La “Presunta” mattanza sul delta del Po di Striscia

Sabato scorso, 2 Gennaio, il programma di informazione satirica “Striscia la Notizia” ha mandato in onda un servizio di Edoardo Stoppa intitolato “La mattanza sul Delta del Po”, che nella volontà degli autori doveva denunciare il supposto fenomeno di bracconaggio sul Delta, ma che a parer nostro appare solamente come l’ennesimo tentativo di screditare l’attività venatoria agli occhi dell’opinione pubblica.

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Il servizio, che potete guardare qui, si apre con l’inviato Stoppa che alla 2 di notte parte alla volta della provincia di Rovigo per occuparsi di quella che lui definisce “Caccia Selvaggia“. Con tono accusatorio il servizio mostra le immagini di un gran numero di acquatici abbattuti e, riferendosi alla zona del Delta del Po, sentenzia: “Durante tutta la stagione della caccia qui infatti si perpetuano delle vere e proprie mattanze, vengono uccisi un numero incredibile di uccelli stanziali e migratori, portando avanti delle carneficine…queste sono le immagini di un giorno di caccia in cui pochi cacciatori avevano ucciso 900 uccelli“. Non viene detto ne dove ne quando siano state girate queste immagini, ma in maniera molto generalizzata viene tirata in mezzo tutta la zona del Delta del Po e di conseguenza tutti i cacciatori che la frequentano.

Noi ci chiediamo: Perché generalizzare in questo modo? Perché estremizzare? Che cosa possono aver pensato, dopo questi primi secondi di servizio i 4,4 milioni di telespettatori che hanno visto “Striscia” quella sera?  Se non che sul Delta del Po si caccia in maniera indiscriminata e illegale facendo stragi di acquatici?!

In merito è intervenuto il Vice Presidente di Federcaccia, Lorenzo Carnacina che in un’intervista rilasciata al Resto del Carlino ha chiarito: “Viene data un’immagine sbagliata del Delta. Qui si rispetta le legge e se si verificano episodi illeciti vengono denunciati, invece in tv hanno costruito la notizia. A quanto tempo fa risale la foto della mattanza trasmessa in tv? Ebbene quell’immagine riguarda una vicenda accaduta in un’azienda privata faunistica venatoria valliva alcuni anni fa. Nel video non ci sono né il luogo né le date di abbattimento, come mai? Quasi tutti i cacciatori si comportano bene – ribadisce -. Poi, come in tutti gli ambienti ci può essere qualcuno che va oltre le regole, ma quel video si riferisce a fatti accaduti alcuni anni fa”.

Il servizio continua con l’inviato Stoppa che al buio, in luogo non definito, con in sottofondo il suono di richiami apparentemente acustici dice: “E’ possibile sentire i molti richiami acustici illegali utilizzati dai bracconieri. Hanno già acceso i richiami, li sentiamo“. L’accompagnatore di Stoppa, che non viene presentato, racconta: “Su 76 volte che siamo venuti giù 76 volte che riscontriamo irregolarità che sono fondamentalmente l’uso di richiami elettroacustici e l’uso di fucili a più di tre colpi” e di seguito vengono mostrate delle immagini dell’orizzonte della laguna all’alba con molti spari in sottofondo.

Perché non viene detto in che zona sono state fatte le riprese? Chi è il l’accompagnatore di Stoppa? Come, e a che titolo, ha riscontrato tali irregolarità? E in ultimo, il suono dei richiami elettroacustici sembra molto più vicino rispetto agli spari che si sentono in seguito, come mai?

Abbiamo cercato qualche informazione in più per fare chiarezza e sembrerebbe che tali riprese risalgano al 28 Novembre scorso, giorno in cui l’equipe di “Striscia” è stata accompagnata nelle zone del Delta da alcuni volontari del WWF di Rovigo, che in un comunicato raccontano: “Alle ore 5.30, quando ancora era ancora buio, i richiami elettroacustici erano già in funzione. In quel momento ci si trovava sull’argine che delimita ad ovest le valli Moraro e Ca’ Pasta. Le prime fucilate sono iniziate verso le 6.45 e, come purtroppo consuetudine, si sono avvertite raffiche di 4-5 e più colpi. Nonostante si sia rimasti in zona fino all’alba non è stato possibile identificare con precisione da dove provenissero gli spari ed i richiami anche perché, dalla posizione in cui ci si trovava, gli appostamenti posti entro le valli non erano chiaramente identificabili. La situazione è stata prontamente segnalata alla polizia provinciale tramite chiamata al numero verde (800998636) chiedendo contestualmente un intervento in loco”. In contemporanea – continua il resoconto – altri due gruppi di soci attivi si recavano sull’argine di valle Bagliona ed in località Boccasette riscontrando e registrando situazioni del tutto analoghe a quelle descritte al punto precedente (utilizzo di richiami elettroacustici e utilizzo di fucili a più di tre colpi). Dopo circa un’ora una pattuglia composta da un unico vigile provinciale ci ha contattato. Si trovava però in servizio ad Adria. Ci siamo dati allora appuntamento lungo la via delle valli dove verso le 7.30 ci siamo incontrati in prossimità di valle Scanarello. In quel momento si sentivano ancora i richiami provenienti dalla località Vallona. Quando le vedette ci hanno individuato i richiami sono stati spenti ma in lontananza qualche raffica di più di tre colpi si avvertiva ancora distintamente“.

Quindi, giusto per chiarire la situazione, ciò che emerge è che appostandosi nelle vicinanze delle su citate valli, alcuni volontari del WWF insieme a Stoppa, hanno udito a distanza il suono di richiami “presumibilmente elettronici” provenire da appostamenti non identificabili (e neanche quantificabili), e hanno udito raffiche di 4-5 o più colpi (che potevano benissimo derivare da più cacciatori che sparavano contemporaneamente), ma nessun reato è stato accertato, ne tanto meno sono state accertate stragi e carneficine di anatidi.

Tornando al servizio televisivo questo procede con l’inviato Stoppa che viene accompagnato in perlustrazione dalla polizia provinciale, che gli “fa notare come prima degli appostamenti ci siano molte vedette“. Qui, fatto per noi grave, viene mostrata una di queste presunte vedette davanti ad un cartello di un’azienda faunistica venatoria ben riconoscibile. Il servizio si conclude in una spiaggia limitrofa al parco protetto, dove Stoppa va prima a “disturbare” un richiamo vivo per poi riscontrare, assieme alla polizia provinciale, l’utilizzo di munizioni di piombo.

Noi condanniamo con forza ogni forma di violazione delle normative venatorie, e invitiamo chiunque (anche i volontari del WWF) riscontri delle irregolarità a segnalarle tempestivamente alle autorità competenti.
Allo stesso modo, però, condanniamo con forza questo modo di fare informazione, il cui obiettivo sembra essere, ancora una volta, quello di screditare l’intero movimento venatorio agli occhi dell’opinione pubblica, generalizzando i fatti senza scrupoli.

Qui noi invitiamo tutte le Associazioni Venatorie italiane a muoversi in difesa del movimento venatorio e a chiedere “Striscia la Notizia” la possibilità di replicare per chiarire ai 4,4 milioni di telespettatori italiani che seguono questo programma, che sul Delta del Po si svolge una regolare attività venatoria nel rispetto delle normative vigenti e che ogni reato di bracconaggio commesso è duramente denunciato e condannato da tutto il movimento venatorio italiano.

Vedremo quante Associazioni venatorie raccoglieranno il nostro invito.

Photo Credit: From the blind via Photopin (license)

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