cartone rigido dal design moderno e giovanile.

All’interno, appena aperto il coperchio, la carabina, custodita saldamente in un alloggio sagomato ad hoc e, a parte, come di consueto, il bellissimo otturatore cromato fluted. Oltre alle istruzioni e informazioni necessarie, la scatola si completa degli attacchi a sgancio rapido per la cinghia.

Horizon Wood 300 WM – Com’è fatta

Non è la prima volta che descriviamo le caratteristiche tecniche della Horizon, ma visto che come un qualunque acquirente l’abbiamo ricevuta, aperta dalla scatola, tenuta a casa e in caccia per molti giorni, vale la pena descrivere i tratti distintivi della versione testata (allestimento Wood in calibro 300 WM) prima di passare alle considerazioni.

Nel caso della Wood, come si evince dal nome, la calciatura è in legno, noce europeo di grado 1 verniciato e trattato con tecnologia Weathercoat che lo rende piacevole al tatto e resistente agli agenti naturali. L’affusto dell’arma ha già predisposte le sagomature su calcio e asta per le manigliette della cinghia o per il montaggio del bipiede. Il calciolo è in poliuretano e promette un assorbimento del rinculo fino al 50%.

La canna, in acciaio al molibdeno martellata a freddo, nel calibro 300 WM è di 61 cm con passo di rigatura 1 a 11, flottante, in colore nero opaco, con filettatura per il freno di bocca. È sormontata da una ben fatta slitta integrata Picatinny in grado di ospitare senza problemi la quasi totalità degli attacchi per ottica in commercio.

Una visione d’insieme della Franchi Horizon nell’allestimento Wood che unisce la classicità del legno a linee sobrie ma moderne. Apprezzabile l’otturatore scanalato, la slitta Picatinny integrata e la linea dell’astina appiattita.

L’otturatore, chiamato in Franchi Dependa Bolt, ha tre alette di chiusura, lavora con un’apertura a 60°, è cromato ed è bellissimo nel suo disegno fluted che grazie alle scanalature rende il riarmo leggero e scorrevole anche in condizioni atmosferiche difficili.

Il gruppo di scatto, detto Relia Trigger, netto e sensibile, ha un peso di scatto compreso tra 0,8 e 1,9 Kg, tarabile semplicemente tramite la vite di regolazione. La versione testata è di tipo senza stecher, che è però disponibile e che avevo apprezzato per pulizia ed efficacia sulla .308. La sicura è di tipo a due posizioni, comoda e consente di operare in sicurezza in quanto in posizione attiva blocca solo il percussore permettendo di aprire e chiudere l’otturatore.

Il caricatore lineare contenente 3 colpi è alloggiato nella carcassa e sporge solo per qualche millimetro al di sotto dell’astina non disturbando affatto la linea dell’arma. Il peso della versione testata si attesta attorno ai 3 kg.

Oltre che nel classico allestimento in legno, la Horizon è proposta in molte configurazioni sintetiche, innovative e accattivanti, e può essere camerata in un ampio ventaglio di calibri in grado di coprire davvero ogni esigenza e contesto di caccia: .223 REM, .243 WIN, .270 WIN, .308 WIN, .30-06 SPRG, 6,5 CREEDMOOR e, unico magnum, .300 WIN MAG. Io ho scelto di testarla nel massimo calibro disponibile per mettere sotto il maggiore stress possibile ogni componente.

La Horizon Wood in poligono

Appena tolta dall’imballaggio, maneggiata, studiata e a lungo imbracciata a casa, è stato il momento di montare un’ottica e portate la Horizon Wood in poligono, per la prima prova del fuoco vera e propria. Ho scelto la linea di tiro di Colle Val d’Elsa perché, oltre a essere vicina a casa, consente di sparare con ogni calibro e a distanze fino a 300 metri.

La carabina dà subito una bella sensazione di stabilità, dona un certo senso di confidenza e robustezza anche grazie alle linee fluide ma muscolose e all’astina maggiorata e appiattita per garantire un appoggio ampio e fermo in ogni circostanza. La certificazione che accompagna la Horizon è una garanzia sub MOA e al poligono, in condizioni ideali, con un buon cannocchiale della stessa fascia di prezzo dell’arma (io ho utilizzato un Konus Pro 3-12×56), non si fatica a ottenere rosate considerevoli (sempre in prospettiva caccia).

