Interviste

L’importanza di essere a Torino il prossimo 8 giugno. Ne abbiamo parlato con Alessandro Bassignana

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In questi giorni abbiamo raggiunto Alessandro Bassignana, uno dei personaggi più noti e rappresentativi del mondo venatorio piemontese, nonché amministratore di uno dei più seguiti siti in tema venatorio (cacciando.com) e organizzatore della manifestazione di protesta che si svolgerà il prossimo 8 giugno a Torino. Con lui abbiamo scambiato quattro chiacchiere sul perché di questa manifestazione e sull’importanza di raggiungere una partecipazione numerosa. Ecco cosa ci ha raccontato.

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Ciao Alessandro,
sappiamo bene che da molto tempo i Cacciatori piemontesi sono vessati da una politica regionale che li discrimina rispetto al resto dei cacciatori italiani. Tutto questo sta alla base della manifestazione di protesta del prossimo 8 giugno, giusto? Ci racconti che limitazioni all’attività venatoria la Giunta Piemontese ha imposto e sta cercando di imporre con la nuova legge regionale sulla caccia?

Sì, quella è la base, ma poi abbiamo pensato di rendere la manifestazione nazionale, estendendo l’invito a tutti. In sostanza l’8 giugno vorremmo sensibilizzare tutti sulle ragioni del mondo venatorio e sulle valenze della nostra attività. Limitazioni? Tantissime, e sarebbe più facile chiedere cosa sia ancora consentito. Prima di tutto la caccia viene vista come attività pericolosa, quasi fosse in grado di nuocere alla salute pubblica, e riservando quindi ai sindaci la possibilità di bloccare l’attività venatoria sul loro territorio; poi il divieto di cacciare 15 specie consentite dalla 157, nonostante siano già di fronte alla Corte Costituzionale per analoghi provvedimenti. Comunque è tutto l’impianto legislativo a risentire di questa impostazione, delegando alla Giunta aspetti che dovrebbero essere contenuti nella legge.

Credi che queste limitazioni a livello regionale possano avere un seguito anche a livello nazionale? Magari con fenomeni di emulazioni in altre Regioni?

Questo è un timore di molti, e cioè che parta l’effetto contagio. Siamo in Italia, tutto è possibile.

Come dicevi, la manifestazione è nata per difendere la caccia in Piemonte, ma ormai ha assunto un’importanza di carattere nazionale per il futuro della caccia in Italia. E anche per questo avere una partecipazione numerosa è estremamente importante. Tu che risposta di presenze ti aspetti?

Molto alta. Il 10 giugno del 2016 fummo quasi in 5.000, ma oggi le condizioni sono molto diverse, e aspettarsi 10 o 20 mila partecipanti, e forse anche di più, non è affatto un volo pindarico.

So che hai già ricevuto molte conferme di partecipazione tra Associazioni e personaggi noti del mondo venatorio, vero?

Si, ci saranno molti Presidenti nazionali di AAVV, industriali e giornalisti, ma specialmente la manifestazione credo vedrà anche una buona presenza di rappresentanti del mondo politico, e non solo quello regionale.

Avete scelto un giorno della settima che ha fatto un po’ discutere, il venerdì, giorno in cui molti cacciatori lavorano. Ci spieghi questa scelta?

Semplice, il venerdì lavorano anche i politici di Regione Piemonte, e noi abbiamo chiesto un incontro al Presidente Chiamparino, Giunta e Consiglio; insomma chi riterrà di farlo. Quel giorno la legge sarà già stata approvata, ma noi lavoreremo per costruire le basi perché venga modificata; tra meno di dodici mesi in Piemonte si torna al voto, e per l’attuale maggioranza sarà difficilissimo riconfermarsi. Comunque dovessimo organizzare altri eventi, come feste o sagre, terremo in considerazione la  richiesta di chi ora ci contesta la scelta del venerdì; tra l’altro le stesse persone che durante la stagione di caccia prendono ferie o permessi pur di cacciare. Lo facciano anche l’8 giugno, perché è per garantire il futuro della caccia che scendiamo in piazza.

C’è anche chi ha criticato la scelta di manifestare in piazza, in particolare Federcaccia Piemonte, che infatti non sarà presente. Sostiene che la manifestazione del 2016, nonostante sia stata molto partecipata, non ha portato alcun risultato e quindi oggi preferisce agire in altro modo. Ovviamente, tu non sei di questo avviso. Quali importanti segnali può mandare il mondo venatorio con queste manifestazione?

Federcaccia Piemonte, di cui sino a dicembre 2017 ero vice presidente vicario, ha ben altri problemi  interni, e ritiene di disertare la manifestazione. Faccia pure, ma di quell’avviso non sono i suoi associati che parteciperanno in massa, con bandiere e striscioni. Adesioni FIDC sono anche giunte da Bergamo, Friuli Venezia Giulia e Liguria. L’8 giugno il mondo venatorio intanto deve dimostrare d’essere vivo, unito e motivato; mia pare queste siano ragioni più che valide per giustificare la propria partecipazione.

Per tutti quelli che verranno a manifestare ci dai un po’ d’informazioni su orari, luogo di ritrovo e sul come raggiungere Piazza Castello.

Ci troveremo intorno alle 10 nell’immensa Piazza Vittorio Veneto (360×111 metri), a ridosso del fiume Po. Da lì alle 11 partirà il grande corteo che sfilando in Via Po raggiungerà Piazza Castello, dove ha sede Regione Piemonte. Lì una delegazione qualificata incontrerà Presidente e Assessore, oltre ad altri rappresentanti della Regione.

In ultimo, c’è qualcosa d’altro che vuoi dire ai Cacciatori Italiani?

Sì, quel giorno potrebbe diventare importante per tutta la caccia italiana e non+ solo quella piemontese. Partecipate, ma siate civili ed educati, rispettosi come sanno sempre essere i cacciatori. La Caccia s’è desta!

Grazie Alessandro per l’intervista, ci vediamo l’8 giugno a Torino!

Di seguito trovate il Manifesto dell’evento e le Istruzioni per partecipare.

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