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Brexit e l’unità mancata del Mondo Rurale: miopia, egoismi e interessi particolari

Vi riportiamo di seguito un interessante scritto del Presidente di FederFauna, Massimiliano Filippi, sulla scarsa unità del Mondo Rurale.

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Accordo FederFauna SVIBrexit e l’unità mancata del Mondo Rurale: miopia, egoismi e interessi particolari

Proprio alla vigilia del referendum che ha sancito la Brexit stavo chiacchierando con un carissimo amico, direttore di una sede provinciale Coldiretti, ed insieme a lui analizzando lo stato in cui versano le varie iniziative tese all’unificazione del Mondo Rurale. Stato simile a quello in cui versa l’Europa: tutti i rappresentanti degli Stati membri dicono di volere l’unità, ma nessuno di loro è disposto a rinunciare ad un briciolo del proprio potere e dei propri interessi particolari per perseguire quell’unità; tutti vogliono dire la loro e prendersi il merito quando le cose vanno bene e tutti sono pronti ad accusare gli altri quando vanno male. Il problema è che gli altri siamo sempre noi e noi, il Popolo, facciamo la fine del cane con due padroni che muore di fame!…

Tutto è iniziato quando il mio amico, che in passato ha lavorato in Veneto e sa che in Veneto io ci vivo, mi ha chiesto se fossi a conoscenza di un nuovo progetto di Legge Regionale per consentire maggiore mobilità ai cacciatori sul territorio perché, pare, che mentre molti degli appassionati gradiscano la proposta, alcune delle loro Associazioni l’abbiano apertamente avversata. Ho dovuto precisargli anzitutto che io pratico solo la caccia di selezione, perciò non sono così informato ma che, da quanto avevo capito, la proposta prevedeva che per trenta uscite l’anno di caccia alla selvaggina migratoria non ci fosse più l’obbligo per il cacciatore ad iscriversi ad un ambito territoriale specifico. Quindi, mentre gli appassionati che vanno a caccia meno di trenta volte l’anno e solo di selvaggina migratoria (pare siano la maggioranza) avrebbero potuto godere di maggior libertà e risparmiare dei soldi, quegli stessi soldi invece, le Associazioni che gestiscono gli ambiti non li avrebbero più incassati: in parole povere li avrebbero rimessi…

Da lì la conversazione è sfociata nel reciproco ricordarsi casi di contrasto tra gli interessi generali della base e quelli particolari di alcuni suoi rappresentanti un po’ in tutti gli ambiti, compresa l’Unione Europea.

L’Unione fa la forza, in Europa come nel Mondo Rurale, ed è sicuramente un vantaggio per la base, ma deve essere costruita dai suoi rappresentanti, nella politica come nell’associazionismo, i quali sanno che un’unione porta sempre, inevitabilmente, a doppioni dei quadri dirigenziali, doppioni di sedie e stipendi, che devono necessariamente sparire perche’ unione sia. Nessuno, ovviamente, e’ disposto a rinunciare ai propri!…

Inoltre, assieme agli egoismi e agli interessi particolari di leader miopi, ritengo vi sia scarsa capacità di superarli da parte dei pochi lungimiranti che, per paura di perdere i dirigenti alleati, si guardano bene dal toccare gli interessi di questi, così non riescono mai a conquistarne la base e finiscono poi per perdere capra e cavoli. Brexit docet!

Così. tornando al nostro Mondo Rurale, noi ci troviamo con tante iniziative, pur lodevoli, ma incompiute. Ho assistito con entusiasmo alla nascita di Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, al quale però non aderiscono tante piccole Associazioni ne’ la più grande Coldiretti, e le cui iniziative appaiono decisamente secondarie rispetto a quelle delle sue singole componenti.

Ho contribuito personalmente alla nascita dell’Associazione per la difesa e la promozione della Cultura Rurale che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, creare un ponte tra Agricoltura e Caccia e da lì in poi tra tutte le componenti del Mondo Rurale; ma la cosa, invece di sedare gli scontri esistenti, in particolare tra alcune Associazioni venatorie, li ha accesi ancora di più; poi sono nati dei doppioni del progetto in giro per l’Italia, ognuno dei quali è andato avanti per conto proprio… nessuno con grandi risultati per la base!…

E’ vero che anche io, nel 2008, ho dato vita a FederFauna, quando di Associazioni di allevatori ce n’erano già altre: ma l’ho fatto per dare una sveglia che era necessaria. Purtroppo non è ancora sufficiente, visti anche i fatti elencati; ma ieri, come oggi, io sarei prontissimo a fare un passo indietro se qualcun altro, più capace di me, si prendesse la briga di chiedere alla base del Modo Rurale, a tutti i diretti interessati, le loro reali esigenze, e iniziasse a dimostrare di saper superare i vari egoismi ed interessi particolari, a fatti non a parole, per arrivare a quell’unità senza la quale uno alla volta siamo destinati a soccombere.

Massimiliano Filippi
Segretario Generale FederFauna

Fonte Federfauna.org

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