Dai lettori: “L’ipocrisa delle nostre Associazioni”

Continua a far discutere il calendario venatorio umbro, alcuni cacciatori hanno voluto comunicare il loro malcontento sull'operato delle associazioni venatorie

Dopo la pubblicazione del calendario venatorio della regione Umbria, in cui è stata eliminata totalmente la preapertura, alcuni cacciatori umbri (circa un centinaio) appartenenti a diverse associazioni venatorie hanno voluto dimostrare il loro malcontento con il comunicato che vi riportiamo integralmente di seguito.

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Tema centrale del comunicato l’atteggiamento delle Associazioni venatorie, più concentrate ad “accaparrarsi una tessere in più” piuttosto che a difendere la caccia. Voi siete d’accordo con questi cacciatori umbri? Fatecelo sapere nei commenti.

L’IPOCRISIA DELLE NOSTRE ASSOCIAZIONI

Il nuovo calendario venatorio ha generato non poche polemiche, come sempre d’altronde, ma per quest’anno abbiamo perso una specie cacciabile, la tortora. Non ci sono dubbi che la Regione ha delle responsabilità inaccettabili su questa perdita perché, nonostante da anni abbiamo un tesserino venatorio predisposto per la lettura elettronica, la stessa non è stata fatta da molti anni con il risultato che non abbiamo i dati per dimostrare i carnieri.

Ma le Associazioni venatorie non possono cadere dal pero, lo sapevano benissimo che i tesserini delle ultime stagioni giacciono su qualche magazzino eppure nessuna ne ha richiesto la lettura, nessuna se ne è occupata.

E questo perché oramai, quasi tutte le Associazioni, da alcuni anni concentrano le loro forze solo per accaparrarsi un tesserato in più, rubandoseli tra di loro, una propria e vera “CACCIA” al cacciatore e per portare avanti battaglie personali, per interessi propri. L’esempio più eclatante è stata la vicenda danni da cinghiale: quasi tutte le associazioni si sono armate per difendere la lobby dei cinghialai ma nessuna di queste ha avuto il coraggio di dichiarare che il regolamento regionale, che prevede la richiesta di quote aggiuntive ai cacciatori per liquidare i danni, è stato avallato anche da loro (molti si ricorderanno il convegno fatto tanti anni fa proprio sul regolamento dove nessuna associazione tranne una si è opposta).

Così la caccia non ha futuro, se sono proprio le associazioni venatorie a non avere le capacità di difendere la caccia questa è destinata a morire e così noi cacciatori.

Le associazioni venatorie devono avere il coraggio di fare scelte importanti anche se impopolari, devono investire nel territorio, farsi promotrice di nuovi sistemi di gestione, con accordi con le associazioni agricole, per far si che ci siano miglioramenti ambientali capaci di ospitare la selvaggina, devono formare e acculturare il cacciatore. Ma di questo non se ne parla, si parla solo di cinghiali e di vicende legate ai nostri ATC ai quali si chiede di fare i miracoli con € 25,82 di quota, unici ATC in Italia!!

Si vuole illudere, mistificando la realtà, che la braccata è l’unica forma di caccia idonea a contenere la specie cinghiale quando i dati sono inequivocabili: la braccata per tantissimi anni è stata l’unica forma di caccia consentita per questa specie, quindi, come mai il cinghiale è aumentato dismisura?

Altra questione fondamentale sulla quale anche qui nessuna Associazione se ne occupa è la vigilanza. In Umbria di fatto la vigilanza in materia venatoria non esiste più ma ovviamente meglio occuparsi di poltrone negli ATC.

Potremmo andare avanti con altre mille questioni ma il succo è, care Associazioni Venatorie, basta con l’ipocrisia e gli interessi personali, se la caccia sta morendo la responsabilità maggiore è propria la vostra.

89 Cacciatori Umbri

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5ommenti

  1. PURTROPPO HANNO RAGIONE I NOSTRI AMICI UMBRI, AI VERTICI DELLE ASSOCIAZIONI CI SONO SEMPRE I SOLITI , PER LO PIU’ INCOMPETENTI SULLA CACCIA, DOVE IL SOLO PARAMETRO DI BRAVURA E’ QUANTE TESSERE SONO RIUSCITI A FARE.. STANDO MOLTO ATTENTI CHE ALL’INTERNO DEI CONSIGLI NON SI INSEDIANO PERSONE PREPARATE PERCHE’ POSSONO METTERE IN DUBBIO LA LORO LEADERSHIP E PORTARGLI VIA LO SGABELLO.A PROPOSITO DI SGABELLO PER QUALE MOTIVO CI SONO COSI’ INCOLLATI, MA QUANTO PERCEPISCANO DI INDENNIZZO PER STARCI SEDUTI, NESSUNO NE PARLA. SE I CALENDARI VENATORI DI DIVERSE REGIONI SONO FATTI MALE IN GRAN PARTE E’ COLPA DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE ATC.