In effetti, nonostante inizialmente percepissi lo scatto un po’ troppo resistente, il che, specialmente con un calibro potente come il 300 WM, mi causava quell’istante di esitazione che portava a qualche leggero strappo, regolando il peso di scatto intorno ai 970/980 grammi ho ottenuto la sicurezza che cercavo. Così, ho deciso di azzerare l’arma a 200 metri. La scelta è dovuta a diversi fattori: il calibro .300 ha una parabola molto tesa e un azzeramento a 200 metri consente di sparare con minime correzioni a distanze che vanno dai 50 ai 300 metri. Oltre a questo, le ampie zone collinari dove avrei cacciato con la Horizon difficilmente consentono tiri sotto i 150/180 metri.

Per i test ho scelto tre munizionamenti commerciali di ampia diffusione di tre marchi diversi e di tre granature diverse: Sako Game Head 165gr, Geco Teilmantel 170gr e Winchester Ballistic SilverTip 180gr. Ho sparato molto al poligono (trovate le foto più significative sotto) ma è stato importante per constatare due cose fondamentali. La prima: il miglior rendimento l’ho ottenuto con palle da 170 e 180 grani, una conferma delle aspettative venatorie che avevo e che desideravo (in generale se si sceglie di adottare un calibro magnum come il .300 ha senso potersi dotare della potenza di munizioni da caccia importanti, appunto da 170, 172, 180 grani). La seconda: nonostante una canna non troppo massiccia, la risposta dopo anche serie di 3 o 4 colpi consecutivi con un calibro che di calore ne genera veramente tanto, è stata sorprendentemente positiva, anzi, anche oltre le aspettative, segno di un grande equilibrio costruttivo.

La Horizon Wood in caccia

Ma la Horizon, specie in questo calibro, specie in questa conformazione Wood, è una carabina da caccia. E come ho scritto in apertura è stato proprio bello vederla appoggiata a fianco a me nelle lunghe attese estive o tra le mie mani negli spostamenti sui sentieri di bosco all’alba e al tramonto.

È una carabina massiccia, che dà senso di fermezza e di solidità, e se ne apprezza il disegno regolare delle impugnature e delle zigrinature nette e confidenti. L’astina piatta e allargata consente un appoggio stabile in tutte le condizioni, sullo zaino, sulle tavole dell’altana, sulla mano posta a vassoio e in ogni altro modo si voglia sparare. L’arma è maneggevole, piacevole, stabile e sicura sia al momento dello sparo che nelle normali operazioni di caccia.

Purtroppo, varie circostanze avverse non mi hanno permesso di spararci a caccia quanto avrei voluto, nonostante le molte uscite. In giugno, ho avuto modo di prelevare solo una bella femmina di cinghiale, alle ultimissime luci della sera, in uscita dal bosco e in mezzo a molta erba secca alta. Non è stato un tiro difficile per la distanza (non ho avuto modo di telemetrare ma era sicuramente poco sotto i 100 metri), però, è stato come sempre emozionante e in quel frangente nella Horizon ho trovato quello che un cacciatore cerca: la possibilità di sentirsi sicuro di sparare anche in una circostanze difficile come quella, quasi al buio, con un animale che si spostava senza sosta nell’erba alta, con la consapevolezza che quando avrai l’occasione il colpo partirà netto, in perfetto feeling con la carabina, risolutivo. E così è stato.

Lo scenario di caccia che descrivevo in apertura di articolo. Qui, in una sera di giungo, ero ai margini di un bosco che domina le infinite colline di grano tra Siena e Volterra.

Non me lo sono gustato come avrei immaginato di poter fare, ho dovuto rinunciare una volta e poi decidermi e sparare in pochi secondi (a Fiordimonte, in altana, con la Horizon Wood in .308 era stato tutto più comodo, godibile e studiato), ma ho sentito quel qualcosa che ti fa pensare che andrà tutto nel verso giusto, e non solo in quella sera, anche in tutte le altre senza prelievi, mi sono sentito in caccia con una eccellente compagna di viaggio.

