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Peste suina a Roma, le prime misure adottate dalla Regione

Delimitata la zona infetta provvisoria, non si potranno avvicinare e disturbare i cinghiali. Nella zona di attenzione al via la ricerca attiva delle carcasse e la chiusura dei varchi d'accesso

Mentre la peste suina africana in Liguria e Piemonte continua a diffondersi – l’ultimo bollettino riporta 114 positività accertate – e le amministrazioni regionali arrancano nell’applicare le misure per contenerla, il virus della PSA è arrivato Roma.

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Lo scorso giovedì 4 maggio l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Umbria e Marche ha confermato la positività di una carcassa ritrovata nell’area metropolitana della capitale, più precisamente nei pressi del Parco dell’Insugherata, una riserva naturale situata nella zona nord ovest di Roma all’interno del grande raccordo anulare.

Non ci sono certezze su come la peste suina sia arrivata Roma e nemmeno si sa se il caso sia effettivamente collegato con il focolaio ligure/piemontese. Probabilmente lo chiariranno le analisi genetiche. È estremamente probabile, però, che il virus sia stato trasportato dall’uomo, forse in alimenti contaminati finiti poi nei cassonetti di rifiuti, mangiatoie abituali dei molti cinghiali capitolini.

Le prime misure adottate dalla Regione

Angelo Ferrari, il commissario straordinario che segue l’emergenza PSA, ha subito riunito il gruppo di esperti e l’unità centrale di crisi per delimitare l’area infetta e definire le misure straordinarie da attuare. Misure e delimitazioni che sono state ufficializzate con l’ordinanza firmata venerdì 6 maggio dal presidente della Regione.

Come successo già in Piemonte, è stata subito definita una “zona infetta provvisoria che interessa buona parte del quadrante nord ovest di Roma e che racchiude porzioni del Parco dell’Insugherata, del Parco di Veio, del Parco del Pineto e della Riserva di Monte Mario. Una zona delimitata a nord e a ovest dal grande raccordo anulare, a est dal Tevere e sud da alcune vie della capitale.

La mappa dell'”area infetta provvisoria”, in arancione, e della “zona di attenzione”, in rosa, in cui verranno adottate le misure per contenere il virus della peste suina africana.

In quest’area sono state definite misure e compiti piuttosto precisi: gli Enti gestori delle aree protette dovranno rafforzare la sorveglianza passiva, il Servizio veterinario dovrà campionare tutte le carcasse per valutare la positività al virus, ASL e IZSLT si occuperanno dello smaltimento delle carcasse e il Comune di Roma Capitale dovrà installare una segnaletica specifica per delimitare le zone coinvolte e dovrà recintare e riposizionare i cassonetti dei rifiuti in modo da rendere difficile l’accesso ai cinghiali.

Fra le misure ci sono anche alcuni divieti che, data la natura e la densità di popolazione del territorio, sono meno stringenti rispetti a quelli attuti nella zona rossa piemontese e ligure. I cittadini non potranno alimentare, avvicinare e disturbare i cinghiali, ma potranno continuare a frequentare le aree agricole e naturali. Dovranno però disinfettare le scarpe all’uscita di queste aree e non potranno organizzare eventi all’aperto di nessun genere, pic-nic inclusi. Nel caso di rinvenimento di una carcassa si potrà segnalare al numero verde 803.555.

Fuori dalla zona infetta è stata identifica anche una “zona di attenzione” estesa a tutto il territorio della ASL RM1 a ovest del fiume Tevere. Qui inizierà la ricerca attiva delle carcasse coadiuvata da Regione, Enti di gestione, Comune e Polizia e si provvederà a chiudere i varchi di accesso presenti nelle aree protette a nord della zona infetta.

Costa: “Occasione di ridurre sensibilmente la popolazione dei cinghiali”

Per far fronte all’allargamento dell’emergenza PSA il ministro Speranza ha delegato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ad occuparsi dell’emergenza in affiancamento al Commissario nazionale Angelo Ferrari.

Costa, ospite della trasmissione Mi Manda Rai Tre, ha alzato subito l’attenzione sulla necessità di ridurre il numero di cinghiali attraverso gli abbattimenti: “Mi auguro si possa fare una riflessione per cogliere l’occasione di ridurre sensibilmente la popolazione dei cinghiali” – ha detto il Sottosegretario. “Rispetto le sensibilità di tutti, animalisti e ambientalisti, ma siamo di fronte a un’emergenza e deve essere affrontata con strumenti emergenziali. I cinghiali hanno invaso le nostre città, i nostri parchi, i nostri quartieri. Credo sia il momento opportuno per pensare a un piano di selezione e di abbattimento importante, che riduca il numero e la presenza dei cinghiali”.

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