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Piemonte, riaperta l’attività venatoria nelle aree non interessate dagli incendi

La Giunta regionale del Piemonte con il provvedimento n. 17-5930 dello scorso 17 novembre ha deciso a titolo precauzionale di prolungare, oltre la data del 30 novembre fissata dalla precedente delibera, la sospensione dell’attività venatoria nelle nelle aree percorse da incendi e nelle aree limitrofe, mentre nelle zone non interessate dagli incendi boschivi l’attività venatoria potrà riprendere.


Le zone di divieto

Come si legge nel comunicato ufficiale della Regione la sospensione durerà “fino alla formale definizione delle perimetrazioni o salvo diversa destinazione del territorio da parte della Provincia”. Di seguito vi riportiamo le zone e i comuni indicati dal provvedimento della Regione in cui resta sospesa l’attività venatoria.

In provincia di Cuneo
CACN2 “Valle Varaita” Comune di Bellino: partendo dalla punta del Monte Pietralunga e passando per il Passo Puntet, si prosegue per la Cresta del Bel, Grange Vernè fino alla strada Provinciale 256 (in seguito SP105) che viene mantenuta sino al confine comunale in Località Posterle.
Comune di Casteldelfino: proseguendo da Località Posterle si continua sulla SP105 fino al bivio per Pontechianale nei pressi dell’abitato di Casteldelfino. Si segue la SP105 fino al confine comunale a valle della Frazione Villaretto.
Comune di Pontechianalesi prosegue sempre lungo la SP105, verso la Diga di Pontechianale, sino in località Rocca del Castello; dalla Diga si risale per la Costa del Bruss fino a Punta del Cavallo. Dalla Punta del Cavallo si segue la cresta spartiacque passando per la Punta della Battagliola sino a tornare, al punto di partenza, sul Monte Pietralunga.

CACN4 “Valle Stura” – settore Sambuco/Pietraporzio: Partendo dalla zona inferiore- posta ad est – della S.S. n.21, con l’intersezione di Rio Bianco, si risale sulla sx orografica di Rio Bianco (Comune di Sambuco) sino a quota 1800 m. slm, si svolta a sinistra (NW) risalendo la dorsale che da Rio Bianco porta al “Colle della Gula” a circa 2260 m. slm e si continua seguendo la dorsale spartiacque sino alla cima di Monte Bodoira (2747 m. slm); si prosegue verso ovest seguendo la cresta spartiacque – con il CACN3 – per tutto l’anfiteatro del M.Bodoira verso il Colle di Servagno e, raggiunta la cresta spartiacque che scende a sud verso le Barricate, si scende – sempre tenendo la cresta in direzione sud – verso “Gias d’Agosto/I Gias” e si prosegue in dx orografica scendendo il Rio delle Barricate (Rio di Pontebernardo) in direzione di Pontebernardo – seguendo il sentiero – sino a raggiungere la S.S. n. 21 sopra l’abitato di Pontebernardo. Inglobando tutto l’abitato di Pontebernardo, si segue la s.s.21 verso est tornando al punto di partenza.

CACN4 “Valle Stura” – settore Fedio/ San Maurizio/ Trinità: Partendo dalla zona inferiore – posta ad est – dalla Casa Enel della “Diga di Fedio” si sale lungo la strada comunale che porta alla Borgata Simunas e si prosegue per il sentiero che sale verso nord nel “Vallone di Monfieis” sino a quota di 1300 m. slm; si svolta verso ovest W-N-W salendo lungo la dorsale che separa “Case Biolè” da “Capanna Conte” sino a raggiungere la Cima (2215 m. slm) a destra del “Passo della Magnana”, si svolta ad ovest lungo la cresta spartiacque verso il “Passo della Magnana” e si prosegue – sempre tenendo la cresta – sino nei pressi del Monte Grum e, tenendo la cresta spartiacque, si prosegue in direzione sud verso Punta Gardon e l’omonimo Colle (che separa il Vallone di Comba Bourel dal Vallone dei Saut); si scende in direzione sud-est verso la Cresta rocciosa posta sulla destra orografica del sentiero che sale dalla Frazione Trinità (verso Gias sopra dei Saut). Si prosegue in direzione sud scendendo – sempre tenendo interno all’area il sentiero – verso la Frazione Trinità e ivi raggiungendo la S.P.268 per poi proseguire lungo la stessa strada – in direzione est – per tornare al punto di partenza.

In provincia di Torino
In tutto il territorio dei comuni di Bussoleno, Caprie, Cumiana, Giaveno, Locana, Mompantero, Novalesa, Perrero, Ribordone, Roure, Rubiana, Sparone, Traversella, Pramollo, Chianocco, Venaus, Susa, Vistrorio, Rueglio, Cantalupa e Frossasco limitatamente ai territori ricadenti nella zona alpi di cui ai comprensori alpini interessati (CATO1,CATO3,CATO5).

Precisazioni

La Regione ha precisato che per quanto riguarda l’attività venatoria nelle AFV e AATV valgono le stesse limitazioni territoriali e che, anche, l’attività di addestramento e allenamento cani, sempre al fine della tutela della fauna selvatica è da intendersi sospesa in tali aree. Inoltre ha stabilito che in tutte le altre aree non indicate nel provvedimento si possa riprendere l’attività venatoria.

Il commento di Ferrero

“I territori in cui non si può cacciare sono stati stabiliti di concerto con i comparti alpini interessati, la Provincia di Cuneo e la Città metropolitana – ha commentato l’assessore Giorgio Ferrero. E’ un buon risultato, frutto di un lavoro di ascolto delle esigenze espresse dagli enti locali, per dare fiato alla fauna colpita dagli incendi e alle aree distrutte”.

Photo Credit: Wildlife Sniper (license)

Scritto da IoCaccio.it

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