Attimi di perfezione

Una fredda mattina di novembre, un bosco ricoperto dalla bruma, Rocky e una Regina. A caccia basta questo per regalarci attimi di perfezione...

Suona la sveglia: 6.30
Il silenzio in casa è assordante, nulla si muove, nulla si sente sono sotto le tiepide coperte… sono pronto a partire nella fredda giornata di fine novembre… che sonno! Ma la voglia… e la passione ti spingono ad alzarti, in silenzio, fai piano perché tuo figlio dorme. Lo guardi nel lettino, 2 mesi di felicità. Lo guardi e lo immagini già… al tuo fianco in una futura mattina di fine novembre, con il tuo stesso sguardo fiero, eccitato e sognante… lo vedo già aspettare l’istante in cui la luce si spegne e si va. Si va con il sorriso, quel sorriso che avevo io qualche anno fa e che nonostante tutto e tutti conservo.

Pubblicità  

Mi alzo e piano saluto Tommy e mia moglie che ancora dormono, scendo e vado a vestirmi… e lo faccio come un cavaliere indossa la propria l’armatura… con quella dose di sacralità mista a scaramanzia. Sempre nello stesso modo e nello stesso punto. Indosso lo stesso borghese, ormai ha 10 anni ma è un portafortuna (lo faccio rammendare ogni fine stagione). Poi esco, chiudo la porta dietro di me, un giro di chiavi e il profumo della terra mi arriva alle narici. E’ gelato. Il freddo taglia le guance come un rasoio. Inizio a sentire quel nodo alla gola… i ricordi della mie prime uscite… le sento tutte… e rivedo tutti gli anziani, i loro racconti gonfi di amore, di passione e di ricordi… forse la mia passione è nata fra quelle frasi cariche di enfasi, in quei racconti infiniti misti fra realtà e invidiabile fantasia.

Sento il cane che già si agita, ha capito, si parte! Prendo il fucile, apro il box e via per la campagna.

Attimi di perfezione

La luce inizia a filtrare fra i monti e arriva come un bacio sulla collina. Scivoliamo silenziosi giù per il bosco, la bruma mattutina si dirada ma ancora sfuma i contorni, ancora le ombre della notte ci scivolano attorno e i rumori sono come sassi nei vetri.

Lo sentiamo nelle ossa, nelle vene, che è tutto perfetto, il tempo non scorre si ferma sospeso nel frullare delle ali.

Il freddo lascia piano piano la sua morsa e le gocce di brina si sciolgono dalle fronde e gocciolano come cristalli sulle raggianti ragnatele che come diamanti luccicano al sole. La precisione di quelle gocce è impressionante si infilano come coltelli nel collo e scivolano glaciali sulla schiena

Attimi di perfezione. Odori, profumi, sguardi incrociati, il tempo scorre più lento e il cuore corre più forte. Ora siamo dove vorremmo sempre essere, li nei paesaggi che sovrappongono l’illusione di sentirsi parte integrante di quel mondo, e la consapevolezza che siamo solo ospiti, la consapevolezza che solo i veri cacciatori conoscono, quella del rispetto, quella del sentirsi fortunati nel conoscere il valore di ciò che ci è dato fare, il coraggio di limitarsi e godere proprio perché responsabili di ciò che facciamo.

Il nostro vero fine

Lo sappiamo bene siamo dentro al quadro, immersi nel capolavoro che ci hanno lasciato, e ci muoviamo verso la meta che per molti è la preda ma per noi è il movimento stesso. Il nostro vero fine è sentire il freddo sulle guance, è sentire le mani fremere, è sentire l’adrenalina per un solo secondo dopo ore di duro cammino, è scambiare sguardi con il nostro compagno di viaggio, è capirsi senza proferire parola, è vederlo legato a noi a doppio filo e noi legato a lui a triplo, è guardare nei suoi occhi e capirci e incoraggiarci.

La luce ora ha sconfitto la notte e noi andiamo, iniziamo a scendere lungo la collina. Ora si finge… fingiamo di essere rilassati, si finge di avere la consapevolezza che non è lì che faremo un incontro, ma in realtà già fremiamo. E lo sguardo inizia a seguire il frenetico muoversi del cane. Lo seguo e immagino a ogni passo dove e quando rallenterà la corsa, come i suoi muscoli scatteranno e si irrigidiranno, come a passo felpato guiderà piano per poi bloccarsi annusando l’aria con rinnovata avidità, come il suo sguardo cercherà in modo palpitante e smanioso una volta la preda e subito dopo l’incontro con il mio sguardo, e aspetterà la mia approvazione, aspetterà che lo sospinga a rompere la ferma.

Lei… la Regina!

Il tempo passa e con lui i km, e invece di scemare la speranza a ogni passo, a ogni rimessa, a ogni zona umida il cuore ricomincia la sua corsa cavalcando l’immaginazione, cavalcando le immagini e le esperienze passate

E la mente viaggia… “Si bello entra lì in quella macchia, vai prosegui” e con lo sguardo lo guido e lui segue il mio sguardo fin che di scatto rallenta, alza la testa verso il dosso che lo sovrasta, poi abbassa e annusa, avanza e con la coda dell’occhio controlla dove sono. La sua espressione è cambiata, l’adrenalina gli scorre nelle vene…. quasi lo sfigura, lo sguardo è concentrato, la coda schizza a destra e sinistra, il passo è felino, abbassato, schiacciato al suolo. Non si sente un suono, il nostro passo è lento e sincronizzato, un passo io, due suoi e vai sali la collinetta, il cuore è in gola, ci siamo… lei… la regina è lì da qualche parte. Io avanzo abbassandomi per superare i rami, con lo sguardo sempre fermo e con il sangue che ormai è denso, freddo. Non so come ma mi accorgo di ansimare, l’alito esce in una nuvola di speranza dalle labbra secche.

Un passo ancora… e lui scatta! Sento il frullo…. non la vedo… ca**o non la vedo!!!

Poi eccola fra i rami che come una freccia si allontana. Senza pensare, senza mirare, sparo, un colpo solo… non la vedo più e temo, temo che sia stata più veloce di me, più astuta di noi…

Rocky corre all’impazzata e mi guarda con la speranza che gli indichi dove… “ahi ahi ahi bello, mi sa che è andata”. Avanzo quasi correndo per vedere meglio, lui mi segue eccitato. Guardo, riguardo e poi… forse… no… forse l’ho presa…. e si… sii, vedo le piume che scendono piano nel cielo azzurro… dai Rocky! …dai!
Lui si avvicina a dei rovi, ferma. Poi capisce ed entra, si gira. Non lo vedo bene ma corre verso di me felice …e si… corre verso di me… arriva vicino, poi si riallontana, me la fa vedere a una decina di metri, mi abbasso e lui corre da me, la lascia… e vai di leccate d’amore… quanto sei stupido Rochino… accarezzo entrambi, la regina e Rocky… sorrido… e penso come una passione ti possa riempire la vita….

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter e resta sempre aggiornato!


Ogni venerdì mattina riceverai un'email con tutte le novità della settimana

Un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close