“Io vado a caccia!” Essere cacciatori in un mondo di animalisti

Nel 2020 quasi ci si vergogna di essere cacciatori, lo si nasconde, per paura di essere giudicati per quello che si è realmente. Comportamento giusto o sbagliato? Parliamone!

Ero in prima superiore. La professoressa di Italiano e Storia chiese a ogni alunno della mia classe quale fosse la sua più grande passione. Dopo calcio, canto, ciclismo e motori arrivò il mio turno: ”Io sono appassionato di Spinoni e di caccia!” Questa fu la mia risposta. Gli occhi sbalorditi della professoressa non mi sorpresero più di tanto. Sapevo che era animalista, sapevo che era vegetariana e sapevo che non le piacevano i cacciatori. Ma per nessun motivo avrei nascosto la mia vera indole. Sarebbe stato come essere un lupo travestito da pecora in un gregge, guidato da un pastore ignaro del mio travestimento. E fu così che per qualche interrogazione le domande rivoltemi dalla cara professoressa furono più toste rispetto a quelle dei miei compagni ma arrivò giugno, l’anno scolastico finì e la professoressa cambiò scuola. Tutto è bene ciò che finisce bene!

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Pregiudizi e Complicità

È risaputo che in Italia nel 2020 i cacciatori, oltre a essere in calo rispetto a dieci anni fa, non sono ben visti dalla società. Le cause sono molte: attacchi mediatici di giornali e telegiornali senza possibilità di risposta, atti di bracconaggio, associazioni venatorie parzialmente assenti, propagande mediatiche con scopi tra i più disparati e tanta ignoranza. Ma la causa principale sono i pregiudizi che la gente ha nei confronti dei cacciatori. “Siete degli assassini perché uccidete barbaramente gli animali!” Oppure:” Vi auguro tutto il male del Mondo perché maltrattate i vostri ausiliari”.

Queste frasi vengono dette da persone che mangiano carne quasi tutti i giorni e che hanno più presenze al McDonald’s di un americano medio. Persone senza una minima preparazione per quanto riguarda gestione faunistica (il loro massimo grado di conoscenza è l’aver visto “Bambi” e “il Re leone” almeno una volta nella vita), conoscenza del territorio e delle sue problematiche (non sarebbero in grado di riconoscere un campo di frumento da uno di mais) e che si schierano per partito preso, senza ragionare sui reali motivi del perché si va a caccia.

Ad alimentare questi pregiudizi, secondo una mia opinione, ci sono quei “cacciatori” che nascondono la loro passione, per paura di essere giudicati dagli “amici”, diventando complici stessi degli animalisti. Queste persone si ricordano di essere cacciatori solamente la domenica mattina, quando imbracciano la doppietta e fanno passare la mattinata in campagna per poi, a fine cacciata, riporre fucile, ausiliari e passione nel dimenticatoio almeno fino alla domenica successiva. Questi personaggi fanno male alla caccia tanto quanto gli animal-ambientalisti da divano. Mai una parola spesa a favore della caccia, mai una dimostrazione d’affetto per il mondo al quale si dice di appartenere.

La caccia, per quanto mi riguarda, è altro. Non si è cacciatori solo quando la terza domenica di settembre si ha il fucile in spalla ma lo si è 365 giorni l’anno, festivi e giorni lavorativi compresi.

Il rapporto Caccia/Social

Oramai tutti i cacciatori hanno un profilo su Facebook, addirittura i più tecnologici ne hanno anche uno su Instagram. Sui social si pubblicano le foto di paesaggi, di prelibatezze culinarie, degli ausiliari a caccia e poi si arriva alla grande diatriba che divide i cacciatori: pubblicare i carnieri o non pubblicarli?

Una parte dei cacciatori crede che pubblicando i carnieri si vada a fornire un assist agli animalisti per attaccare il mondo della caccia. Ma io mi domando che differenza ci sia tra una foto di una lepre a fine cacciata e un coniglio nella vetrina del macellaio o tra un germano fotografato nel contesto giusto e una sogliola nel banco della pescheria. Io non ne vedo.

Poi ci sono quelli che sembra vadano a caccia solo per pubblicare la foto del carniere su Facebook per fomentare l’invidia di qualche amico, che magari torna a casa a mani vuote.

Io credo che i carnieri regolari vadano pubblicati. Se la foto è qualitativamente bella, con il coinvolgimento di un bel fucile, degli ausiliari o di un particolare paesaggio, non credo ci sia molto da discutere. Io per il campo della fotografia ai carnieri apprezzo molto i duck-hunter americani. Fanno foto di grande qualità e sempre originali.

I social, oltre che essere un ottimo sistema per comunicare con amici lontani, sono anche ottimi mezzi di propaganda per i gruppi di animalisti italiani. Numerose sono le pagine anticaccia, che puntano sulle fake news per fare qualche mi piace e qualche condivisione in più. Certamente è più facile fare like con post contro i cacciatori rispetto che con argomentazioni serie e valide per far chiudere la caccia.

