Caccia al FemminileRubriche

La caccia è libertà di pensiero

Scrivere di caccia, per cacciatori penso sia abbastanza semplice. Gli argomenti certamente non mancano, basta parlare di ottiche, armi, balistica o descrivere ogni nostra uscita di prelievo e già si riempiono pagine e pagine di emozioni pure.

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Ma scrivere di caccia o meglio cercare di fare una riflessione su questo mondo penso non sia semplice anzi forse diventa presuntuoso se a farlo è una donna cacciatrice, il cui lavoro non è la “penna“. Ma perché non provarci…

Caccia è una parola semplice che racchiude nel suo contesto la vita dell’uomo dalle sue origini ad oggi. Caccia era ed è ancora in zone povere, sopravvivenza, fonte di alimento. E dove essa è ancora fonte di alimento è rimasta come agli albori, fine a se stesso senza egoismo, rabbia contestazione e mancanza di rispetto. Senza offese e volgarità.

Ma, in un mondo moderno dove tutto è dato per scontato, dove ognuno di noi è professore, teologo, nutrizionista e quant’altro, ognuno è pronto ad additare tutto e tutti senza soffermarsi a pensare un minuto. Ecco, qui avviene la trasformazione. Ci si divide su quello che è un cacciatore. Una cacciatrice poi, donna, lei che dà la vita cosi senza scrupoli la toglie!!

Fermiamoci un attimo a riflettere, valutiamo la differenza fra essere umano e animale, chiediamoci cosa faccia o e dove vogliamo andare; valutiamo il vissuto e quello che dovremmo vivere.

La caccia è una passione come tante altre che il nostro tempo ci permette, è in primis libertà di pensiero. Un cacciatore preleva un animale, pone la parola fine alla sua vita nel rispetto delle leggi e dell’ambiente in cui questo avviene. È il tassello finale di un puzzle composto da infiniti elementi, conoscenza, lavoro, rispetto, frequentazione di un ambiente monotono dove l’equilibrio al giorno d’oggi è precario, ma che ognuno di noi può frequentare e condividere.

Il prelievo di un cacciatore è forse peggiore di tanti altri che ognuno di noi compie nell’ambiente giorno dopo giorno per la sua egoistica vita senza nemmeno accorgersene? Sotto qualsiasi forma e senza niente in cambio? Troppo semplice additare elevarsi a giudici divini e elargire sentenze sentendosi i migliori. Offendere e valutare chi non si conosce o chi non la pensa come te. Dipingere la caccia com brutale, dove egoismo e crudeltà trionfano sovrani al di sopra di qualsiasi ragione.

La caccia è il volare di un jumper, l’emozione di un fotografo, la fatica di uno scalatore, di un biker, è la fragranza di un profumo unico.
Non si pretende venga condiviso e nemmeno capito, ma si vorrebbe un rispetto umano verso chi la pratica.
In uno stato che si definisce civile e in cui la parola libertà si pensa abbia ancora un valore importante.

La presidente del gruppo cacciatrici trentine
Eddi

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