    1. Le nostre associazioni hanno dimostrato l’inefficienza come l’anno scorso

  2. Premettendo che sono in sintonia con gli amici umbri, soprattutto sul fatto che riguarda l’ormai conclamata inefficienza delle Associazioni Venatorie, poichè dirette da figure scadute che nel tempo hanno imparato a parlare solo il politichese abbandonando il loro vero obiettivo: la difesa della caccia. Aggiungo che tra i problemi principali, si somma al primo posto una gestione politica errata, fatta da gente che non ha competenze reali in materia, ideologica, che considera la caccia inutile e marginale nella cultura del nostro paese. E poi abbiamo l’ISPRA. Un istituto da formattare e riprogrammare poichè gestito da gente palesemente anticaccia e non super partes, che detta pareri sconclusionati, non veritieri e/o poco attendibili. Insomma i problemi sono grandi. Ma sono convinto che tanto si sta tirando la corda a discapito di un’attività legittima che prima o poi si spezzerà con risvolti molto negativi.

  3. Rimane il fatto che la forza delle associazioni viene dagli associati e quindi di cosa state parlando..Invece di additare sempre qualcun altro perché nn mettersi in gioco o magari approfondire quelli che sono i reali scopi dell associazione a cui si vuole aderire..bisogna saper discernere e nn seguire i gadget o il sentito dire..quindi rimboccatevi le maniche e almeno provate a far cambiare le cose..criticare e sempre stato troppo semplice ma risultati nn ne ha mai portato..

  4. Sono pienamente d’accordo!
    Un silenzio assordante su più fronti purtroppo, pieno solo di bla, bla, bla!
    Tante belle parole scritte sugli articoli più disparati trascurando l’essenza: la caccia che si fa a caccia!
    Parliamo di tortora? Di migratoria dunque…..
    parliamo di una specie che tra qualche giorno sarà a prescindere al di là del mare, ergo il suo prelievo non intacca minimamente il nostro patrimonio faunistico – ammesso e non concesso, causa mancanza di riscontri oggettivi, la sua presunta diminuzione sul nostro territorio.
    Andiamo a vedere i dati di consistenza nei quartieri di svernamento e potremo riparlarne….
    oppure i filmati di caccia in tutto il nord Africa o centro Europa!
    Per carità!
    VERGOGNA!!!!

  5. Secondo me i temi da affrontare sono molti ma tra i principali: chi gestisce la caccia in Umbria e non dico solo le associazioni ma anche la regione ed il governo soprattutto, io mi domando, sono competenti? Come fa un uomo che le montagne e i campi li vede solo passando con la macchina a stabilire alcune regole? Quando mai è sceso a guardare i campi coltivati dove sotto non nasce un filo d’erba grazie ai pesticidi che chiunque proprietario cosparge i campi senza un minimo di regole o se ci sono nn on le rispetta nessuno! La fauna selvatica va tutelata ma per farlo l’impegno deve essere sostenuto da tutti cari amici ambientalisti ed animalisti è colpa dell’uomo e sono d’accordo con voi a sostenerlo ad altissima voce ma non posso e non voglio credere che sia colpa di noi cacciatori perché la caccia esiste dalla era più lontana riflettete e sosteniamoci a vicenda invece di fare continue guerre lottiamo insieme per un pianeta migliore nell’interesse di tutti.

  6. Considerando che le nostre amate associazioni venatorie capiscono esclusivamente il linguaggio del vil denaro e degli interessi di parte (la loro) si potrebbe pensare di stipulare la polizza assicurativa presso compagnie fuori dal giro delle stesse associazioni…ma bisognerebbe farlo in blocco tutta la categoria dei cacciatori…probabilmente qualcosa cambierebbe.

  7. C’è poco da dire se non che sono pienamente d’accordo. Le associazioni venatorie non contano più nulla perchè hanno perso di credibilità, pensano esclusivamente ai propri interessi personali.

  8. Le Associazioni Venatorie Umbre sono una delusione infinita, unica che in questi mesi si è mostrata seria è stata Arcicaccia. Le altre hanno fatto comunella solo per interessi propri. Sulla questione ATC hanno mostrato il peggio di se, non hanno partecipato alle riunioni con la scusa dei danni, sapendo benissimo che c’è un regolamento regionale da rispettare per infangare l’operato degli ATC e per cercare di fare fuori chi li Presiede. Di caccia però non se ne occupano da anni, non sanno nemmeno cosa sia.

  9. Sposo a pieno il contenuto del comunicato. Le Associazioni Venatorie Umbre sono assenti, non esistono progetti seri proposti da queste, sono capaci solo di fare comunicati stampa e di fare accorducci col politico di turno per sistemare qualcuno negli Atc.

  10. D’accordissimo, le Associazioni Venatorie Umbre pensano a tutto tranne che alla caccia, solo interessi personali.

  11. Sono d’accordo al cento per cento. Purtroppo le associazioni venatorie da anni fanno i loro interessi e guardano solo ai loro profitti. E questo dimostra anche le ormai innumerevoli se non tutte le.battaglie perse contro i nostri oppositori, che piano piano anno dopo anno riescono a rosicchiare qualcosa con limitazioni e negazioni. E ora che ci si svegli davvero se non vogliamo che il nostro hobby viene cancellato definitivamente, o che diventa soltanto sport per i ricchi.

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