Toscana, sospeso il prelievo di Pavoncella e Moriglione

Il TAR di Firenze mantiene il suo orientamento: in assenza di specifici piani d’azione il prelievo venatorio delle due specie non può considerarsi sostenibile

Il Tribunale Amministrativo della Toscana torna a esprimersi sulla caccia a Pavoncella e Moriglione. Lo fa a seguito del ricorso presentato dalle solite associazioni animaliste contro il calendario venatorio 2020/2021 (che ha già portato alla revisione della delibera sulla preapertura) e a due mesi di distanza dalla sentenza con cui aveva stabilito che, in assenza di specifici piani d’azione, il prelievo venatorio delle due specie non può considerarsi sostenibile.

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Niente caccia a Pavoncella e Moriglione

In questi due mesi l’orientamento del TAR fiorentino non è cambiato: per il Tribunale, allo stato attuale, Pavoncella e Moriglione non possono essere cacciate.

Per questo ha sospeso la parte del calendario venatorio 2020/2021 che ne autorizzava il prelievo, con un’ordinanza cautelare che, come ha sottolineato la Confederazione Cacciatori Toscani, contraddice apertamente una recente sentenza del Tribunale delle Marche (sentenza n°496 del 31.07.2020) che considera cacciabili queste due specie.

Nell’attesa che il Ministero dell’Ambiente si degni di redigere dei piani di azioni per Pavoncella e Moriglione, lo scontro giuridico proseguirà sicuramente nelle aule del Consiglio si Stato. La CCT, infatti, ritiene “necessario proseguire la battaglia nelle sedi opportune a difesa dei diritti e delle ragioni di tutti i cacciatori”.

Ok al prelievo del Combattente

Il TAR si è espresso anche sul prelievo del Combattente per cui le associazioni animaliste avevano chiesto la sospensione.

In questo caso il Tribunale di Firenze ha ritenuto che la Regione Toscana, autorizzandone il prelievo esclusivamente in aree diverse da ZSC- ZPS con periodi di caccia e di carnieri limitati, abbia “adeguatamente salvaguardato le esigenze di protezione della specie”. Il Combattente, quindi, potrà essere cacciato secondo quanto previsto dal calendario venatorio regionale.

Qui il testo integrale dell’ordinanza cautelare.

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5ommenti

  1. Ieri in Sicilia l’ennesima umiliazione subita da amici cacciatori, operata da guardie volontarie sempre vergognosamente a causa di SIC e ZPS, non segnalate, non tabellate, che ci rubano quei pochi scampoli di terreno libero scampati a parchi e riserve di ogni genere. Ma quando cazzo riusciranno le nostre autorevoli(?) associazioni venatorie a porre fine a questa vergogna di SIC e ZPS, create ad hoc per darci in pasto ad un branco spietato di anticaccia, che si travestono da guardie ambientali, ma che il vero unico loro scopo è quello di macchiare la fedina penale di gente onesta, che lavora, paga le tasse e che per forza di cose, incappa in buona fede in queste aree che non si capisce ancora cosa proteggano di tanto speciale o quale sia questo immenso interesse comunitario? Rimaniamo preda di invasati che ci considerano alla stessa stregua dei delinquenti comuni. Poniamo fine a questa vergogna? O dobbiamo davvero rimanere all’estero per aver a che fare con gente più seria?

  2. Buonasera. Succede sempre così, oramai questa è una costante. Escono i calendari (a volte per non dire sempre, con notevole ritardo, con grande enfasi da parte delle varie associazioni venatorie), e poi, regolarmente i TAR Regionali, sollecitati dai vari gruppi ANIMALISTI, tagliano, tagliano, tagliano. “E NOI PAGHIAMO”, come diceva il grande TOTO’. Mai che sento una voce, da parte dei tanto “pubblicizzati” difensori della caccia (non faccio nomi) , che stanno a riscaldare le poltrone in Parlamento Italiano ed in quello Europeo. La caccia è finita, ve lo dico io che ho sul groppone 61 licenze di caccia. Continuo a fare la licenza soltanto per portare a passeggio il cane e il fucile, soprattutto perché con questi calendari “cervellotici”, puoi cacciare tante specie quando non ci sono più. In bocca al lupo, per quelli che resistono. Cordiali saluti A.N.

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