Cacciatore moderno

Come già scritto in un mio precedente articolo, se non ci nasci, diventare cacciatori è difficile, quasi impossibile. Le possibilità si abbassano di molto quando, ai giorni d’oggi, praticare l’amata passione sta diventando sempre più difficile. Tra mille divieti, carnieri vuoti e costi sempre più alti la caccia non se la sta passando bene.

La cosa che mi consola sono le centinaia di giovani che, con una passione gigantesca, continuano a sognare la guidata del proprio ausiliare dietro a una brigata di starne o un volo di codoni che cura la stamperia, sorvolando il capanno. Certo le difficoltà sono aumentate, i carnieri sono molto ridotti e il passo migratorio è differente rispetto a quelli che hanno fatto appassionare i nostri nonni ma la passione, se è vera, resiste e continuerà a vivere con noi fino al nostro ultimo respiro. Le levatacce, i chilometri percorsi, i sacrifici sono sempre giustificati dalla passione, dal sogno di poter vivere la mattinata perfetta, quella che racconteremo ai nostri nipoti per farli “ammalare” di caccia.

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5ommenti

  1. Noi sappiamo cosa è la Caccia e concordo con la maggior parte dei post. L’odio per i cacciatori è fondato da un enorme ipocrisia e dall’ignoranza che regna sovrana e sempre più imponente nella società moderna, dall’incapacità e la pigrizia di fare un ragionamento semplice che porterebbe inesorabilmente ad essere a favore della Caccia. Perché essere contro la Caccia è non essere contro la Pesca sportiva e a maggior ragione contro la pesca Industriale. Perche non sprecare tutta l’energia contro la Caccia è usarla contro L’agricoltura intensiva. Perché non usare tutto l’odio e l’energia contro la Caccia contro gli allevamenti Industriali. L’ipocrisia e la superficialità non ha limite nella società moderna, governata dall’ignoranza. Un individuo onesto non cacciatore con un buon livello di conoscenze e interesse per l’ambiente non potrà che essere a favore della Caccia.

  2. Buongiorno Alessio,
    ho letto con molto interesse il tuo articolo ” Io vado a caccia” e sono pienamente d’ accordo
    con Te. Non bisogna vergognarsi di essere un cacciatore, anzi , si deve esserne orgogliosi.
    Ero un rappresentante , oggi sono in pensione, e non ho mai nascosto il fatto di essere un cacciatore con i miei clienti, anche con quelli più animalisti, vegetariani, vegani e anticaccia.
    Cacciatori si nasce, non si diventa …. è’ una questione genetica. Ai primordi della razza umana
    prima ancora della riproduzione, c’ era l’ alimentazione. Qualcuno dei nostri avi ha deciso di scendere dagli alberi, dove si potevano mangiare solo foglie e frutti, e ha cominciato a mangiare carne … ed eccoci qua … gli altri sono rimasti scimmie.
    Caro Roberto Cicognani, quello che dici conferma la mia teoria sul fattore genetico ….
    mio nonno ha avuto cinque figli : due maschi e tre femmine. Le figlie femmine hanno avuto
    solo figlie femmine, dei due maschi uno, mio zio , cacciatore, ha avuto tre figli maschi, nessuno
    cacciatore. Mio padre, non cacciatore, ha avuto due femmine e un maschio, io, cacciatore.
    Da quando ho cominciato a camminare, ho avuto dentro di me questa cosa, questo ” istinto ”
    che mi faceva essere un predatore e non una preda. Cerco di spiegarmi meglio …
    Il gatto, tutti i gatti, ha l’ istinto di afferrare qualsiasi cosa gli si faccia ballare davanti,anche se
    ha la pancia piena, è’ più forte di lui, cerca di prenderlo. Per me è lo stesso, se mi passa sopra
    o vicino un animale, mi scatta quella cosa, e cerco di prenderlo, è’ più forte di me ….
    Non mi sono mai vergognato di questo. Ho cercato di spiegarlo a chi non mi capisce, ma è
    come spiegare i colori a chi è nato non vedente …
    Per finire , dico che io rispetto tutte le opinioni, chi è favorevole alla caccia e chi non lo è ,
    io non obbligo nessuno ad andare a caccia, ma nessuno può obbligarmi a non andarci .
    Carlo

  3. Buona sera a tutti
    io dal mio canto penso che sia giusto come diceva Gianmatteo sensibilizzare la nostra passione come tante altre in TV tramite anche pubblicità come accadeva un po di tempo fa che poi hanno tolto subito dopo qualche settimana.
    Anche per far capire che anche noi abbiamo un cuore, il bisogno di uscire in libertà con il nostro ausiliare.

  4. vado a caccia da piu di 40 anni , enon mi piace quello che e’ diventata.troppa tecnologia aiuta i cacciatori,mentre gli animali non si sono evoluti,pertanto anche cambiando diverse associazioni,ho riscontrato che a tutte va bene com’e’, ho un cane di tre anni ,che spero viva piu’ possibile,ma quando mi molla , questa caccia la lascio ad altri.

