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La domanda sorge spontanea…

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Che la caccia in Italia sia arrivata davvero a una svolta era nell’aria…

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Si, vero, la nostra popolazione invecchia molto velocemente e i giovani restano abbastanza nascosti, anche perché ogni volta che provano a farsi avanti vengono “gambizzati” da quelli che sono attaccati alla poltrona con una colla che non si stacca manco da morti, ma è anche vero che iniziamo ad essere una popolazione erudita anche sull’utilizzo di internet (e non solo per siti di scadenti costumi hehehehe).

Adesso si iniziano a scoperchiare vasi di pandora che prima manco ci si permetteva di nominare, e invece adesso la gente inizia ad incazzarsi e ad attaccare, chi più e chi meno. E questo grazie anche ai deleteri social network, adeguati soprattutto a chi si deve fare pippe e sbraitare contro i mulini a vento… ma non esistono solo questi… ci sono anche quelli che bene o male si battono davanti a certe bischerate.

Ora la questione cellulare, che continua a rasentare il ridicolo, gente che addirittura scrive articoli e occupa spazi sui giornali per dire che: “il cellulare mi ha salvato la vita una volta, perché stavo male”…. infatti il cellulare a caccia si può usare tranquillamente per chiamare in caso di bisogno urgente, ma noi no, continuiamo a lamentarci ai 4 venti per miraggi dati dalla scarsa informazione.

Quindi oggi giusto perché a me questa storia del telefono, non mi fa ne caldo e ne freddo (a caccia meno mi rompono i coglioni e meglio è) scateniamo un altro putiferio…..
la domanda tecnica sorge spontanea, va bene caccia in deroga, di una specie teoricamente protetta “Storno vulgaris” ma che fa danni per milioni di euro in tutto lo stivale, ma….
io mi chiedo chi è quel fantozziano individuo che ha stilato il modus operandi della caccia in deroga allo storno?

A prescindere, la caccia fatta a caccia aperta non è altro che prevenzione del danno che poi lo stesso odiato pennuto farà o potrebbe fare da aprile/maggio in poi sulla frutta rossa. Ma io mi chiedo, come si può prevenire i danni futuri se poi non te li fanno cacciare? E, altro punto importante, il come te li fanno cacciare:

  1. Distanza da frutto pendente
  2. Con dissuasore in atto
  3. Senza utilizzo di richiami di alcun genere… ecc ecc

Ecco, è questo il punto sul quale vorrei aprire un dibattito….

Già gli scorsi anni, nonostante le pressioni fatte, i vari assessori continuavano a rispondermi: la caccia in deroga è uguale per tutti. Ma naturalmente solo tra Toscana. Marche e Emilia Romagna le differenze erano sostanziali, per poi non parlare della differenza tra provincia di Ravenna e di Bologna. Nella dicitura veniva riportato:

  • vietato l’utilizzo di qualsiasi tipo di richiamo. (ecco sotto Bologna c’era il . Punto.)
  • sotto Ravenna invece, visto che per i nostri politici era uguale per tutti avevano semplicemente allungato la dicitura: vietato l’utilizzo di qualsiasi tipo di richiamo, (virgola) della medesima specie.

Ops… alla faccia della differenza! In un caso gli storni dovevano venire al tuo gioco proprio se erano kamikaze suicidi…. mentre, sotto Ravenna invece, la caccia poteva avere un senso leggermente più logico, anche se poi tutto svaniva quando sentivi di alcuni corpi di guardie volontarie che….. eh si, ti multavano anche se avevi uno stampo nero con becco arancione (dipinto a merlo) e sotto riportava la scritta STORNO…la sagra delle cazzate.

La 157, non la si può toccare vero? Infatti quest’anno a livello nazionale, il capo va segnato appena abbattuto, che per la stanziale era già così, ma invece per la migratoria, potevi segnare anche solo quando lasciavi l’appostamento e uscivi per far su tutto…..
allora mi domando due cose, se possiamo cambiare le regole della 157, cosa si aspetta a mettere cacciabile storno e cormorano?

E cosa aspettiamo ad impedire che certi corpi di anticaccia, siano autorizzati a controllarti e verbalizzarti??? Leggermente anticostituzionale che uno completamente contrario alla caccia ti possa controllare e multare, come mettere un vegano in un ufficio acquisti di una macelleria.

Ma torniamo ai nostri amati pennuti…… e non parlo di specie di pregio, parlo di specie colpevoli di danni impressionanti agli allevamenti ittici e a frutteti.

Cosa aspettiamo a modificare quella putt… di deroga (se diventasse cacciabile saremmo a posto) anche perché, io a caccia (e lo dice la legge) posso andare anche con stampi di specie particolarmente protette, vedi falco e civetta in plastica utilizzati per la caccia alle allodole, oppure chi utilizza stampi di aironi e altre specie particolarmente protette, come i gabbiani, in certe valli (io no, ma so che c’è chi lo fà) e allora mi domando, cosa si era fumato colui che ha deciso che allo storno non posso usare stampi di storno in plastica?

Ma la vogliamo piantare di spendere tempo e soldi in guerre che non dovrebbero essere manco combattute?

Riusciremo mai a far capire a una qualunque delle associazioni venatorie che difendono (o dovrebbero farlo) i nostri diritti che è ora di piantarla di svendere la nostra categoria ed è ora di dare un bel pugno sul tavolo?

Questa cosa deve finire. Alcune Regioni e alcune città hanno già detto basta cambiando bandiera (politica)…. ed è ora che l’Emilia Romagna, che ha purtroppo la sfiga di avere in casa Ispra, dia un bel pugno sul tavolo e tutte le Associazioni Venatorie, e dico tutte, si presentino coese e unite, per far si che queste ingiustizie ai danni dei cacciatori, finiscano. Perché oggi in casa nostra… ma subito dopo, diventeranno nazionali… e questa cosa deve finire, la malattia è qui… (in Emilia Romagna) e va estirpata.

Mirco Costa
Presidente
Quackers Italia & Irsuto team

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