Attrezzatura per la caccia di selezione. Chi più spende, meno spende?

Weidmannsheil colleghi!
In questo articolo ci soffermeremo su quel che riguarda l’attrezzatura necessaria per la caccia di selezione. E’ sempre vero il paradosso di «chi più spende, meno spende» ?

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Il fucile

Prendiamo ad esempio la base della nostra attrezzatura, il fucile a canna rigata. Ce ne sono per tutte le esigenze e per tutti i capricci: in legno, in sintetico, canna in inox, canna in acciaio dolce… insomma la gamma di scelta è enorme! Mi capita a volte, di rimanere ammaliato come un bambino in un negozio di giocattoli quando entro in armeria, ecco, in quel momento faccio un bel respiro a fondo e focalizzo il fine ultimo per cui ero entrato. In primis, che caccia andrò a fare: Cervo? Cinghiale? Capriolo? Muflone? Daino? Camoscio? Marmotta? Tutte queste appena elencate?

Capirete che se usiamo lo stesso fucile sia per il cervo che per la marmotta, c’è qualcosa che “stona”. Quindi in base a quale sarà la nostra caccia di selezione, avremo dei calibri più o meno consigliati: già con questa discriminante ci troveremo a ridurre il ventaglio di prodotti. Una volta definito il calibro si sceglierà il fucile in base alle necessità e alla qualità di materiali e lavorazioni.

Le necessità sono fondamentali: un cacciatore che pratica la caccia di selezione in alta montagna può trovarsi più a suo agio con un comodo fucile basculante detto anche Kipplauf, arma corta e leggera, che facilmente si può riporre nello zaino (questo comporta la possibilità di essere più agili lungo i sentieri magari stretti o in passaggi difficoltosi avendo sempre entrambe le mani libere), per altri cacciatori, invece, questo tipo di fucile non è adeguato, vista la diversa sensibilità di ognuno di noi al rinculo dell’arma magari con un calibro medio; per questo le necessità che ognuno di noi ha, sono a mio avviso fondamentali e portano a fare scelte ben precise.

La qualità dei materiali e delle lavorazioni le metterei subito dopo, parliamoci chiaro: davanti a un Blaser o un Sauer non ci sono discussioni che tengano: ottimi materiali, chiusure perfette, insomma i fucili che tutti vorrebbero, un po’ come la Ferrari! Il rovescio della medaglia è il costo, che potrebbe far evaporare in fretta il budget che ci eravamo prefissati. In questo caso ci sono ottimi fucili che possono risultare “più a portata” come i Weatherby, o fucili ancora meno impegnativi economicamente parlando, ma che sanno dire la loro, come HOWA o CZ.

Stesso discorso, per quel che riguarda la qualità delle lavorazioni: con la miglioria tecnologica portata avanti negli anni la forbice di differenza tra eccellenza e standard a mio avviso si è ben ristretta. L’eccellenza ha fatto sì che lo standard si elevasse per non perdere terreno nelle vendite, mantenendo però i prezzi contenuti. Voglio essere chiaro, da me esiste un detto «per quanto tu possa pettinarlo, un asino non diventerà mai un cavallo», quindi non aspettatevi di fare cose aliene con un fucile economico, ma aspettatevi che faccia esattamente quello per cui l’avete scelto. Personalmente ho visto tiri fatti con colpi commerciali (quindi non caricati artigianalmente) da CZ o HOWA da fare invidia ai cugini più famosi… ovviamente anche chi tirava il grilletto la sapeva decisamente lunga!

Concludendo con un esempio: se il mio ambiente di selezione è in collina, dove posso arrivare in un tempo medio-breve di cammino alla mia altana e il calibro da me scelto è di media taglia, magari un Kipplauf potrei anche non prendermelo. Potrei scegliere invece una carabina della CZ, quindi di concetto sovietico, robusta, affidabile, un po’ più pesante di altre ma che garantisce bei tiri, lasciando così il resto del budget ad altre attrezzature. Ecco che, senza spendere cifre esorbitanti, ci ritroviamo con il necessario per effettuare la caccia che più ci piace.

L’ottica di puntamento

Qua si esagera: la varietà di produttori, la varietà di modelli, la qualità di meccanica, la qualità delle lenti, tipologia di mirino, eccetera è disarmante: praticamente qua la personalizzazione dell’arma la fa da padrona. In questo caso le regole da seguire sono poche, risulta in pratica una scelta soggettiva, diametro pupilla d’uscita, nitidezza, luminosità e ingrandimenti sono le cose sulle quali stare attenti oltre alle care vecchie necessità.

Conosco tantissima gente che senza reticolo illuminato non prende nemmeno in considerazione l’ottica, tanti altri invece vogliono i maggiori ingrandimenti possibili, poi magari a 100 metri mettono un 12x per sparare ad un capriolo e lo vedono grande come un elefante!

Anche in questo caso la leggerezza e gli attacchi rimovibili risultano essere dei punti da considerare se si fa una caccia fatta di ore di cammino. Ovviamente i prodotti top, Swarovski e Zeiss, hanno un listino con cifre importanti e questo è spiegato anche dal fatto che puntano fortemente su ricerca e sviluppo e chi si accaparra per primo la novità ha ottime probabilità di portarsi a casa una bella fetta di mercato e generalmente sono loro i riferimenti per tutti gli altri produttori. Un prodotto valido, ma che a mio avviso viene ingiustamente snobbato dalla maggior parte degli acquirenti è la Docter, ottiche belle luminose, precise, robuste che fanno del rapporto qualità/prezzo il loro cavallo di battaglia, e che cavallo!!

Il binocolo

Altra attrezzatura necessaria per il nostro tipo di caccia è il binocolo e qua la possibilità di scelta è pari se non superiore all’ottica di puntamento. Anche in questo caso Swarovski e Zeiss hanno una varietà di prodotti da acquolina in bocca e rimane ovviamente valido il fatto che il listino prezzi è importante. Nonostante tutto, un evergreen che tutti conosciamo come lo Habicht 7×42 della Swarovski, è un prodotto validissimo che sembra non risentire minimamente del passare dell’età ad un prezzo non troppo esagerato rispetto alle prestazioni che offre.

Ultimamente ho avuto in mano prodotti della Nikon, che mi sono sembrati veramente buoni prodotti, lanciati a prezzo aggressivo, c’è chi me ne ha tessuto le lodi descrivendomeli in ogni piccolo dettaglio, purtroppo non ho avuto l’occasione di provarli sul campo e spero a breve di poterlo fare.

Queste cari colleghi sono le attrezzature che io ritengo strettamente necessarie per poter esercitare la nostra passione. Nel prossimo articolo, invece, vedremo quali sono le attrezzature accessorie a queste e cercheremo di rispondere alla domanda: E’ sempre vero il paradosso di «chi più spende, meno spende» ?

Alla prossima e Weidmannsheil!

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