Attrezzatura per la caccia di selezione. Chi più spende, meno spende? – 2ª Parte

Weidmannsheil colleghi!
Nel precedente appuntamento abbiamo parlato delle spese necessarie per la nostra passione, come promesso vedremo di concludere questa carrellata, con gli accessori che possono esserci utili.

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Il lungo

Il lungo (in tedesco spektiv) è un telescopio a tutti gli effetti, ha una quantità di ingrandimenti variabili solitamente dai 20 ai 60. Per una buona visione, questa ottica necessita di molta luce in entrata, quindi la lente in uscita è ben più grande di un’ottica da puntamento e difatti si hanno dimensioni che partono dai 60mm di diametro in su. Chiaramente più ingrandimenti si hanno, più il diametro di uscita deve essere grande per “sostenere” la visione crepuscolare: dimensioni e peso però generalmente vanno a braccetto quindi, all’aumentare di uno aumenta anche l’altro. Materiali moderni, come il magnesio che prende il posto dell’alluminio, fanno alleggerire la nostra ottica, ma fanno alleggerire anche il portafogli!

Anche in questo caso le necessità sono quelle che probabilmente ci faranno prendere una strada piuttosto che l’altra, più si cammina, meno peso è sempre meglio portarsi dietro.

Come facilmente prevedibile i prodotti che vanno per la maggiore sono sempre Zeiss e Swarovski. Nikon, così come Meopta o Bushnell sono valide alternative ad un prezzo leggermente inferiore. Personalmente mi sento di consigliare un telescopio angolare piuttosto che il classico dritto, perché lo trovo più versatile durante le osservazioni in qualsiasi tipo di angolazione, a differenza del dritto che a volte serve essere diplomati in contorsionismo per riuscire a vedere bene. E’ consigliabile usare un sacchettino di sabbia a grana fine per appoggio, o …

Il cavalletto

Questo strumento va a corredo del lungo, il quale viene fissato sul cavalletto per ridurre i tremori dovuti agli ingrandimenti e “stabilizzare” l’immagine. Sia chiaro, basterebbe un buon punto d’appoggio ed un sacchetto di sabbia (come scrivevo sopra) per ottenere un risultato veramente buono, ma la sabbia pesa, e come al solito meglio limitare i pesi a caccia. I maggiori brand di ottiche producono anche cavalletti e testine varie per attaccare il lungo, ma esiste un’azienda tutta italiana (per chi già non la conoscesse) che a mio avviso surclassa tutti, la Manfrotto: produce eccellenti cavalletti e testine di ottima qualità, leggeri, affidabili e con movimenti sempre perfettamente omogenei, tant’è vengono usati in tutti i campi dell’immagine, dalla fotografia alla video ripresa.

Il telemetro

Andando a caccia ci capiterà sicuramente di individuare l’animale da prelevare proprio sul prato appena oltre il bosco davanti a noi, ma la distanza tra noi e l’animale prescelto quant’è?
Ci si può arrangiare con l’ottica della carabina soprattutto se si hanno delle tacche di riferimento, ci si può affidare all’esperienza e stimare la distanza “ad occhio”, ma io non rischierei di incappare in un errore così banale e grossolano, io userei un telemetro.

Il telemetro nient’altro è che un’ottica con una sorgente laser a tasteggio che, ci ritorna la distanza tra noi e il punto messo in centro al mirino all’interno dell’ottica stessa. Per visualizzare le distanza si preme un pulsante che fa partire il tasteggio e quindi compare il valore nell’ottica. Personalmente uso un telemetro non incorporato nel binocolo, perché preferisco avere le 2 cose separate anche se comporta una aumento di peso nello zaino. Mi sento di consigliare per questi prodotti Bushnell o Leica, i quali danno ottime garanzie e sono belli robusti.

Una volta individuata la distanza di tiro, io procedo col vecchio metodo dei riferimenti balistici dell’ottica (l’ho già detto che sono un romantico), non che non mi fidi delle torrette balistiche, ma preferisco ancora esser io a far la differenza (nel mio dialetto “soramanego”); la vedo una cosa magari meno precisa ma profuma da “vecchia scuola”. Chi non la pensa come me non si senta offeso, è solamente una mia sensazione.

Lo zaino

Dove riporre tutta la nostra attrezzatura mentre partiamo dal nostro fuoristrada per immergerci nei boschi? Ovviamente in un zaino bello capiente!
«Capiente per ‘ste tre robe che ci hai detto di prenderci su?»
Certo! Se riusciamo a prelevare un animale (magari col cervo serve solo per riporre l’attrezzatura eh!) come lo portiamo a valle?

Anche per gli zaini vale lo stesso discorso dei materiali non rumorosi così come per il vestiario, sono da privilegiare tessuti naturali come la lana cotta e magari valutare dei modelli con l’intercapedine per in passaggio dell’aria sulla schiena.
Eccellenti zaini vengono costruiti da ditte italiane tra cui mi sento di ricordare due eccellenze del settore come Riserva e Brunel.

Conclusioni

Accessori e gadget vari poi ne avremmo fin che vogliamo, custodie per ottiche di tutti i tipi, bipedi per fucili, cinghie per fucili di tutti i tipi e chi più ne ha più ne metta, entrando in armeria o navigando su internet si può spaziare alla ricerca di qualsiasi tipo di accessorio, io, finora, ho parlato solo di quelli che ritenevo più essenziali a questo tipo di caccia.

All’inizio del precedente articolo avevo posto la domanda: «E’ vero che chi più spende, meno spende?» per come la vedo io, assolutamente sì! Con le dovute cautele però!!
Non sposo minimamente l’ideologia che prevede di non badare a spese, vedo tanti cacciatori pronti a spendere e spandere in nome di chissà che qualità di un prodotto che promette (ma poi le promesse verranno mantenute?) prestazioni mai viste (ci mancherebbe anche che lo dichiarino uguale o peggiore a quello già presente sul mercato da tanti anni) calma e gesso, siamo sicuri che ne valga veramente la pena?
Sposo invece l’ideologia dell’investimento mirato, inutile avere la casa piena di tante cose che non funzionano bene, ma che all’epoca abbiamo pagato poco, meglio averne meno ma utilissime se non indispensabili per noi … come ho ripetuto più volte durante questi articoli…
impariamo a capire le nostre necessità…

Alla prossima e Weidmannsheil!

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