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PSA, vietate tutte le attività all’aria aperta nella zona infetta

Vietate la raccolta di funghi e tartufi, la pesca, il trekking, il mountain biking e più in generale tutte le attività all'aria aperta. È questa la prima misura formale assunta dal nostro paese per contenere la diffusione della PSA

Dai Ministeri preposti, quello della Salute e quello delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali, è arrivata l’ordinanza che vieta lo svolgimento di diverse attività all’aria aperte (fra cui la caccia) nella zona infetta da Peste Suina Africana fra Piemonte e Liguria. È la prima misura formale assunta dal nostro paese per contenere la diffusione della PSA dopo il ritrovamento della prima carcassa infetta avvenuto lo scorso 5 gennaio a Ovada (AL).

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Divieto di caccia nella zona infetta e limitazioni nelle aree limitrofe

Come era stato ampiamente anticipato nei giorni scorsi, i Ministeri hanno formalizzato lo stop a tutte le forme di caccia nei 114 Comuni ricadenti nella zona infetta. Uno stop che ha lo scopo di evitare la dispersione in aree limitrofe di cinghiali potenzialmente infetti e che era sostanzialmente già in atto da sabato scorso, grazie alle tempestive comunicazioni delle Regioni e degli Ambiti Territoriali di Caccia.

Lo stop alla caccia non interessa solo la zona infetta. Il Ministero della Salute, infatti, ha invitato le Regioni a prendere specifici provvedimenti anche nelle aree limitrofe. In particolare, il Piemonte, ha vietato ogni forma di caccia su tutto il territorio della provincia di Alessandria (qui il decreto). La Lombardia ha vietato nella provincia di Pavia la caccia vagante con il cane, la caccia collettiva al cinghiale e le attività di controllo del cinghiale eseguite in modalità collettiva (qui il decreto) e come fatto anche nelle provincie di Parma e Piacenza dalla regione Emilia-Romagna, che ha anche deciso di vietare ogni forma di caccia nei due Comuni di Zerba e Ottone (in provincia di Piacenza), immediatamente confinati con l’area infetta (qui il decreto).

L’ordinanza del Ministero, che ha validità di 6 mesi, nonostante vieti ogni forma di caccia lascia aperta la possibilità di effettuare abbattimenti in selezione. Le Regioni potranno, infatti, autorizzarla “sulla base di una valutazione tecnica che tenga conto della natura dell’attività e delle specifiche caratteristiche dell’area coinvolta”. Una possibilità lasciata aperta non a caso, infatti, nei paesi in cui si è riusciti a eradicare la PSA come Belgio e Repubblica Ceca, è stato fondamentale il ruolo degli abbattimenti.

Le altre attività vietate

Nella area infetta i Ministeri hanno anche vietato la raccolta di funghi e tartufi, la pesca, il trekking, il mountain biking e più in generale tutte le altre attività che, prevedendo l’interazione diretta o indiretta con i cinghiali infetti o potenzialmente infetti, possono rappresentare un rischio per la diffusione della malattia.

Restano invece consentite quelle attività connesse alla salute e alla cura degli animali e delle piante, comprese le attività selvicolturali. Chi è interessato a svolgere tali attività che dovrà inviare una motivata e documentata richiesta alle Regioni che decideranno se autorizzarla sulla base di una valutazione del rischio.

Il Ministero ha chiesto la collaborazione dei cacciatori

Con una lettera inviata alle associazioni venatorie riconosciute, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha richiesto la collaborazione del mondo venatorio nel gestire il focolaio di PSA.

Per il Ministero è “molto importante sostenere il coinvolgimento dei cacciatori nella ricerca di carcasse di cinghiale” e a tal fine ha ricordato che il Piano nazionale di sorveglianza vigente prevede un incentivo di 10 euro per ogni carcassa
segnalata e 30 euro per ogni carcassa consegnata
.

Inoltre, il Ministero ha chiesto alle associazioni di effettuare un’attività di sensibilizzazione sull’emergenza sanitaria in corso, ricordando il rispetto scrupoloso delle misure di biosicurezza da tenersi in occasione dell’attività venatoria.

La zona infetta

Al momento la zona infetta tocca 3 provincie, Alessandria, Genova e Savona, ed è stata delimitato dopo la conferma che i tre cinghiali ritrovati morti a Ovada, Franconalto e Isola del Cantone erano affetti da PSA. Non è escluso che la zona possa allargarsi a seguito di nuovi ritrovamenti.

Questa la lista dei Comuni della zona infetta

Comuni piemontesi: Cavatore, Castelnuovo Bormida, Cabella Ligure, Carrega Ligure, Francavilla Bisio, Carpeneto, Costa Vescovato, Grognardo, Orsara Bormida, Pasturana, Melazzo, Mornese, Ovada, Predosa, Lerma, Fraconalto, Rivalta Bormida, Fresonara, Malvicino, Ponzone, San Cristoforo, Sezzadio, Rocca Grimalda, Garbagna, Tassarolo, Mongiardino Ligure, Morsasco, Montaldo Bormida, Prasco, Montaldeo, Belforte Monferrato, Albera Ligure, Bosio, Cantalupo Ligure, Castelletto d’Orba, Cartosio, Acqui Terme, Arquata Scrivia, Parodi Ligure, Ricaldone, Gavi, Cremolino, Brignano-Frascata, Novi Ligure, Molare, Cassinelle, Morbello, Avolasca, Carezzano, Basaluzzo, Dernice, Trisobbio, Strevi, Sant’Agata Fossili, Pareto, Visone, Voltaggio, Tagliolo Monferrato, Casaleggio Boiro, Capriata d’Orba, Castellania, Carrosio, Cassine, Vignole Borbera, Serravalle Scrivia, Silvano d’Orba, Villalvernia, Roccaforte Ligure, Rocchetta Ligure, Sardigliano, Stazzano, Borghetto di Borbera, Grondona, Cassano Spinola, Montacuto, Gremiasco, San Sebastiano Curone e Fabbrica Curone.

Comuni liguri: Bogliasco, Arenzano, Ceranesi, Ronco Scrivia, Mele, Isola del Cantone, Lumarzo, Genova, Masone, Serra Riccò, Albisola Superiore, Campo Ligure, Mignanego, Busalla, Bargagli, Celle Ligure, Savignone, Stella, Torriglia, Rossiglione, Sant’Olcese, Valbrevenna, Sori, Pontinvrea, Varazze, Tiglieto, Campomorone, Cogoleto, Urbe, Sassello, Pieve Ligure, Davagna, Casella, Montoggio, Crocefieschi, Vobbia.

Nella cartina che trovate qui sotto è evidenziata la zona infetta e i punti di ritrovamento delle 3 carcasse.

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