Caccia alle anatre sul fiume, qualche consiglio

Dalla costruzione del capanno alla composizione della stampata. Ecco qualche consiglio da Quackers Italia per chi si sta avvicinando alla caccia alle anatre sul fiume

Continuano le nostre pubblicazioni sulla caccia alle anatre firmate dal gruppo Quackers Italia. In questo articolo Roberto Rossini, Jonata Garbin Riccardo Farina ci danno un po’ di consigli pratici per cacciare le anatre sul fiume.

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Scelta della zona e costruzione del capanno

Cacciando le anatre sui grandi fiumi la scelta della zona di caccia è fondamentale e spesso non così semplice come si crede: dovremo trovare una zona che ci permetta di mimetizzare al meglio il capanno, di predisporre in modo ottimale il gioco di stampi e che sia abitualmente frequentata dai selvatici. Tutto questo lontano da altri cacciatori.

Le zone migliori sono quelle in cui la corrente non è troppo forte, dove alle anatre piace sostare, come le anse. Queste, se si trovano nelle vicinanze di sponde ampie e ricche di vegetazione, diventano il luogo perfetto la preparazione del capanno di caccia.

La soluzione utilizzata più frequentemente è il classico telo mimetico che andrà nascosto accuratamente con la vegetazione del posto. Nelle zone con scarsità di piante, ad esempio ghiaioni e sabbioni, è molto interessante l’utilizzo del capanno invisibile che permetterà di nasconderci riflettendo l’ambiente circostante.

Importante è avere sempre una copertura sopra al capanno, per impedire che le anatre possano vederci girando sul gioco. Altrettanto importante è non modificare troppo il sito: nonostante siano uccelli migratori le anatre possono frequentare per lunghi periodi le stesse zone arrivando a conoscerle al meglio, fino a essere sospettose dei più piccoli cambiamenti.

Come comporre il gioco di stampi

Qui si apre un mondo, fatto di miti, credenze, esperienze e fantasia. Dare dei consigli generali che possano andar bene in ogni situazione è veramente difficile. Vi diremo quindi come ci comportiamo noi in determinate situazioni, ma il consiglio principale resta quello di sperimentare e vedere cosa funziona e cosa no, nelle condizioni in cui cacciate voi.

Di solito a inizio stagione esageriamo con il numero di stampi. In questo periodo le anatre non sono spaventate e credono molto più facilmente ai giochi numerosi. Cerchiamo di fare due gruppi di stampi, a destra e a sinistra del capanno, lasciando uno spazio centrale per posarsi. Non avendo i richiami vivi, per dare movimento alla stampata, utilizziamo i Mojo che vengono posizionati a valle degli stampi e sempre rivolti contro corrente.

Verso fine stagione, invece, quando le anatre avendo sentito diverse fucilate sono meno collaborative, diventa tutto più difficile. Di volta in volta si deve cercare di capire il loro comportamento, soprattutto quando non vengono a gioco perché percepiscono qualcosa di pericoloso. Vi capiterà di vedere anatre posarsi fuori tiro, di solito a monte della stampata, che si lasceranno trasportare pian piano dalla corrente verso il gioco per studiarlo.

In questo caso i consigli che possiamo darvi sono quelli di cambiare ogni volta la disposizione degli stampi, di usarne meno e di provare anche a rimuovere i Mojo. In quel periodo ogni piccolo dettaglio può fare la differenza.

Attrezzatura

Tutti i consigli che ha già dato Mirco sull’attrezzatura per la caccia alle anatre valgono ovviamente anche per la caccia sul fiume. Qui vogliamo soffermarci in particolar modo sui richiami a fiato. Fondamentali, se come noi non avete i richiami vivi.

In tempi passati ci siamo affidati ai richiami americani che hanno letteralmente fatto la storia di questa caccia, poi abbiamo trovato validissimi costruttori italiani, che grazie alla loro passione hanno raggiunto livelli costruttivi molto alti, non sfigurando nel confronto con gli americani. Chi si avvicina al mondo dei richiami per la prima volta, dovrà avere molto passione e tenacia, perché non è facile imitare il canto di un germano, ma insistendo e continuando a provarci le emozioni vere arriveranno.

Quando si riesce a portare sopra il gioco un gruppo di anatre è qualcosa d’impagabile. Quando le richiami e loro da sopra rispondo come se si fidassero ciecamente di te, è uno spettacolo emozionante.

Anche per fucili e munizioni consigliati vi rimandiamo agli articoli di Mirco, facendo una piccola considerazione: se avete lavorato bene nella scelta del posto, nella costruzione del capanno e nell’improntare il gioco, vi troverete a sparare il più delle volte sui 15/25 metri, con selvatici tranquillamente a tiro, senza la necessità di spingersi oltre su strozzatori e cariche.

Cani

Ultimo spazio lo dedichiamo ai nostri fedeli ausiliari. Cacciando sul fiume, che può essere a lento corso oppure torrentizio, ci troveremo spesso a recuperare selvatici in acque a volte lente e molto profonde, a volte basse e veloci, altre volte piene di mulinelli e insidie.

Per questo abbiamo bisogno di cani che non hanno paura di nulla. Le razze migliori, oltre ovviamente ai vari retrievers, sono il Drahthaar e lo Springer Spaniel (senza nulla togliere alle altre), cani veloci e dal recupero sicuro in ogni situazione.

Per concludere

La caccia alle anatre è sempre stata una caccia di sacrificio, tanti sonni persi, attese lunghissime nella speranza di avvistare qualcosa all’orizzonte… abbiamo vissuto molte albe e molte altre ci aspettano, pioggia e freddo non ci fermeranno perché noi saremmo li, sempre e comunque ”IT’S QUACK TIME “.

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Roberto Rossini
Jonata Garbin
Riccardo Farina
Membri di Quackers Italia

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