Calabria

Anche la Calabria zona arancione, consente la caccia nell’ATC di residenza

La Calabira è la seconda regione arancione ad autorizzare la caccia al di fuori del proprio Comune, considerandola uno stato di necessità

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La Calabria, regione in zona arancione dallo scorso 28 novembre, ha seguito l’esempio della Toscana autorizzando gli spostamenti per praticare la caccia su tutto il territorio dell’ATC di residenza venatoria. La decisione è stata presa dal Presidente della Regione, Nino Spirlì, con l’ordinanza n. 94 firmata lo scorso lunedì 7 dicembre che autorizza anche gli spostamenti per pescare.

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Il rispetto che cacciatori e pescatori hanno sempre dimostrato nei confronti dell’ambiente, unito alla rassicurazione circa il loro comportamento responsabile e rispettoso delle direttive dei governi centrale e regionale, mi hanno spintoha spiegato Spirlìad accogliere le richieste pervenutemi negli ultimi giorni da parte dei vari rappresentanti di categoria. In un periodo di grande tensione, dovuto anche all’isolamento forzato, poter svolgere attività all’aria aperta e in pieno contatto con la natura non può che essere salutare“.

Cosa prevede l’ordinanza

Come la Toscana anche la regione Calabria ha considerato la caccia come uno “stato di necessità per consentire l’equilibrio faunistico-venatorio, limitare i danni alle colture, nonché il potenziale pericolo per l’incolumità pubblica”. E con questa motivazione ne ha consentito lo svolgimento nel Comune di residenza, nell’ATC di residenza venatoria e nei distretti d’iscrizione per il prelievo degli ungulati anche situati in comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione.

L’ordinanza specifica anche che “l’attività venatoria è limitata ai soli residenti in Calabria e potrà essere svolta solo in forma individuale e nel rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramento”. La regione ha poi precisato che “nei distretti d’iscrizione, ovvero nelle aree assegnate alle squadre in braccata per il prelievo degli ungulati potrà essere esercitata anche non singolarmente e comunque nel rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramento.”

Da oggi, quindi, i cacciatori calabresi potranno cacciare anche al di fuori del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione. Vedremo se altre regioni arancioni seguiranno l’esempio toscano.

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