Benelli Novembre 2018

Nelle Marche caccia sospesa in tutti i siti Natura 2000

Lo ha deciso una sentenza del Consiglio di Stato che ha vietato la caccia in 140mila ettari di territorio compresi fra SIC, ZPS e ZSC.

E’ una sentenza destinata a far discutere quella con cui il Consiglio di Stato ha sospeso, con effetto immediato, la caccia di tutte le specie cacciabili nei Siti Natura 2000 presenti sul territorio marchigiano. Stiamo parlando di una superficie di oltre 140mila ettari che comprende i SIC (Siti di Importanza Comunitaria), le ZPS (Zone di Protezione Speciale) e le ZSC (Zone Speciali di Conservazione) e che interessa circa il 15% del territorio marchigiano.

I motivi della sospensione

La decisione del Consiglio di Stato è arrivata a seguito del ricorso presentato da WWF e LAC lo scorso settembre, con cui chiedevano la sospensione del Calendario Venatorio 2018/2019. Se in primo grado il TAR ha rifiutato la sospensione, il Consiglio di Stato, a cui si sono appellate le associazioni animaliste, ha ribaltato la sentenza vietando la caccia in tutti i siti Natura 2000.

Alla base della sospensiva c’è, come si legge nella sentenza, l’assenza, ormai da tempo, di una generale, approfondita, attualizzata, consapevole e generale pianificazione faunistico-venatoria a livello regionale” e il principio cosiddetto periculum in mora, ossia il possibile danno in cui si potrebbe incorrere se si rimanesse senza alcuna forma di tutela giuridica fino alla pronuncia di merito del TAR.

Per il Consiglio di Stato, infatti, sussiste un pericolo “di grave e irrimediabile danno, nelle more del giudizio, con riferimento all’esercizio della caccia nei siti Natura 2000 […] attesa la incontestabile natura di patrimonio indisponibile della fauna selvatica, con la conseguente rilevanza di un interesse generale della collettività prevalente su quello dei praticanti l’attività venatoria, sicché è necessario che fino alla decisione nel merito da parte del Tribunale amministrativo regionale detto interesse generale trovi immediata tutela”.

Semplificando le regioni della sentenza, la Regione non ha adottato un Piano Faunistico Venatorio aggiornato quindi, il Consiglio di Stato per tutelare un bene indisponibile dello Stato (la fauna) ha deciso di vietare la caccia nei siti Natura 2000, fino a quando il TAR darà la sua sentenza definitiva.

“Appare strano – ha commentato l’assessore alla Caccia, Moreno Pieroniche il Consiglio di Stato non abbia tenuto conto della L.r. n.7/95 che con grande chiarezza evidenzia la validità e l’efficacia della pianificazione faunistico-venatoria esistente.

Vietata anche la caccia a Febbraio

Purtroppo non finisci qua, infatti, la sentenza del Consiglio di Stato ha vietato anche il prelievo nei primi 10 giorni di febbraio delle specie Ghiandaia, Gazza, Cornacchia grigia e Colombaccio, che era stato consentito nel Calendario Venatorio 2018/2019.

I siti Natura 2000

In totale nelle Marche sono 96 i siti Natura 2000 per un totale di 141.592 ettari, circa il 15% della superficie regionale. Questi comprendono i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e sono stati istituiti ai sensi della Direttiva Habitat per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

La particolarità di queste aree è che non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse, ma zone in cui si intende garantire la protezione della natura tenendo anche “conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali”. Aree nelle quali la secolare presenza dell’uomo e delle sue attività tradizionali ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra attività antropiche e natura e dove tendenzialmente la caccia non è vietata.

Il problema dei confini

Purtroppo questi territori e i loro limiti non sono segnalati da specifiche tabelle, c’è quindi il rischio concreto per i cacciatori marchigiani di sconfinare in questi territori senza accorgersene e, a seguito della sentenza della Consiglio di Stato, di incorre in pesanti sanzioni.

Per questo la regione ha consigliato ai cacciatori d’informarsi presso le Polizie Provinciali, le proprie Associazioni, gli Ambiti territoriali di caccia, per ricevere indicazioni sui confini di queste aree. Noi vi segnaliamo il sito della regione Rete Natura 2000 Marche e la sezione del sito del Ministero dell’Ambiente dove potete trovare la cartografia di queste aree aggiornata a dicembre 2017.

Cosa succede ora

Per far il punto della situazione e per chiarire il problema della cartografia relativa alle zone interessate dall’ordinanza del Consiglio, l’Assessorato alla caccia della Regione Marche ha convocato urgentemente per la mattina di oggi, 26 ottobre, i rappresentanti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), delle Polizie Provinciali, delle Associazioni Venatorie ed Agricole regionali.

Al momento comunque l’attività venatoria potrà proseguirà regolarmente in tutti i territori non compresi nei siti Natura 2000, secondo il calendario venatorio previsto. La sospensione della caccia in questi siti rimarrà in vigore fino al pronunciamento in merito del TAR, pronunciamento che è stato sollecitato dal Consiglio di Stato e che dovrebbe avvenire entro febbraio 2019.

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