Benelli Novembre 2018

Abbiamo intervistato Giulia Taboga, volto femminile di Franchi. Ecco cosa ci ha raccotnato

L’abbiamo incrociata all’Hit Show di Vicenza, l’abbiamo vista più volte sparare in pedana (e sappiamo che spara bene!), l’abbiamo vista cucinare ai fornelli della Franchi Food Academy e l’abbiamo seguita nella serie TV Hunting Tales…. ma ancora sapevamo troppo poco di Giulia Taboga, il volto femminile che Franchi ha scelto come testimonial. Così abbiamo deciso di intervistarla per farci raccontare qualcosa di più su di lei e sul suo rapporto con la caccia.
Ecco cosa ci ha raccontato!

Ciao Giulia!
Ciao!

Allora, la prima domanda è di rito: come ti sei avvicinata al mondo della caccia?
Il mio avvicinamento al mondo della caccia si può definire alquanto insolito!
L’unico cacciatore in famiglia era il mio bisnonno che non ho avuto il piacere di conoscere ma fortunatamente ho ereditato la sua vecchia doppietta e qualche fotografia che custodisco gelosamente. La passione per la natura e gli animali mi accompagnano da sempre, fin da piccolina adoravo fare lunghe passeggiate nei boschi vicino casa assieme ai miei cagnolini ed il mio amichetto Marco. Durante queste passeggiate incontravamo spesso i cacciatori, ricordo che erano molto gentili con noi e ne restavo sempre affascinata. Finché un bel giorno, all’età di 12 anni circa, chiesi ad uno di loro se potevo seguirli durante una giornata di caccia. D’accordo con mia madre mi diedero il permesso di accompagnarli alla caccia al capanno, molto più sicura di quella vagante. Non appena vedevo avvicinarsi le cesene dalla finestrella iniziavo ad agitarmi e davo loro indicazioni circa la direzione dalla quale arrivavano, avrei dato qualsiasi cosa per avere un fucile in mano… Da quel momento capii che sarei diventata cacciatrice.

Hai ragione, un avvicinamento alla caccia iocaccio1molto insolito!
E ora che tipi di caccia pratichi?
Ho iniziato con la caccia al cinghiale in forma tradizionale, quindi in battuta, che è stata e resterà sempre la mia preferita. Ancora prima di conseguire la licenza comprai un Deutscher Jagdterrier di nome Ugo che decisi di addestrare personalmente, non so se fu solo merito mio o anche di un pizzico di fortuna ma ne uscì un cane equilibrato che mi sta tuttora regalando grandissime soddisfazioni. Per i primi due anni praticai quasi soltanto questo tipo di caccia ma poi mi appassionai anche agli anatidi e alla beccaccia, tant’è che decisi di acquistare un Epagneul Breton di nome Emma… purtroppo non fui così fortunata come con Ugo!
Grazie alla mia grande passione ed al mio lavoro ho comunque avuto l’opportunità di provare diverse tipologie di caccia e spero di poterne provare ancora, magari all’estero.

Quindi cacci sia in squadra che da sola, giusto?
In realtà mi capita raramente di cacciare da sola. Per quanto riguarda la caccia al cinghiale faccio parte di una bellissima squadra composta da una ventina di persone, di cui altre due donne oltre a me. Si sa, fare squadra non è facile, ognuno ha il proprio pensiero e mettere d’accordo tutti quanti a volte sembra impossibile… l’importante è darsi una mano nel momento del bisogno e far sì che le critiche siano costruttive per trovare la perfetta sintonia.
Per quanto riguarda le altre tipologie di caccia invece sono affiancata da un paio di amici di lunga data. Riuscire a stare in silenzio per ore accanto a qualcuno che conosci a malapena è impensabile, con loro invece mi sento libera di essere me stessa e so che ormai basta uno sguardo per intenderci.
Altre volte invece sento la necessità di starmene un po’ per le mie e credo che non ci sia modo migliore di questo per evadere dalla vita di tutti i giorni e staccare completamente la spina.

E com’è il rapporto con gli altri cacciatori? Mi spiego meglio: in un mondo quasi esclusivamente maschile non capita spesso d’incontrare una donna cacciatrice, come ti vedono e come ti trattano gli altri cacciatori?
Ad essere sincera non è stato proprio facile entrare a far parte di questo mondo. Quando ho preso la licenza avevo solo vent’anni e come ho anticipato non sono mai stata accompagnata da famigliari ma da persone che mi conoscevano a malapena. All’inizio erano tutti scettici, non capivano se la mia era una vera passione o un nuovo passatempo tant’è che la maggior parte di loro mi metteva alla prova. Ricordo che controllavano il modo in cui maneggiavo l’arma e mi riempivano di domande circa le misure di sicurezza da adottare durante una battuta di caccia, fortunatamente non ci hanno messo molto a capire che sono una persona responsabile e che sa rinunciare ad una fucilata evitando inutili rischi. Ora che ho un po’ più di esperienza è molto più semplice rapportarmi con gli altri cacciatori!
Ci tengo a dire che grazie a questa passione ho avuto modo di conoscere tantissime persone e ad instaurare rapporti di vera amicizia dove l’età e il sesso non contano.

