Dalle RegioniToscana

Toscana zona arancione, caccia consentita nell’ATC di residenza

Prima fra tutte le regioni arancioni la Toscana consente la caccia al di fuori del proprio Comune, considerandola uno stato di necessità. Fondamentale il lavoro delle Associzioni

Dalla mezzanotte di oggi la Toscana tornerà a essere una regione arancione e da domani si potrà tornare a caccia in tutto il territorio dell’ATC di residenza. Il presidente regionale Giani, infatti, ha deciso di autorizzare gli spostamenti per praticare l’attività venatoria anche al di fuori del proprio Comune di residenza, domicilio e abitazione.

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Le motivazioni della scelta

Una scelta diversa da quella fatta da tutte le altre regioni arancioni, che contrasta con le FAQ del Governo e che è frutto dell’intenso lavoro di confronto fra le associazioni venatorie e un’amministrazione regionale che ha ancora voglia di tenere in considerazione i cacciatori. 

La Regione ha preso tale decisione basando la scelta su una considerazione simile a quella già presa settimane fa dalla provincia autonoma di Bolzano per riaprire la caccia di selezione, ma estendendola a tutti i tipi di caccia: il prelievo venatorio è stato considerato come uno stato di necessità “per limitare i danni alle colture e il potenziale pericolo per la pubblica incolumità, nonché per conseguire l’equilibrio faunistico venatorio”.

Cosa prevedere l’ordinanza

L’ordinanza, scaricabile a questo link, consente lo svolgimento dell’attività venatoria con le seguenti modalità:

  • nel Comune di residenza, domicilio o abitazione
  • nell’ATC di residenza venatoria
  • nelle Aziende Faunistico Venatorie, Agrituristico Venatorie e nelle Aree per l’addestramento e
    l’allenamento dei cani anche situate in comuni diversi da quello di residenza, domicilio o
    abitazione
  • nei distretti di iscrizione per il prelievo degli ungulati anche situati in comuni diversi da quello di
    residenza, domicilio o abitazione
  • negli appostamenti fissi autorizzati dalla Regione, anche situati in comuni diversi da quello di
    residenza, domicilio o abitazione, ai soli titolari dei medesimi; in presenza di appostamenti
    complementari, a non più di 1 frequentatore per struttura complementare.

Inoltre, l’ordinanza chiarisce che l’attività venatoria è limitata ai soli residenti anagraficamente in Toscana ed esclusivamente all’interno dei confini amministrativi regionali, e che non è consentita ai cacciatori con residenza anagrafica fuori dai confini amministrativi della Regione Toscana, anche nel caso di domicilio o abitazione all’interno del territorio regionale.

Come si comporteranno le altre regioni?

Ora sarà interessante vedere come si comporteranno le altre regioni arancioni, seguiranno l’esempio toscano? La Cabina di Regia del mondo venatorio ha già lanciato un appello ai Governatori di Lombardia, Calabria, Campania, Basilicata, Piemonte e Valle d’Aosta per chiedere urgentemente l’adozione di provvedimenti similari, che consentano come in Toscana di tornare a caccia nell’ATC di residenza.

E come reagirà il Governo? Deciderà d’impugnare l’ordinanza di Giani? Probabilmente sì, se le associazioni animalisti faranno pressioni, ma nel frattempo la Toscana sarà tornata in zona gialla e l’ordinanza avrà perso di efficacia.

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