Le mie considerazioni sulla Horizon Wood

Veniamo alla parte più soggettiva, quella dove si soppesano le doti, le sensazioni, le esperienze e si va alle considerazioni personali. La Horizon Wood è una carabina bella, con una forma che le dona una certa possenza, unita alla modernità di linee ben sagomate e molto distintive. Il legno della calciatura le dona quel rimando alla classicità senza tempo, sebbene il progetto sia evidentemente moderno e giovanile.

Dopo averci sparato molto dico che è una carabina con una dotazione tecnica considerevole, con canne ben a punto, un otturatore affidabile, silenzioso, veloce e che con 60° di rotazione permette un riarmo agevole in caccia senza intralciare l’ottica. Il gruppo di scatto è buono anche senza stecher, sebbene la regolazione non sia nitidissima (vale la pena regolarlo su un carico inferiore al kg facendo un po’ di prove in bianco). Con lo stecher, per chi come a me piace, la carabina ha un plus da non sottovalutare. La slitta integrata è una grande scelta per un’arma che non ha sistemi di mira metallici, è necessaria, conveniente, solida e ben fatta.

La calciatura in legno è piuttosto delicata, la consiglierei solo a chi ama la classicità e chi la utilizzerà per lo più in altana. Rocce, tronchi, ma anche i rest in poligono se non ben protetti, tendono a lasciare ammacchi al momento dello sparo, specie con calibri esuberanti. Per un uso più disinvolto sceglierei senza dubbio uno degli accattivanti modelli in polimero.

Il calciolo con tecnologia TSA assorbe egregiamente il .308 e rende accettabile il 300WM, ma un freno di bocca lo ritengo assolutamente opportuno per quest’ultimo calibro (montabile sulla filettatura già predisposta) anche per favorire un azzeramento meno impegnativo nelle sezioni al poligono e mantenere una migliore visione sulla scena di caccia dopo lo sparo. Ma forse, per un’arma che a malapena arriva ai 3kg e per gli scenari di caccia in cui normalmente usciamo nelle nostre battute, la consiglierei in un calibro più leggero (ritengo in generale straordinari il .243 e il .308, ma anche il 6,5 Creed) e con canna da 56cm. Così come, ma qui siamo proprio nelle scelte personali, un calcio leggermente più alto, una sorta di leggero Montecarlo o di dorso di cinghiale, renderebbe questa carabina ancora più confortevole e naturale alla spalla (in tal senso sono valutabili le versioni Varmint che hanno di serie un nasello rialzato).

Quanto costa?

Il prezzo di listino della Franchi Horizon Wood in calibro 300 WM è di 1130 euro, con un prezzo reale al pubblico che nelle armerie si aggira sui 900 euro. Un costo che definirei assolutamente adeguato visto l’allestimento, il made in italy e la qualità intrinseca dell’arma.

Va sottolineato che, rispetto all’allestimento in legno, alcune versioni in polimero costano un centinaio di euro meno, il che le mette in una fascia di prezzo ancora più accessibile e interessante.

A chi la consiglio

La Horizon Wood spara bene ed è bella da vedere, non ha mai dato segno d’incertezza e mi ha proprio soddisfatto con quel fascino di una made in Italy senza tempo. La qualità costruttiva, le scelte estetiche e di ergonomia, la robustezza e fruibilità, ne fanno una carabina di tutto rispetto con il pregio di aver un prezzo di mercato davvero interessante.

Nel calibro testato, il 300WM, la consiglierei a chi cerca un’arma godibile ed efficace per cacciare animali importanti a distanze anche lunghe, suggerendo di utilizzarla con il freno di bocca e in un allestimento in polimero, visto le importanti sollecitazioni del colpo e la delicatezza del calcio in legno.

Ma in generale la Horizon, in calibri più consoni ai contesti italiani (magari in .308 o .243 W), può essere senza dubbio una valida scelta come prima carabina per i tanti appassionati che solo ultimamente si sono avvicinati al mondo della caccia di selezione, o per quei giovani cacciatori che sono alla ricerca di una prima carabina affidabile, precisa e dal buon rapporto fra qualità di tiro e prezzo.

Gallery

Recensione in pillole

Design - 8.5
Materiali - 7
Tecnologia - 8
Affidabilità - 8
Prezzo - 8

7.9

Ottimo

La Franchi Horizon Wood è una carabina semplice ed efficace, votata alla caccia, che si fa apprezzare per fruibilità, maneggevolezza e prezzo di mercato piuttosto allettante

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