Con i non cacciatori, invece, come ti approcci?
Il mio motto è “vivi e lascia vivere”, mi spiego meglio… Esistono due tipi di non cacciatori: quelli che s’interessano facendo domande per capire cosa ci spinge a portare avanti la nostra passione e a capire cos’è la gestione faunistico-venatoria e quelli che criticano a prescindere. Il mio approccio con i non cacciatori è comunque positivo, sono sempre disposta a rispondere alle domande spiegando il mio punto di vista. Mi è anche capitato di essere insultata gratuitamente da persone poco coerenti con il loro pensiero. Ricordo in particolare un episodio accaduto non molto tempo fa; mi trovavo in un locale per un aperitivo dove amici in comune mi hanno presentato una ragazza che appena ha saputo che sono cacciatrice ha dato sfogo alla sua ira insultandomi. “ma che persona sei? Come puoi uccidere poveri animali indifesi? Sei senza cuore” diceva… peccato che con una mano teneva una tartina al prosciutto e con l’altra la sua bellissima borsetta in pelle!

Purtroppo ne conosciamo molti anche noi Versione 2di non cacciatori così… comunque, passiamo oltre, che è meglio! Abbiamo visto sui social che hai allargato la famiglia: è arrivata la piccola Zoe! Ci racconti qualcosa in più?
Zoe la peste volevate dire! (ndr… sorride) Ebbene si, dopo qualche anno da bretonista ho deciso di intraprendere una nuova strada accogliendo in famiglia una Setter Inglese di 4 mesi. Ho deciso di addestrarla da sola, sarà una grande sfida! Il mio sogno è quello di indirizzarla principalmente sulle beccacce, questo comporterà molta dedizione ed impegno da parte mia. L’unica cosa che posso dire per ora è che i consigli sono ben accetti, quindi se c’è qualche esperto su questa tipologia di razza mi contatti pure tramite i social! Mi piace sentire pareri diversi.

Ok Giulia, ora sarai inondata dai messaggi di tutti i setteristi d’Italia! Lo sai, vero?!
…..sorride…. (per i lettori, questi sono i link dei profili social di Giulia: Facebook Instagram). 

Altro tema: ormai da diversi anni sei la testimonial femminile di Franchi, com’è nata questa collaborazione?
La mia collaborazione con quest’azienda è iniziata già 4 anni fa grazie a Bruno Beccaria, direttore Franchi, che mi ha proposto di entrare a far parte del gruppo in veste di testimonial. Mi ritengo davvero fortunata perché ho potuto fare della mia grande passione un lavoro e soprattutto perché ho trovato davvero una seconda famiglia! Questo team è composto da persone splendide che mi fanno sentire a mio agio anche collaborando a distanza. Grazie a Franchi ho avuto modo di scoprire luoghi di caccia fantastici e di conoscere tantissime persone. Spero che questa cooperazione continui per ancora molto tempo perché oltre a divertirmi sono felice di portare avanti gli ideali di quest’azienda che si sposano pienamente con i miei.

iocaccio2Fucile preferito?
Il mio fucile preferito in assoluto è il Feeling Beccaccia, il sovrapposto che Franchi ha dedicato alla regina del bosco. È maneggevole e leggero, perfetto per la caccia in bosco! Questo fucile è disponibile nei calibri 12, 20 e 28 con canna da 62 cm… io ho scelto il cal.20 che mi consente di non arrivare stanca a fine giornata grazie appunto al peso di kg 2,400.
Tra le novità Franchi troviamo anche l’Instinct Catalyst, il sovrapposto dedicato al mondo femminile! Nasce in cal.12, ha una conformazione che si adatta perfettamente al corpo femminile e il calcio leggermente più corto rispetto agli altri fucili. Ho avuto modo di provarlo qualche mese fa e devo dire che è stato amore a prima vista, ora devo solo aspettare che entri a far parte della mia collezione personale!

Immagino che collaborando con Franchi tu abbia avuto la possibilità di confrontarti con molte realtà venatorie italiane. Che cosa ne pensi dell’attuale situazione della caccia in Italia?
Non c’è dubbio che che la caccia in Italia stia attraversando un periodo di crisi. Questo è causato, a mio avviso, dalla difficoltà dei cacciatori a collocarsi e a giustificare la propria passione nel contesto ambientale e sociale contemporaneo. Soprattutto in questo periodo, purtroppo, ci stanno bombardando con una propaganda di stampo ambientalista ed animalista che comporta una percezione della caccia come un’attività violenta e nemica dell’ambiente. Credo che il problema sia anche culturale, dobbiamo stare uniti e non farci trovare impreparati di fronte a questo mondo che pare faccia di tutto per escluderci! Dobbiamo anche recuperare i valori e le tradizioni che un tempo venivano rispettati e facevano del cacciatore una figura nobile e ligia.

