Governo blocca caccia in deroga allo storno in Puglia

Nella riunione di ieri del Consiglio dei Ministri, il Governo ha deciso di impugnare la legge n. 28 della Regione Puglia con cui si autorizzava il prelievo in deroga dello storno.

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Secondo il governo non sarebbero rispettati i tempi e le procedure previste dalle norme nazionali di recepimento delle disposizioni comunitarie e verrebbe dunque violato l’articolo 117, secondo comma, lett. s), Cost., che riserva allo Stato la competenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, nonché l’articolo 117, primo comma, Cost., secondo il quale la potestà legislativa deve essere esercitata nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

In merito è intervenuto il consigliere regionale Fabiano Amati che ha dichiarato: “La decisione del Governo di impugnare la legge sul prelievo in deroga dello sturnus vulgaris non muta i termini della questione. Secondo il Governo bisogna attendere il monitoraggio già commissionato dalla Regione e poi deliberare nel rispetto dell’art. 19 bis della Legge 157del 1992. Niente di più o di meno di quanto era previsto dalle legge impugnata. Temo però che questo equivoco ci farà perdere un’altra stagione agricola. E ciò mi spiace molto, nonostante l’impegno che il Consiglio regionale ha prodotto sull’argomento”. 

L’unico punto su cui si potrebbe eccepire – continua il Consigliere – è la mancata comunicazione preventiva all’ISPRA dell’intenzione di procedere a deroga entro il mese d’aprile 2015. Ma in quella data era in carica un altro Governo regionale, che non ritenne di proteggere i raccolti agricoli dagli storni, lasciandoci quindi per le mani questa bollentissima patata, che in qualche modo eravamo chiamati a gestire. So bene che ora alcuni diranno <<l’avevamo detto>> senza nemmeno leggere il motivo d’impugnazione avanzato dal Governo, su relazione dei tecnici del Ministero delle regioni. Per questo mi permetto per chiarezza di riportarlo: si impugna <<in quanto autorizza il ‘prelievo venatorio in deroga’ di una specie protetta di avifauna, non rispettando i tempi e le procedure previste dalle norme nazionali di recepimento delle disposizioni comunitarie>>. Non rispettando, cioè, le disposizioni dell’art. 19 bis della Legge 157 del 1992. Ma ciò non è vero. Basta leggere il testo della norma impugnata per accorgersi che il prelievo in deroga è subordinato all’approvazione di un atto amministrativo conforme alle disposizioni dell’art. 19 bis della Legge 157 del 1992; cioè la disciplina che si intende violata.”

Sulla questione è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio regionale Giandiego Gatta: “Spiace constatare che il governo Renzi insista nel tartassare l’agricoltura pugliese che, oltre ad essere vessata della Xylella ed altre sciagure, deve far fronte ai danni provocati dagli storni. E mi permetto di essere parzialmente d’accordo con il collega Amati, con cui ho condiviso la proposta di legge approvata sul prelievo in deroga: se la decisione di impugnare la legge pugliese, assunta dal governo, dovesse essere il frutto di un mero equivoco, sarebbe anche più grave perché vorrebbe dire che il governo nazionale espone a rischio di danni ingentissimi il settore agricolo senza neppure approfondire il testo di legge approvato in Consiglio regionale. Pessima giornata per la Puglia”.

“Una specie erroneamente ricompresa fra le protette – aggiunge Gatta – impazza in lungo e in largo per la Regione, distruggendo le colture in modo significativo. Abbiamo commissionato il monitoraggio dei danni, in forma di autotutela verso possibili sanzioni europee, e abbiamo subordinato l’efficacia della legge all’adozione dell’atto amministrativo. Abbiamo tutte le carte in regole. Di cosa parliamo, contro chi ci scontriamo? Sciatteria, superficialità, distrazione del governo? Qualsiasi sia la risposta, è inaccettabile, perché le ragioni sottese al ricorso sono state esattamente alla base di decisioni precise che abbiamo assunto. Lo sturnus vulgaris si riproduce velocemente e consentire il prelievo in deroga rappresenta una soluzione concreta. L’agricoltura – conclude Gatta – ha oggi un ulteriore motivo per ringraziare, sarcasticamente, il governo nazionale di Renzi”

 

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