FACE: “L’Unione Europea difenda la biodiversità”

Le proposte della Federazione dei Cacciatori Europei

La FACE, che dal 1977 rappresenta gli interessi dei cacciatori Europei, in vista della riforma della PAC (la Politica Agricola Comune dei paesi UE) che avverrà nel 2020, si sta mobilitando in difesa e a salvaguardia della biodiversità europea, aspetto fondamentale per la sopravvivenza delle specie selvatiche cacciabili e non.

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Destinare aree agricoli a utilizzi non produttivi

I principali referenti a livello europeo in merito alla riforma della PAC sono naturalmente i ministri dell’agricoltura dei vari paesi membri dell’Unione, i quali sono responsabili delle misure e delle manovre economiche finalizzate alla gestione e alla salvaguardia del territorio.

A questi, nel suo ultimo intervento, FACE ha chiesto, senza mezzi termini, una maggiore ambizione nella salvaguardia della biodiversità. Nello specifico ha proposto che il 7% delle aree agricole di ogni paese europeo venga destinato a utilizzi non produttivi, al fine di lasciare ampie aree di natura selvaggia a disposizione della fauna locale di piccole e medie dimensioni.

Tali aree, in cui non dovrebbe essere consentito l’utilizzo di alcun pesticida, hanno anche una funzione fondamentale nella creazione di una biodiversità funzionale e resiliente sui terreni agricoli, favorendo l’impollinazione delle specie vegetali da parte di api e altri insetti impollinatori e contribuendo, quindi, ad aumentare la produttività agricola.

In realtà secondo alcuni studi fatti dall’Unione Europea per preservare la biodiversità l’ideale sarebbe ottenere un 10% di terreni agricoli destinati ad un uso non produttivo. Secondo la FACE, però, non si tratta di un obiettivo che si può raggiungere rapidamente e per questo è necessario procedere per gradi.

Semplificazione delle norme e misure economiche

Oltre a questa misura, FACE propone di aggiungere anche una semplificazione delle norme UE volte a incoraggiare gli agricoltori a non disfarsi dei piccoli pascoli boscosi o delle aree selvatiche che si estendono all’interno della loro proprietà. Oggi, ad esempio, a livello normativo la definizione di pascoli e praterie permanenti (per il cui mantenimento è prevista l’erogazione di fondi europei) non è chiara e questo scoraggia gli agrocltori a mantenere tali ambienti.

FACE propone infine di garantire misure economiche mirate a sostegno di quegli agricoltori che siano disposti a mantenere e manutenere terreni agricoli ad alto valore naturale.

Ancora una volta l’alleanza tra cacciatori e agricoltori a salvaguardia della biodiversità della Terra porta proposte concrete, ragionevoli e potenzialmente efficaci: l’Europa saprà porsi come un interlocutore aperto e intelligente?

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