Toscana, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso delle associazioni animaliste

Per il Consiglio il discostamento dal parere ISPRA non è adeguatamente motivato, quindi il termine della caccia alla beccaccia va anticipato al 10 gennaio

Lo scorso 15 dicembre il Consiglio di Stato ha espresso la propria sentenza sulla richiesta di sospensiva del Calendario Venatorio 2018/2019 della Regione Toscana, presentata dalle associazioni animaliste Enpa, Lav, WWF, Lipu e LAC. Dopo il rigetto dell’istanza da parte del TAR Toscano, il Consiglio di Stato ha invece accolto parzialmente l’istanza cautelare, sospendendo l’efficacia di due punti del Calendario Venatorio Toscano 2018/2019.

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Chiusura anticipata per la caccia alla Beccaccia

Il primo riguarda il termine di chiusura della caccia alla Beccaccia che, secondo il Consiglio di Stato, deve essere riportato al 10 gennaio. Per il Consiglio infatti, le argomentazioni contenute nel calendario venatorio non siano idonee a superare tutti i rilievi critici contenuti nel parere di ISPRA e quindi lo scostamento del termine finale rispetto a quello massimo indicato nel parere non è “adeguatamente motivato”. 

Questo quanto si legge nell’ordinanza del Consiglio di Stato:

…Ritenuto, quanto al secondo ordine di censure, concernente lo scostamento dal parere di ISPRA sull’estensione del periodo di caccia per le diverse specie, che la prospettazione dell’appello sia generica – in quanto non viene indicato sotto quali profili, in relazione a ciascuna specie coinvolta, la motivazione del discostamente sia carente ovvero basata su elementi non aggiornati o inattendibili – tranne che per quanto riguarda la specie beccaccia;
Ritenuto che, riguardo al periodo di caccia alla beccaccia, le argomentazioni contenute nel provvedimento impugnato in primo grado, valutate alla luce del principio di precauzione e del paragrafo 2.7.10 della Guida interpretativa sull’attività venatoria della Commissione europea relativa alla Direttiva 79/409/CEE, non siano idonee a superare tutti i rilievi critici contenuti nel parere di ISPRA prot. 38725 in data 13 giugno 2018, e che pertanto non sia adeguatamente motivato lo scostamento del termine finale rispetto a quello massimo indicato nel parere (10 gennaio 2019)…

Possibile chiusura anticipata per le specie cacciabili in preapertura

Il secondo punto riguarda il termine di chiusura per le specie cacciabili in preapertura, che quest’anno in Toscana sono state ben 10: Storno, Gazza, Ghiandaia e Cornacchia grigia cacciabili nei giorni 1 e 2 settembre, e Alzavola, Germano reale, Marzaiola, Tortora Selvatica, Colombaccio e Merlo, cacciabili solo il 1° settembre.

Per queste specie la regione aveva previsto un’anticipo della data di chiusura di durata pari alle giornate di caccia concesse in preapertura. Secondo il Consiglio di Stato, però, l’anticipo della chiusura deve comprendere l’intero periodo compreso tra l’inizio della preapertura e l’inizio della stagione venatoria previsto dalla legge (quindi dall’1 al16 settembre).

Nell’ordinanza del Consiglio di Stato si legge:

“il consentire una modifica dei termini del calendario (come avviene in caso di apertura anticipata), richiede comunque il “rispetto dell’arco temporale massimo” ivi indicato, così da dover riferire la modifica del termine finale, “a compensazione” della disposta apertura anticipata, al periodo compreso tra l’inizio della apertura anticipata e l’inizio della stagione venatoria previsto dalla legge (a prescindere dal numero di giornate di caccia in esso comprese).”

Questo porterebbe ad una possibile chiusura anticipata della caccia alle 10 specie oggetto di preapertura per la sommatoria delle giornate comprese tra il 1° e il 16 settembre. Ora si aspetta che la regione dia attuazione all’ordinanza del Consiglio.

Il commento della CCT

La Confederazione Cacciatori Toscani ha commentato così la sentenza: “nel riservarci ulteriori valutazioni nel merito dell’ordinanza in oggetto e rilevando come molte delle argomentazioni presentate dai ricorrenti non siano state accolte dal Consiglio di Stato, si introducono tuttavia delle gravi criticità sul Calendario Venatorio Toscano rispetto alle quali la CCT chiede alla Regione Toscana di intervenire tempestivamente con provvedimenti adeguati al fine di garantire la certezza del diritto per la stagione venatoria in corso. Un atto urgente quanto necessario in attesa di poter affrontare la discussione di merito nell’udienza già sollecitata al TAR”

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