Difesa del Diritto alla CacciaRubriche

Il controllo dei nocivi

Salve amici cacciatori e amiche cacciatrici,
oggi ho deciso di scrivere questo breve articolo per parlare di un argomento delicato “il controllo dei nocivi”.

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Come ben sappiamo, vengono considerati nocivi alcune specie di animali che provocano particolari danni alle colture o all’ambiente stesso. Le conoscete bene anche voi, sono le nutrie, le volpi, i colombi, i corvidi e gli storni…ultimamente i piani di controllo comprendono anche specie come il cinghiale, ma questo, per il momento, è un argomento che lascio in sospeso.

Allora, inizio con il dire che nello specifico mi riferisco alla mia provincia… dove ormai il 90% dei cacciatori è autorizzato, mediante specifici corsi (che hanno un costo e un guadagno), agli abbattimenti delle specie nocive, ma poi in realtà che li effettua sono sempre meno… vuoi per la difficoltà, voluta, di compilare pratiche e autorizzazioni, vuoi per i soliti motivi di simpatie ecc.

Giorni fa, un contadino della zona disperato mi chiama e mi chiede se fosse possibile intervenire sulle nutrie, perché gli stanno rovinando ciò che ha piantato, nello specifico mais… al che io dispiaciuto rispondo che non potevo fare nulla causa il cambiamento delle pratiche e la lentezza per le autorizzazioni dovute gli consigliai di parlare con il sindaco che precedentemente fece autorizzare con una delibera gli abbattimenti .. con scarsa adesione.

Ora io dico… è fatto innegabile che sia pieno di nutrie, corvidi e colombi… camminando verso sera di nutrie se ne vedono vicino agli argini veramente tante… e nella mia testa passa la solita idea…. perché non si creano figure con autorizzazioni particolari o gruppi gestiti da chi di dovere, e potere, che possano intervenire senza dover perdere tempo a far pratiche e scartoffie? Perché non si possono usare carabine piccolo calibro esempio 22lr, 17hrm, 22wrm ecc con minore impatto sull’ambiente e con buon risultato (parlo per ciò che riguarda le nutrie) o carabine aria compressa nel caso dei colombi nelle stalle??

Il perché ve lo dico io… siamo gestiti da ignoranti… i contadini non sono capaci di rivolgere le loro proteste a comuni province e regioni.. Ora consideriamo tutti i danni che le nutrie fanno agli argini e al costo di manutenzione, al pericolo che corrono i contadini con i trattori , alla diffusione di malattie e all’impoverimento di altra fauna causa invasione da parte di questo roditore.

Non parliamo delle regole imposte nel controllo del colombo… distanze ecc. per poi non parlare se vicino alla stalla dove si effettua il controllo non abita qualche simpatico/a paladino/a degli animali, so che alcune province sono gestite meglio in materia di controllo, ma pur sempre con troppi limiti per intervenire.

Ho intenzione di fare una piccola raccolta di firme e di scrivere una lettera alla provincia per dire ciò che penso e anche se sarà tempo perso proporre qualche soluzione che possa dare risultati migliori…. altro che gabbie e dissuasori del piffero.

Con questo vi saluto e vi ringrazio e… VIVA LA CACCIA SEMPRE!

Rocco Oliveri

Photo credit: and the star-spangled banner via Photopin (license)

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