  5. Troppi pregiudizi sui cacciatori! Viviamo ormai in un mondo dove fa chic essere vegani, animalisti, buddisti, palestrati ecc… che miseria!

  6. Caro amico ho 72 anni e andavo con mio padre quando avevo 10 anni. A quei tempi c erano tanti animali e bastava scegliere il tipo di caccia. Oggi gli animali non ci sono più e devi andare in riserva. Oggi e solo caccia a scopo di lucro

  7. Caro amico, premesso che la tua concezione, giustissima è anche molto bucolica , resta una considerazione. I cacciatori, noi cacciatori, siamo uomini. Né purtroppo e né per fortuna. Semplicemente così con tutti i difetti, pregi, pregiudizi e chi più ne ha più ne metta, che ci caratterizzano. Ognuno di noi nasce con caratteristiche proprie e solo eccezionalmente siamo soggetti ai condizionamenti ambientali
    Per quale motivo si nasce cacciatori? Non saorei, forse per lo stesso.motivomoet cui uno.nace animalista. Ciò che conta veramente è l’onestà intellettuale che ci deve animate. Io ho due figlie. Una ha il.porto d’armi e l’altra è visceralmente anticaccia. L’anticaccia ha tre figli, una femmina e due mm maschi tutti appassionati di armi e quindi, potenzialmente, anche, forse, futuri cacciatori. Sempreché ne esista ancora la possibilità quando decideranno di lo qdvuatsi andate ade esplorare più vpkrysmente questo mondo.

  8. Anche io sono un cacciatore penso che la caccia e passione si fa solo ed esclusivamente col cane oppure con i richiami ma posso sicuramente dirti che la rovina della caccia sono i cacciatori stessi con la loro ignoranza e la voglia di mettersi in mostra

    1. Ciao Gabriele. Ti do ragione in parte. Anche tra le fila dei cacciatori ci sono dei soggetti dai quali è meglio discostarsi. Purtroppo gli stupidi ci sono dappertutto e sta a noi distanziarci da queste figure quando ne combinano qualcuna. Non sono d’accordo con te sulla caccia che, secondo quanto hai scritto, è solo quella solo col cane o con i richiami. La caccia di selezione, per esempio, è una bellissima caccia, pur non utilizzando setter o Duck Commander. Io non la pratico perché non mi interessa ma, come qualsiasi altra tipologia di caccia, merita rispetto e va difesa e tutelata.

  9. Siete pregati…. Di non provocare il cacciatore… Lasciate stare chi lo è….. Gli animalisti non ci importa nulla di ciò sono categorie antidemocratico.. Distruttori della libertà

  10. Io mi rendo conto che le persone non sanno che cosa sia la caccia, se chiedi alla prima persona che incontri l’unica risposta che senti e…non e neccessario cacciare per mangiare, io sono un cacciatore da 37 anni per le persone che non vanno a caccia e impossibile fare capire lo spirito che ci vuole la caccia non e uno sport ! Non e un obbi, la caccia e qualcosa che e dentro di noi e una passione se racconti cosa comporta. Ti danno per matto, la gente vede i filmati in televisione basta questo per giudicare, se chiedi vuoi venire una volta con me, ti danno del pazzo, alzarsi alle 3 di notte con vento pioggia ma chi c’è lo fa fare e la passione una cosa che ti fa gioire anche se soffri e bello dormire ma vedere l’alba sentire il volo degli uccelli e la cosa più bella che ci sia vivere la. natura il carniere viene in un secondo momento ci sta vai per quello ma e soprattutto l’approccio che ti dà quella gioia di essere cacciatore

  11. Bisogna intervenire già a scuola! Come del resto hanno fatto WWF etc etc!
    Già a me nel lontano 79′ le professoresse a scuola aditavano i cacciatori di ogni insulto, dipingendo come persone indegne, quando si rivolgevano a me gli rispondevo per le rime! Gli dicevo che persone come mio nonno, mio padre, i miei zii ed i cugini erano persone più che all’altezza! E quasi tutti cacciatori, gente che per la natura faceva qualcosa, pulivano passi, seminavano colture a perdere per i selvatici, e soprattutto erano sempre in prima linea a spegnere gli incendi quando qualche ” intellettuale ” incendiava boschi, sterpaglie mettendo a rischio oltre alla sicura morte degli animali l’incolumità di case e persone.
    Di ambientalisti che fanno qualcosa per il prossimo ne conosco pochi pochi! Li conto sulle dita di una mano.

    1. Ciao Gianmatteo, concordo pienamente con te. Però non credo sarà un’ idea attuabile perché, essendo divisi in centinaia di “fazioni”, non riusciamo a far sentire la nostra voce a chi di dovere. E per portare la caccia a scuola ci vuole una voce molto “forte”…

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