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AA.VV. Piemontesi: “Caro Babbo Natale…. dacci una nuova e buona legge sulla caccia”

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Le Associazioni Venatorie piemontesi Anuu Migratoristi, ANLC, EPS, Enalcaccia e Federcaccia, hanno emesso il comunicato congiunto che vi riportiamo di seguito, sul recente disegno di legge regionale approvato in III Commissione con cui l’amministrazione piemontese mira a vietare la caccia a 12 specie di uccelli acquatici.

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RIDATECI IL NATALE!

Quest’anno la Befana ha anticipato Babbo Natale, ma per i cacciatori piemontesi…nessun dolcetto!
La vecchia megera, dal naso adunco e il mento aguzzo, con le vesti stracciate ed a cavallo d’una scopa, s’appresta a solcare i cieli subalpini con la sua sporta piena di carbone. Ha una faccia che ci par di conoscere, un nome… dolce, ma nessun Rocher, Kinder, Mon Chéri o Pocket Coffee nel suo sacco: solo tanti blocchetti neri.

E quale sarebbe la causa del terribile castigo, la colpa, la marachella compiuta dai 25.000 appassionati piemontesi, tutti cittadini ed elettori italiani, persone per bene con fedina penale e casellari giudiziali in piena regola?
Semplice, l’aver nuovamente sfidato l’autorità, ma forse sarebbe meglio definirlo “autoritarismo”, di giunta regionale e del suo assessore ad agricoltura, caccia e pesca, che paiono fregarsene allegramente di sentenze, ordinanze o pronunciamenti degli organi giurisdizionali italiani, regionali o nazionali, amministrativi o costituzionali essi siano.

Quattro vittorie su quattro ricorsi presentati, con Regione Piemonte schiantatasi sempre contro il muro giudiziario.
Martedì 20 dicembre, dopo essere già passato in commissione, verrà votato l’allucinante ddl regionale n. 219, quello con cui l’assessore Ferrero si propone di sottrarre ai cacciatori piemontesi quanto il TAR, con l’ordinanza n. 280 del 28/07/16, aveva loro restituito: un calendario venatorio dignitoso ed equo, comprendente undici altre specie di anatidi e migratori regolarmente cacciati in tutt’Italia, ma non in Piemonte. Un vulnus inaccettabile quello, che durava da oltre un ventennio, facendo della nostra regione un caso unico nel Paese, e forse anche in Europa, tanto da convincere il Tribunale Amministrativo Regionale a riconoscere le piene e legittime ragioni dei cacciatori piemontesi.

Ora si pensa d’aggirare quell’ordinanza a mezzo di legge regionale, vietando le undici specie, e sfidando quanto la Corte Costituzionale ha più volte sostenuto, e cioè l’impossibilità per le regioni d’intervenire con legge su una materia, l’Ambiente, e le specie cacciabili vi ricadono sotto, riservata in maniera esclusiva allo Stato Italiano.

In più pende ancora un giudizio di merito da parte del TAR, che prestissimo dovrà decidere se sollevare all’attenzione della Consulta l’analogo caso di pernice bianca, lepre variabile ed allodola, che finirono in uno scandaloso collegato alla finanziaria della passata stagione, barbaro sistema utilizzato dalla peggior politica di casa nostra per far votare tutto!
Sappiamo già come andrà finire, con la disciplina di partito a regolare il voto del 20 dicembre, ma possiamo annunciare che non staremo con le mani in mano, e presenteremo nuovi ricorsi, chiederemo giustizia, rispetto della legge nazionale.

Davvero credevamo d’aver già visto tutto, assaporato le palesi inclinazioni animal-ambientaliste di chi dovrebbe gestire ed amministrare l’attività venatoria, la caccia, e non invece cercare di distruggerla, limitarla drasticamente o ridurla alla mera funzione di controllo per i danni agricoli provocati da cinghiali o caprioli; quasi che secoli di storia e tradizioni potessero essere cancellati con un colpo di spugna, per mero puntiglio o vendette personali.
E invece no, perché in Piemonte, ove imperterrito continua a far danni il peggior amministratore ad agricoltura, caccia e pesca da che furono istituite le regioni, ora si è veramente toccando il fondo!

Se un’unica consolazione c’è per i cacciatori piemontesi è quella di sapere come nulla sia eterno, resti immoto nel tempo, e presto o tardi, ma noi speriamo prestissimo, anche questa pessima amministrazione regionale passerà la mano ad altri, se ne andrà finalmente a casa!

Intanto la Santa Notte deve ancora arrivare, e noi siamo in tempo per scrivere una letterina al signore vestito di rosso, e che vola con una slitta trainata da renne: “Caro Babbo Natale, quest’anno non portarci tanti doni, dacci invece una nuova e buona legge sulla caccia, ma specialmente fai in modo che un sussulto di dignità colga i nostri politici piemontesi, e questi, od anche uno solo uno di essi, capiscano come….chi perde deve dimettersi (Renzi docet!) e tornare a casa per festeggiare le feste in famiglia; restarsene poi lì, senza l’ansia di riprovarci. Insomma, ridacci il Natale!”

Buone Feste a tutti, nessuno escluso.

Anuu Migratoristi – Federcaccia Piemonte – Enalcaccia – EPS – ANLC

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