Benelli Novembre 2018

Da neo-cacciatore al mio primo giorno da “insegnante”… cercando i Camosci!

E così sono arrivato alla mia quarta stagione venatoria.
Quest’anno posso anche accompagnare i giovani cacciatori che hanno appena preso la licenza di caccia e mi trovo ad essere il tutor sia dell’amico che mi ha seguito la scorsa stagione (quest’anno ha finalmente preso la licenza) sia di un altro collega, amico di un amico, che come me non trovava in valle nessuno che lo accompagnasse.

A questa squadra si è aggiunto per ultimo, ma non per ordine d’importanza, un giovane vicino di borgata che anche se non è cacciatore mi segue con entusiasmo, mi aiuta, e si prepara a studiare per diventarlo. Soprattutto, sembra portare fortuna… capirete perché più avanti!

Primo giorno della stagione 2018-2019

Venerdì sera tutti in baita da me, un po’ di festa, ma alle 11 siamo tutti a nanna.
Sabato sveglia alle 4.30. Si va in alto, ci toccano mille metri di dislivello.
A Frenk, che non ama troppo la fatica dell’alta montagna, hanno assegnato uno yearling di camoscio. So che preferirebbe fare un “buscarin”, un camoscio del bosco, ma avendo io un capretto di camoscio, preferisco andare nel mio piccolo paradiso, dove so che possiamo trovare bene o male tutte le classi.

Così partiamo in 4: lui con suo cugino e io con la giovane masquotte.

Il mio angolo di paradiso, è un posto impervio, isolato, lontano, che ho imparato a conoscere con fatica e perseveranza. Non ci va praticamente più nessuno, sia per la fatica e la complessità del luogo, sia perché è una striscia di montagna tra due aziende faunistiche, ed una di queste negli ultimi dieci anni ha fatto di tutto affinché non si avvicinasse più nessun cacciatore.

Il giovane sa già che con me si cammina, il suo obbiettivo dell’anno è quello di riuscire a starmi davanti… prima o poi! Anche Frenk sa che con me si cammina, ma già solo dopo i primi 600 metri di dislivello percepisco insulti e maledizioni. Ci fermiamo per una piccola pausa.

Li si esce dai terreni dell’azienda faunistica, fucili fuori dai fodere, carichi. Spiego ai compagni come e dove si deve andare. Considerato che il giovane ed io siamo molto più allenati degli altri due, non è che possiamo stare ad aspettarli… Così arriviamo prima di loro ai pietroni dove solitamente mi nascondo a binocolare.
C’è un vento infernale! Stiamo li una mezz’oretta aspettandoli.

Delusione nei loro volti, così tanta fatica e non vedere un camoscio, in un posto che solitamente ne è abbastanza pieno.
Decido di portarli in cresta, per vedere l’altro versante.
Ci appostiamo nei minuscoli spazi della cresta ed iniziamo a vederne e contarne più di una ventina. Son tutti distanti, al riparo dal vento. Un capretto con femmina a 800 metri, ma di Yearling neanche l’ombra.
Passiamo due orette in cresta, ma niente, anzi i camosci sembrano voler andare nella direzione opposta alla nostra, seguirli è troppo rischioso ci vedrebbero subito ed il livello di difficoltà del terreno aumenta.

Decidiamo così di tornare al pietrone, per metter nella pancia qualcosa e per decidere sul da farsi. Ed è mentre ci spostiamo tra i pietroni che Frenk mi fa segno di fermarmi:
“Pssst ce ne sono due!”
In realtà i camosci sono 4, quelli che mi indica Frenk non li noto, ne vedo due però un centinaio di metri sotto di noi, ed uno è sicuramente un binello. A gesti spiego a Frenk dove guardare e a chi tirare, ma lui muovendosi per piazzarsi si fa scoprire. I camosci si alzano e fanno per andarsene, il silenzio ormai non serve più.
“Corri Frenk, corri sulla crestina che tanto stanno risalendo il canale. Corri. E tira al più piccolo dei due” 
Corro con lui sulla cresta, il tempo di appoggiare il fucile su una pietra, il binello del mio amico è nella mia croce dell’ottica, mentre gli altri due compagni stanno seguendo tutta la scena nei loro binocoli.