E forse in questo proprio voi cacciatrici, che sembrate essere sempre di più, potete essere uno dei punti di forza per far riavvicinare i giovani alla caccia e per riabilitare la figura del cacciatore agli occhi dell’opinione pubblica. Non credi?
Come sappiamo il numero delle persone che si dedicano a questa attività è in forte diminuzione e ci sono delle statistiche che lo dimostrano. Anche se con immensa gioia ho potuto notare che durante le ultime fiere i cacciatori erano spesso accompagnati dai figli o i nipoti che pur essendo giovanissimi sembravano già appassionarsi al mondo venatorio. È molto importante che vengano trasmessi loro i giusti ideali e valori in modo tale da permettere che pian piano la figura del cacciatore venga rivalutata e che l’attività venatoria venga considerata normale e utile per la giusta conservazione e gestione della fauna e dell’ambiente.
Sono molto felice di confermare che sempre più donne si stanno avvicinando a questo mondo… finalmente! All’estero, per esempio, ce ne sono molte di più ma credo perché la caccia, soprattutto in certi stati, sia considerata una passione come tutte le altre e quindi sia donne che uomini si sentono liberissimi di praticare quest’attività e di condividerla con gli altri non temendo critiche e pregiudizi.
Sicuramente l’avvicinamento da parte delle donne a questa attività potrà dare un contributo positivo anche se non immediato. Considerando che la maggior parte dei giovani maschi diventa cacciatore perché segue le orme del padre ben presto anche le ragazze potranno fare lo stesso grazie alla passione della madre.
La caccia è anche un mezzo attraverso cui socializzare e stare a contatto con la natura dimenticandoci per almeno qualche ora dei telefonini e della televisione assaporando momenti veri di cui porteremo per sempre il ricordo.

Concordo pienamente! E aggiungo che la caccia è anche cucina, e quest’anno nelle varie fiere di settore ti abbiamo visto destreggiarti ai fornelli… ormai sarai una cuoca provetta!
Si, dai, sto migliorando!… Franchi si sta impegnando da qualche anno a sfatare lo stereotipo del “cacciatore rozzo” con molte attività presso lo stand durante le fiere. Vogliamo dimostrare che la caccia non si ferma all’abbattimento dell’animale in sé, ma che è legata a tante altre passioni, come la cucina in questo caso. Con la Franchi Food Academy vogliamo appurare che ci sono tantissimi nuovi e semplici modi di cucinare la selvaggina lasciando da parte per un momento la ricetta della nonna! A differenza di quanto pensano in molti la carne di selvaggina, se trattata correttamente, risulta essere delicata soprattutto nelle preparazioni a crudo mantenendo così tutti i valori nutrizionali. Grazie a questa iniziativa ho avuto l’occasione di scoprire tantissime nuove ricette e di confrontarmi con cuochi esperti che mi hanno dato preziosi consigli dei quali farò tesoro!

Qual è il tuo piatto migliore?
Amo cucinare tutti i tipi di selvaggina, ma forse il piatto che prediligo è la chateubriand di cervo perché risulta molto leggero ma gustoso allo stesso tempo. La si può preparare in diversi modi: al forno, in padella, sulla griglia o alla brace, l’importante è fare attenzione alla cottura. All’esterno deve apparire ben cotta e si deve formare una “crosticina”, all’interno invece deve restare rosa. Dopo la cottura viene tagliata a fettine sottili e condita semplicemente con olio, sale e pepe. La si può accompagnare con una gustosa riduzione di frutti di bosco ed ecco che il piatto è pronto!

Infine ti chiedo se ti va di raccontarci iocaccio4qualcosa sulla Giulia al di fuori della caccia. Chi sei quando non vesti i panni della cacciatrice?
Sono una persona solare a cui piace provare sempre cose nuove e stare in compagnia! Ho praticato diversi sport in questi anni come il nuoto, il tennis, l’equitazione, il motocross, il tiro a volo e ultimamente ho provato anche il paracadutismo che per felicità dei miei genitori ho deciso di abbandonare! Mi piace molto disegnare, cucinare, viaggiare e fare shopping con le amiche. Anche se sono una cacciatrice non vuol dire che debba perdere la mia femminilità, amo prendermi cura di me stessa e del mio corpo facendo jogging e seguendo un’alimentazione sana…perlomeno durante la settimana!!! Nei weekend invece lascio spazio agli aperitivi con gli amici e magari a qualche serata in discoteca.

Per chiudere, una domanda che arriva direttamente dalla nostra community Facebook, in particolare dall’amico Michele, che ti chiede: Sei fidanzata?
Non so se sia per il fatto che sono cacciatrice… perché passo gran parte del mio tempo a maneggiare armi… o perché ho un carattere forte… ma no, non sono fidanzata!!!

Saranno felici i nostri lettori single!
Giulia ti ringrazio per la disponibilità e ti saluto!

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