Caccia ai tempi del Covid: cosa ci ha insegnato lo stop alla stagione venatoria

Il Covid è riuscito dove gli animalisti hanno più volte fallito: sospendere la caccia nel bel mezzo della stagione venatoria. O meglio, a riuscirci è stato il Governo di Conte, e del ministro ambientalista Costa, che con tre stringate risposte apparse domenica scorsa sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha di fatto sospeso l’attività venatoria nelle regioni rosse e l’ha resa impraticabile per molti cacciatori anche nelle regioni arancioni.

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La considerazione che questo Governo ha dei cacciatori

Il Governo pensa veramente che nel cacciare ci sia il rischio di diffondere il virus? O più semplicemente, ha deciso di bloccare la caccia senza perdere molto tempo a valutare i rischi a essa connessi? O ancora, è stata l’influenza del ministro Costa, più volte schieratosi al fianco delle sigle animaliste, che sfruttando la situazione ha indirizzato la decisione dell’esecutivo per accontentare i suoi sostenitori?

Non è dato sapersi. Infatti, alle diverse richieste di chiarimento il Governo non ha ancora fornito una risposta esaustiva. Sono passate ormai due settimane e le uniche risposte ricevute sono state un “No”, un “Sì, ma solo nell’ambito del proprio Comune” e un “Sì, ovunque, rimanendo sempre all’interno dell’area gialla”.

Un po’ pochino visto le decine di richieste inviate, le due settimane trascorse e gli oltre 700 mila cittadini italiani che restano in attesa di chiarimenti. I casi sono tre: o non ci sono motivazioni tecniche valide per chiudere la caccia e non si vuole correggere l’errore, o nessuno dello staff del Governo ha trovato il tempo per motivare la scelta, oppure il mancato chiarimento è soltanto la sintesi perfetta di quale considerazione questo Governo abbia del mondo venatorio italiano, ossia, nessuna!

L’inconsistenza dell’associazionismo venatorio italiano

Certo è che le associazioni venatorie ci hanno messo del loro a non farsi considerare. Ancora una volta, nonostante l’unicità del momento che stiamo vivendo sia a livello sociale che venatorio (non ricordo un’altra stagione sospesa), l’associazionismo italiano non ha saputo né comunicare, né agire, né tanto meno pensare in modo unitario.

Ancora una volta ci si è mossi in modo sparso, disordinato, caotico. Decine di comunicati, di richieste, di missive inviate ai Ministeri e alle Regioni. Tutti dritti sulla propria strada, ma tutti in direzioni diverse! Così c’è stato chi ha chiesto chiarimenti, chi ha chiesto di rivedere la decisione, chi ha preteso i ristori delle tasse versate, chi ha proposto di allungare la stagione venatoria, chi ha invitato i proprio soci a non partecipare alle operazioni di contenimento e chi ha suggerito di “non lagnarci” facendo appello al senso civico.

Troppe richieste e troppo diverse per pretendere un chiarimento univoco e veloce da chi già non ci vuole ascoltare. In un momento in cui si chiede a tutta la comunità uno sforzo in più nel limitare i propri spostamenti per bloccare la recrudescenza dell’epidemia, ogni richiesta di non limitare l’attività venatoria dovrebbe essere ben ponderata e ben scritta. Anche solo per non compromettere davanti agli occhi dell’opinione pubblica la già traballante figura del cacciatore. Per questo sarebbe stato meglio confrontarsi velocemente, definire fin da subito un obiettivo comune e comunicare con una sola voce. Ma ancora una volta il mondo venatorio italiano non ha avuto la forza di farlo.

Ci son volute quasi due settimane (per la precisione 13 giorni dall’entrata in vigore del Dpcm) per leggere un comunicato unitario dalla Cabina di Regia, in cui si chiede a Conte e al presidente della Conferenza Stato-Regioni, Bonaccini, un “incontro urgente”…. 13 giorni per concordare la richiesta di un incontro, capite?!…  Appare evidente che manca non solo la volontà di lavorare in modo unitario, ma proprio la voglia di provare a pensare tutti insieme le azioni con cui tutelare la categoria.

La rabbia dei cacciatori

E in questo contesto non stupisce la rabbia espressa sui social da molti cacciatori che non si sentono più ne tutelati ne tanto meno rappresentati dalle associazioni. Stefano scrive: “Sto pensando che le associazioni venatorie possono chiudere da subito, non mi tutelano ma i soldi li vogliono, Generali avete un cliente in più..”. Matteo commenta “La associazioni venatorie dovrebbero fondersi in una unica ma anche qui solo interessi economici!”; Qualcun altro rincara la dose: “È proprio vero noi cacciatori non siamo tutelati dalle associazioni venatorie perché non abbiamo un peso politico, però il denaro che paghiamo per andare a caccia fa comodo alle associazioni e ai politici. È una VERGOGNA”

E ancora, Efisio: “…pensassero invece a tutelare una volta per tutte i nostri diritti, altrimenti come ben sanno la Festa finirà a breve anche per loro.” Roberto: “Parole parole parole… io non devo andare a chiedere niente a nessuno… voi dovete difenderci… ma intanto fate solo i vostri soliti proclami, che sinceramente ci siamo anche stufati di sentire”. Dario: “Solo parole, resterà chiusa e voi non farete una beata mi….a!!! Solo in Italia la caccia non può essere praticata in zona rossa, non abbiamo rappresentanti politici che possano tutelare i nostri diritti… abbiamo solo mille associazioni che si scannano tra di loro a scapito di noi cacciatori”.

E potrei continuare con altre decine e decine di commenti simili, ma immagino che molti li abbiate già letti sulle vostre bacheche e che tutti oramai abbiate capito quale sia il pensiero comune che va per la maggiore.

