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Emozioni d’Autunno 🍂

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Lei, la Regina, è così, quando meno te l’aspetti si presenta, anche in una bella giornata di sole ancora tanto calda e umida, nella mia Sardegna dove il sole si ferma a più lungo.
Lei è così, ancora più bella quando inaspettata, ma sempre, comunque, cercata.

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Ieri sera, dentro al suo box ho detto a Paco: “Domani si va per bosco, magari troviamo la prima, chi può dirlo?”

Al mattino usciamo da casa che il sole è già alto, senza fretta, per salire dove l’aria è più fresca, dove il territorio quest’anno è già pronto, dove non ho mai visto tanta pioggia come in questo inizio d’Autunno, dove i ruscelli rumoreggiano di già, dove gli abbeveratoi sono colmi, dove tutto è finalmente di un verde lussureggiante!
Quarantacinque minuti di pochi rettilinei e tante curve in salita con il vecchio “Panda” e ci siamo.
Paco è impaziente e si lamenta, è la prima volta quest’anno e lo prendo come un segno di buon auspicio, mi ricorda qualcosa …

La prima “tanca”

Il tempo di calzare gli scarponi, montare il sovrapposto, allacciare il Campano e via per l’ultima, ripida salita.
La prima “tanca” è un pianoro con vegetazione bassa e rada e larghe pozze d’acqua dove la Fata è solita approvvigionarsi durante la notte.
Paco la disegna in lungo e in largo senza però soffermarsi in nessun punto della stessa, quindi è d’obbligo proseguire per tagliare il grande erbaio in prossimità della zona boscata.

La spalla di bosco a terrazzo sopra l’erbaio è più aspra dello scorso anno con le felci miste a rovo che la fanno davvero da padrone, anche i cisti sono cresciuti tanto da nascondere i vecchi passaggi.
Paco riconosce subito la zona e punta direttamente al varco più basso del muretto a secco che utilizziamo come accesso alla tanca successiva, dov’è in anticipo su di me, tant’è che il suono del campano è debole, le pause da un rintocco all’altro troppo lontane per il passo di cerca normale… devo affrettarmi con calma e lo vedo, tronco alto e tanta cautela nell’avanzare sicuro, lento e continuo… non può che essere Lei, siamo nella sua casa, ma il tempo di pensare non c’è, va di fretta di pedina tra il fitto impenetrabile della boscaglia e Paco la tiene, non la molla… devo accelerare con la massima attenzione, il cane è in ferma, rompe e in un attimo è ancora in ferma, invisibile… poi solo il rumore lieve delle ali… fàfàfàfàfà!
È andata, leggera, scaltra e celata al volo.
Arrivano ormai già laureate, dove continuano il tirocinio nella facoltà del bosco e non solo… Chapeau!

Nel bosco

Ecco il cane che rientra e mi guarda, una carezza e si prosegue ancora nel fitto del bosco per tagliare tra rovi bassi che ne impediscono quasi il proseguo.

A pochi metri vedo tra le querce a fronda bassa il muretto in pietre avvolte dai muschi e dal tempo, mi fermo per far passare il cane e come appoggio il piede a terra Paco si blocca, poi si gira su se stesso e resta lì, a due metri da me, immobile sino all’ultimo pelo!

Davanti ho un tappeto di foglie secche e un ciuffetto di rovi a ridosso dello stesso muro… non ho dove piazzarmi, le fronde della quercia sono molto basse e se passassi al di là del muro si involerebbe sicuramente dal lato opposto…Paco è sempre immobile sulla mia sinistra, guardo per terra ma non la vedo, quindi aspetto… pochissimo, quando la vedo sfondare dal nulla del rovo e sfrondare sotto la quercia per schizzare dietro alle mie spalle ben coperta… due stoccate velocissime e inutili, è andata, mentre Paco nervoso esplora la zona convinto del contrario. La Caccia è anche questa, e queste sono le Beccacce che resteranno più a lungo nella memoria.

Nella grande tanca

C’è ancora da fare, la giornata è fresca, le nuvole basse nascondono il sole e si respira, nonostante la coda estiva.

Usciamo dalla boscaglia per battere una grande tanca più aperta ma fitta di cisti e querciole, rocce e piccole radure di prato allagato dalle ultime piogge. Paco si muove bene, è sotto di me che insiste, poi fa per salire dove si apre un fossato e nel girarmi verso l’alto sento forte lo sbattere d’ali, è ancora Lei ad involarsi questa volta al solo sentire il cane avvicinarsi, a zigzagare velocissima ad un palmo dal suolo, coperta tra le rocce, per alzarsi leggermente in prossimità del dosso più lontano!!!

Non può aver fatto tanta strada, penso di poterla ribattere, Paco le è corso dietro e risaliamo verso il bordo fitto della boscaglia, quando a pochi metri dalle solite tre grandi querce il cane rallenta, la cerca si fa più attenta e meticolosa, come se ragionasse… fino alla ferma … subito rotta da una filata a testa alta … seguita ancora da una ferma più spettacolare … io sono tre, quattro metri dietro al cane, ben piazzato, quando dal nulla la Regina si invola a colonna nel cercare di scavalcare una delle tre grandi querce… per fermarsi però un attimo prima, centrata in pieno … Buona la Prima!

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