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ArciCaccia Veneto critica la proposta di Berlato sulla mobilità venatoria

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Riportiamo di seguito il comunicato stampa con cui Arci Caccia Veneto critica la proposta del consigliere Regionale Berlato sulla mobilità venatoria.

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Proposta Berlato di mobilità venatoria: sbagliata, discriminatoria, pericolosa e in contrasto con il mondo agricolo!

Un sentimento di incredulità ci ha pervaso nell’apprendere la proposta sulla mobilità venatoria fatta dal Consigliere Regionale Sergio Berlato, per anni spacciatosi per “paladino” dei Cacciatori. Proposta discriminatoria, rischiosa per la sicurezza dei cacciatori e la gestione faunistica del territorio Veneto in armonia con il mondo agricolo.

Da anni, come ARCI Caccia del Veneto, sosteniamo che sull’argomento “mobilità” ci debba essere un ragionamento serio e pacato, ma che non sleghi il cacciatore con il territorio in cui pratica la propria passione in continuità all’armonia con il mondo agricolo, come prevede la legge n.157 del 1992.

Su questo tema il 10 maggio 2016 abbiamo inoltrato all’Assessore Regionale Pan (come pubblicato sul nostro sito www.arcicacciaveneto.it), collegandola con le nostre proposte di modifica per il Piano Faunistico Regionale Venatorio, la richiesta di integrare la legge regionale n. 50 del 1993, inserendo la mobilità venatoria proprio per “legare” una modifica legislativa legittima ad una corretta pianificazione di gestione, come del resto accade in altre Regioni italiane, già da svariati anni.

Perché riteniamo quindi sbagliata la “proposta Berlato” anche se parla di un argomento che noi condividiamo?

Perché mescola argomenti diversi in modalità propagandistica: la mobilità dei cacciatori su tutto il territorio Veneto e la scelta di caccia (le opzioni della 157 a), b) e c) ). Inoltre la proposta di Berlato rischia di aumentare il rapporto Cacciatore/territorio, mettendo a rischio le culture agricole, la sicurezza dei cacciatori e la gestione faunistica, nonché violando il rapporto necessario “ettari disponibili alla pratica venatoria”.

Infine non capiamo per quale ragione Berlato, nel tentativo condivisibile di superare parzialmente le scelte di caccia come da noi proposto sempre il 10 maggio, preveda solamente (in modo discriminatorio) a chi esercita la caccia da appostamento fisso, di praticare la caccia in forma vagante sul Comprensorio Alpino o ATC di iscrizione e, invece, impedisca a chi ha scelto atre forme di caccia, di poter andare in appostamento fisso, magari in compagnia dei propri amici.

Abbiamo un sospetto – e con questo vogliamo chiudere questo nostro comunicato – non è che Berlato, nel ricopiare in chiave propagandistica e di tesseramento le proposte dell’ARCI Caccia, abbia saltato di trascriverne qualche pezzo? Se è così siamo disponibili, se richiesto, a dare una mano per una corretta formulazione della proposta, per il bene della caccia, dei cacciatori e del mondo agricolo.

Giuliano Ezzelini Storti
Presidente Regionale ARCI Caccia

Fonte Arci Caccia Veneto

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