“Spara Frenk!!! Quello a destra!”

“Spara Frenk!”

“Booom!”

Frenk spara! Il camoscio incassa e rotola giù in un canale. Recuperiamo il binello che fortunatamente non è precipitato nel canale ma si è fermato subito.
Bel colpo. Non ha sofferto minimamente. Festeggiamo tutti insieme, il malumore e la stanchezza per la fatica lasciano spazio ad eccitamento e felicità date dall’azione di caccia e dal risultato alla prima uscita del mio amico. Che gioia!

Frenk è super felice anche se nei suoi occhi leggo già una vaga preoccupazione per la lunga discesa che gli spetta, fortunatamente il binello pesa solo 12 kg.
Il cugino e la mascotte sono ancora più felici di noi, non la finiscono più di ringraziarmi per l’ambiente, il posto da posta (#postidaposta) e la scena di caccia.

Così arriviamo alla macchina, Frenk va a consegnare il capo al centro, e mi augura un in bocca al lupo per lunedì.
“Dai, vedi di farlo che così si va al capriolo insieme”

Lunedì

La sveglia sempre alle 4.30, ma nella notte il vento è stato così forte che non trovo saggio attraversare i boschi di notte. Così aspetto che si plachi. Alle 8 del mattino mando un messaggio alla mascotte.
“Ci sei? Partiamo tra mezzora?”
“Ovviamente sì”.

Il piano di giornata è andare a scovare una piccola baita sperduta tra prati e boschi dove un amico fungaiolo mi ha detto di aver visto femmina e capretto pascolare quasi tutti i giorni.

Piano infruttuoso, tanta fatica… e di camosci: zero!

Torniamo alla macchina per pranzo, un po’ di pane e salame. Poi, quasi svogliatamente, partiamo alla volta della borgata dove l’anno scorso avevo preso il mio primo capretto.
Arriviamo alla borgata e vi troviamo il proprietario, che gentilmente ci offre caffè e dolce… sono solo le 14, è presto per i camosci.
Rimaniamo con lui a chiacchierare di donne, filosofia e caccia. Alle 16 lo salutiamo e andiamo alla mia piccola posta. Li seduti ce ne fumiamo una, la mascotte è un po’ abbacchiata, si gira verso di me:
“mhhh non se oggi ce la far…”
Non termina la frase perché lo zittisco immediatamente.
“Ssssss… sono sopra di noi e stanno scendendo”
Ed è cosi che femmina e capretto scendo giù a rotta di collo proprio verso di noi. Metto al minimo lo zoom, punto, e quando il capretto si ferma quel minuscolo istante, faccio fuoco.

Stessa ora, stesso posto dell’anno precedente, che fortuna sfacciata! E alla 4° uscita, quindi mi sono anche migliorato. Ed il capretto quest’anno è anche bello, 11,2 kg eviscerato.

Non riesco a non mandare un messaggino a Frenk:
“Preso!!! A quindici minuti a piedi dalla macchina a piedi”
La sua risposta la lascio intendere, inizia per “Va….”

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Neo Cacciatore

Nato negli anni 80, anticaccia per 30 anni...alpinista. Poi l'illuminazione. Senza nonni, parenti o conoscenti che potessero aiutarmi mi son messo a studiare, in una stagione ho passato tutti gli esami con il massimo dei voti. Solo dopo ho scoperto cosa sia realmente la Caccia di selezione. Dormire fuori, stare all'aria aperta, aspettando il momento giusto. La fatica delle ricerce. Spesso infruttuose. La gioia di tornare a casa con lo zaino pieno. Ancora stanco dal giorno di caccia precedente lavorare le carni. Poi i coltelli da costruire con palchi o corna. O i bastoni per andar a funghi. Sono così diventato un cacciatore....
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