Mi chiedo solo una cosa, come fanno le associazioni a essere così miopi? Tutti i cacciatori italiani ormai lo hanno capito, e l’atteggiamento tenuto dalle istituzioni in questa situazione ne è stata l’ennesima conferma: divisi non contiamo nulla, veniamo considerati meno di zeroPrima o poi lo capiranno anche le nostre associazioni? Spero almeno che il Covid possa essere utile per insegnare questa lezione a chi ancora ha bisogno di capire.

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5ommenti

  1. Tutto bello ma basta sta caccia online ci siamo rotti il caiser le nostre associazioni non ci rispettano solo per la quota annuale basta che facessero qualcosa di serio no come i ladri di Pisa il giorno litigano e la notte vanno tutti insieme a rubare

  2. Sono un cacciatore di Grosseto, caccio beccacce da sempre, da quando riuscivo a stare dietro a mio padre. Dato che la penna stanziale è distrutta con gli ATC ,che dovevano assicurare una marea di selvaggina e invece è stato il solito magna
    magna sui cacciatori, oggi pratico anche la caccia al cinghiale. Il territorio comunale di Grosseto non ha bosco e nei campi
    puliti , appena seminati non vive fagiano o quaglia. Quindi già da zona arancione sono bloccato di fatto sia sulla regina che sulla bestia nera.La mia squadra è divisa, molti siamo di città! Finalmente un provvedimento anti Covid mi ha colpito, e subito appare evidente che sono un cittadino di serie B e mi ci sento tutto. Lo schifo delle associazioni adesso appare in tutta la sua evidenza . Eppure ci dividiamo ancora gli uni contro gli altri, cinghialai contro pennisti!
    Io sono un cacciatore e di cosa lo decido io. O a questo giro smettiamo tutti e non paghiamo più uno stato che distrugge ogni diritto dei cittadini o le associazioni facciano farea tutti una protesta di forzare l’uscita dal proprio comune. Uniche regole da rispettare il distanziamento, e le regole di caccia. Ea quei cittadini multati le associazioni dovrebbero dare supporto pagando le multe e fornire questi fantomatici avvocati specializzati ,che tanto si vantano di avere ,quando ci fanno fare l’assicurazione.

  3. È una vergogna nessuna associazione tutela noi cacciatori,basta con le associazioni,che vadino a lavorare invece di prenderci in giro.Vergogna.

  4. sono sempre stato contrario alle polemiche da bastian contrario, ma quelle costruttive ben vengano. Quindi poiché è consentita l’attività venatoria regolarmente regolata a norma di legge, sarebbe ora che gli ambientalisti, verdi, ecc. la smettessero di continuare a protestare contro tale attività. E’ legittimo che chiunque possa avere la facoltà di pensarla diversamente, questa si chiama democrazia, ha il diritto esprimere con il voto il loro parere. in passato ricordo si votò un referendo sulla caccia: caccia si, caccia no. Ha prevalso la caccia si. Faccio appello alla Federazione della Caccia, alle associazioni tutte, alle industrie delle armi, alle associazioni cinofili, alle armerie, insomma a tutto il settore caccia, di unirsi per inoltrare un ferrea protesta coinvolgendo il Governo a rivedere il divieto di cacciare causa virus 19. E’ palese che svolgere un’attività all’aperto e distanziati non avrebbe nessuna pericolosità di trasmettere virus 19. Devo pensare che tale iniziativa è causata da personaggi che non avendo motivi plausibili, sono solamente degli anti caccia. Forza Federazione Caccia dimostrate quanto valete, Fatevi sentire con forza consapevoli che la legge è dalla nostra parte. Cordiali Saluti.

  5. Tutto bello ma basta sta caccia online ci siamo rotti il caiser le nostre associazioni non ci rispettano solo per la quota annuale basta che facessero qualcosa di serio no come i ladri di Pisa il giorno litigano e la notte vanno tutti insieme a rubare

  6. La politica vessa i Cacciatori ben sapendo che sono i cittadini piu’ responsabili della Repubblica tuttavia se la situazione dovesse degenerare si puo’ abbattere un solo un deputato o senatore a scelta,massimo 5 capi di consigliere regionale e dieci esemplari di consigliere comunale.Si raccomanda un uso moderato del munizionamento spezzato e di non esporre la selvaggina sui social.

  7. Nelle Marche il Prefetto ha stabilito che da domani 21/11 in zona arancione la caccia in braccata potrà essere preticata anche fuori comune!
    Come può il Prefetto superare un DPCM??
    E’ un invito a non rispettare le regole ed a correre il rischio di prendere un verbale da parte di guardie venatorie e Forestali ??

  8. Sono anni che tutte le associazioni Venatorie tirano acqua dal loro pozzo. Solo interessi più dinulla sport nobile da dimenticare,resta solo un sogno x noi cacciatori veri

  9. Splendido articolo. Che riesce a perfezione ad inquadrare la attuale situazione che vive il mondo venatorio italiano. Tutto. Un governo palesemente anticaccia e una tasck force di associazioni venatorie inutili, incapaci e spesso politicamente schierate. Io continuo ad assicurarmi con Generali, continuo ad andare a caccia ed alle prossime elezioni nessuno delle persone a me care e vicine, voterà più questa gente che ci ha privato di ogni dignità. È una promessa.

    1. Concordo pienamente e condivido. Anch’io non farò più la tessera con nessuna associazione venatoria. Aggiungo di proporre anche l’abolizione delle A T C anch’esse inutili. Se tutti i cacciatori prendessero delle posizioni serie e condivise le cose cambierebbero.

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