Dalle RegioniVeneto

Sanzioni per chi disturba la caccia, Berlato: “Dialogo con chi è propositivo, ma nessuno spazio agli estremisti”

“Mentre gli animalisti estremisti continuano a molestare i Consiglieri regionali del Veneto con centinaia di e-mail provenienti dagli indirizzi di posta elettronica più fantasiosi, ho ritenuto opportuno, in qualità di Presidente della Terza Commissione consiliare, oltre che promotore dei progetti di legge che mirano a sanzionare l’impedimento intenzionale dell’attività venatoria e della pesca, convocare delle audizioni per ascoltare le opinioni di tutte le categorie economiche e sociali interessate.

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Così Sergio Berlato (Fdi-An-Mcr) ha annunciato di aver convocato per venerdì 11 novembre presso la Terza Commissione consiliare delle audizioni per discutere di un argomento che ha scatenato vibranti proteste nel mondo animal-ambientalista più estremista.

“Considerato l’aumento di casi in cui onesti cittadini impegnati nell’esercizio di attività lecite e autorizzate, sono stati oggetto di molestie, intimidazioni e a volte anche di vere e proprie violenze da parte di estremisti animalisti, riteniamo sia giunto il momento che le Istituzioni diano una pronta risposta” afferma senza esitazioni il consigliere Sergio Berlato, che non rinuncia a lanciare una provocazione agli animalisti estremisti: “Pare circolino notizie su manifestazioni di protesta che dovrebbero tenersi sotto la sede del Consiglio regionale il giorno delle audizioni – spiega Berlato – invito ovviamente i miei colleghi consiglieri a non allarmarsi perché come al solito, sempre se le manifestazioni avranno luogo, le “folle oceaniche” saranno composte al massimo da poche decine di soggetti. Mentre qualcuno urla, noi preferiamo raccogliere le opinioni e i suggerimenti di tutte le categorie interessate, compreso il mondo ambientalista propositivo e non estremista”.

“Vogliamo ribadire che in Veneto non è ben accetta alcuna forma di estremismo – conclude Berlato – e non saranno certo le discutibili convinzioni di chi ritiene un “diritto” impedire lo svolgimento di un’attività lecita esercitata nel rispetto delle normative vigenti, ad impedirci di assumere scelte volte a tutelare gli onesti cittadini, punendo invece chi non rispetta le regole del vivere civile”.

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