Il patto coi lupi, un libro per il cacciatore conservazionista

Perché alcuni uomini conservano l’istinto della caccia e altri no? Da dove nasce la pulsione predatoria? È legittimo coltivare il nostro lupo interiore?

A partire da queste domande si sviluppa il nuovo libro di Giorgio Salvatori, intitolato Il patto coi lupi, edito da Innocenti editore. Uno scritto che, partendo dal patto siglato trentamila anni fa tra uomini e lupi, ripercorre l’evolversi nel tempo del rapporto caccia e società, arrivando a fornire un’analisi lucida e schietta di quello che sono oggi la caccia e l’animalismo.

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Due realtà in perenne contrasto, ognuna con le sue colpe, divenute i simboli dello scontro sempre più acceso che negli ultimi anni sta caratterizzando il nostro paese, quello fra mondo urbano e mondo rurale. Ma un punto di unione fra queste due realtà esiste, e Salvatori lo trova nell’ambientalismo, quello vero, fatto di amore per la natura che si traduce in conservazione e che trova i suoi migliori esponenti in quei cacciatori che per primi si sono prodigati per salvaguardare la natura selvaggia, da Aldo Leopold a Sigurd Olson, i “Padri Cacciatori della Wilderness”.

E proprio nella salvaguardia della natura selvaggia e nella figura del cacciatore conservazionista, Salvatori mette le basi per proporre la sua idea di caccia del futuro, che potrà esistere “solo se si assicura la permanenza di habitat sufficientemente protetti e la naturale riproduzione delle specie selvatiche”. 

Da un cacciatore conservazionista un libro per cacciatori conservazionisti

Non si tratta né di scritto pro-caccia firmato da un esponente del mondo venatorio né tanto meno di un saggio anti-caccia redatto da qualche seguace animalista. “Il patto coi lupi” è un libro scritto da un cacciatore conservazionista indirizzato a chi come lui ha a cuore la natura e la sua conservazione. E Salvatori ci tiene a precisarlo nel prologo, dove scrive: “Queste pagine non sono dirette agli avversari irrimediabili della caccia, ma non potranno mai convincere neppure gli uccisori seriali, quelli che vorrebbero cacciare tutti i giorni dell’anno. Difendere l’idea della caccia non vuol necessariamente dire difendere tutti i cacciatori né approvarne gli eccessi. Lettore ideale sarà invece il cacciatore-conservazionista, colui che ha a cuore la caccia, ma ancor di più ama la Natura, perché sa che questa sua passione non potrà sopravvivere senza una costante e consapevole attività di educazione e di conservazione ambientale”. 

Leggendo il curriculum dell’autore non ci si poteva aspettare nulla di diverso: Giorgio Salvatori, romano, giornalista professionista dal 1975, per trent’anni al Tg2 della Rai, direttore del web magazine “Myrrha”, è infatti il presidente dell’AIW, l’Associazione Italiana Wilderness che da anni si batte per la difesa degli ultimi lembi di natura selvaggia in Italia. Se non conoscete AIW, potete approfondire a questo link.

Dove acquistare il libro

Il libro è acquistabile nello negozio online di Innocenti editore oppure su Amazon, al costo di 15 €.

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